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Dialogo platonico dopo le elezioni italiane

di Oscar Bartoli | 27 Febbraio 2013

Cannes, Discorso di Mario Monti al 'World Policy Conference'Platone: E Monti, carissimo Fedone, che fine ha fatto?
Fedone: La dimostrazione evidente di come un gran professore e tecnico possa naufragare quando decida di entrare nell’agone politico, dove recitano i professionisti.

Platone: Carissimo Fedone. Che gioia rivederti. E’ passato un secolo dall’ultima volta. Ma dove sei stato?
Fedone: Ho trascorso il 2012 negli Stati Uniti, sotto false spoglie, perche’ volevo rendermi conto di come funiona quella democrazia.
Platone: Hanno rieletto l’abbronzato..,poveri loro.
Fedone: Per fortuna, esimio Maestro di ogni preclara Virtu’. Obama e’ il solo che puo’ rimettere a posto le cose in America, dopo avere ricevuto un’eredita’ terribile da George W. Bush. Gli americani quando vanno alle urne dimostrano quasi sempre di sapere prendere delle giuste decisioni collettive…
Platone: Mettiamoci a sedere su questa  panchina. Che belli questi viali del Parnaso. Sono un po’ stanco ho seguito le elezioni italiane…
Fedone: Grandissimo Maestro: gli italiani hanno dimostrato ancora una volta che sono dei bugiardi.
Platone: E perche’ mai, dolce figliolo e discepolo?
Fedone: Vedete, Maestro: mentre in tutti gli altri paesi occidentali gli istant poles e gli exit poles sono quasi sempre molto attendibili, perche’ la gente intervistata dice la verita’, in Italia si divertono a prendere per il culo i sondaggisti, raccontando il falso. Infatti la prima ora dopo la chiusura dei seggi, lo scenario era di un tipo, modificato in peggio per il centro sinistra alla seconda ora, fino a deteriorarsi poi con i dati reali. Al punto che alla Camera Bersani ha vinto per una differenza di poco piu’ di centomila voti.
Platone: sono simpatici questi italiani. Perche’ non sai mai da che parte stanno. Non per niente quei cattivoni di anglosassoni dicono che sono ‘double standard’.
Fedone: Non hanno tutti i torti. E comunque non so come la pensate voi , chiarissimo ed eccelso, sul risultato di questa rovente campagna elettorale di tre mesi…
Platone: Ha vinto Lui, quel personaggio eccezionale che risponde al nome di Silvio e che anch’io voterei se mi trovassi nelle condizioni di farlo..
Fedone: Bisogna ammettere che il Cavaliere e’ un grande televenditore..
Platone: Ma non e’ solo questo. Ha charme, non per niente manda in solluccheri le donne di ogni eta’. E’ simpatico, pieno di un’energia incredibile nonostante la tarda eta’. (dicono che, come l’attrice Demie Moore, si faccia dei clisteri di caffe’ per rimanere giovane). Solo grazie a Lui il Partito della Liberta’, che era ridotto al lumicino e dilaniato da faide interne, ha ritrovato compattezza raggiungendo risultati inimmaginabili alla vigilia delle elezioni.
Fedone: Maestro Preclaro. Il Berlusca fa promesse a ripetizione sapendo che non potra’ mantenerle. E’ un bugiardo matricolato.
Platone: Ma piace alla gente che vuole ascoltare uno che la incanta. So bene che tu, caro Fedone, sei sempre orientato sul versante di sinistra. Che mi dici del Bersani?
Fedone: Dico che Bersani mi ha deluso. Sara’ stato, come dicono, un buon ministro. Dicono che sia una persona per bene. Ma quanto a comunicazione e’ una frana. Non si capisce cosa diavolo voglia dire. Ma quel che e’ peggio ha inserito nel suo linguaggio politico delle frasi idiote (smacchiare i giaguari, pettinare le bambole, etc.) che sollecitano il pianto piu’ che l’attenzione.
Platone: Non essere troppo severo. Ricorda che ha voluto lui le primarie del PD, nonostante l’opposizione dell’apparato catto-comunista del partito.
Fedone: Infatti, sul finire della campagna ha dovuto chiamare al suo fianco quel Matteo Renzi che si era conquistato il 40% del PD nelle primarie e che e’ stato messo a cuccia a fare il sindaco di Firenze (mestiere che fa bene).
Platone: Simpatico quel giovane Renzi. Magari lo avessi avuto tra i miei discepoli come nel tuo caso.
Fedone: Povero Matteo, avrebbe dovuto pagare pegno come abbiamo fatto tutti con la scusa che questo era il rispetto dei peripatetici nei confronti del Maestro.
Platone: Non rimembrare dolci ricordi della mia maturita’. Sai Fedone che quel Grillo e’ un incredibile personaggio.
Fedone: Bisogna ammetterlo, Stupendo Gran Maestro. Dal 2003 va in giro per le piazze a ripetere sempre lo stesso spettacolo con lo stesso copione. Anni fa ci faceva solo ridere. Oggi con la crisi tremenda che attanaglia il portafoglio di milioni di persone, la sua predicazione da commediante ha fatto leva nelle coscienze delle persone che non sanno dove sbattere la testa per andare avanti. Ha riempito le piazze, ha usato la Rete, ha parlato di cose vere e fatto promesse che sicuramente potranno essere realizzate. E la gente lo ha seguito.
Platone: Fedone, mio dolce virgulto: mentre i voti dati a Silvio hanno una consistenza, quelli dati al Grillo a che serviranno mai, visto che ha dichiarato guerra a tutto lo scenario politico tradizionale?
Fedone: Anche se ha portato via un sacco di voti alla sinistra, a me Grillo e’ simpatico. Le centinaia di deputati e senatori che ha immesso nel nuovo Parlamento, dovranno in qualche modo lavorare.La protesta deve essere archiviata e lasciare spazio ai fatti e alla costruzione di un sentiero virtuoso.
Platone: Vorresti farmi credere che i Grillini faranno accordi con il PD o con l’odiato e vituperato PDL?
Fedone: Col PDL spero di no dopo quello che Grillo ha vomitato su Berlusconi. Quanto all’esigenza di fare delle riforme immediate a cominciare dall’odiato Porcellun elettorale ci possono essere dei meccanismi di aggregazione, una volta che la polvere degli schiamazzi elettorali sia calata.
Platone: E Monti, carissimo Fedone, che fine ha fatto?
Fedone: La dimostrazione evidente di come un gran professore e tecnico possa naufragare quando decida di entrare nell’agone politico, dove recitano i professionisti. La sua oratoria, malamente volgarizzata secondo le esigenze di copione, faceva pena. Chiara conferma che ognuno deve fare il proprio mestiere. Di tuttologi c’e’ solo il Cavaliere. Uno strazio che conferma le perplessita’; espresse dal Presidente Napolitano quando Monti gli ha comunicato che voleva ‘salire’ in campo.
Platone: E adesso, dolce allievo mio, che succedera’ in Italia?
Fedone: il perciolo e’ che il Paese sia ingovernabile e che si debba andare a nuove elezioni. Oppure che il Machiavelli che fa parte del DNA di ogni italiano riesca a trovare soluzioni che per qualsiasi altro abitante dell’orbe terraqueo sarebbero impossibili.
Platone: se poi aggiungi anche il Conclave per l’elezione del nuovo Papa, l’elezione del  Presidente della Repubblica italiana, i meteoriti che colpiscono la Terra, il Medio Oriente, Iran e Israele, e via citando lo spettacolo visto dall’Olimpo e’ meglio del film Argo, quanto a suspence.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Rita Monaco

    3 Marzo 2013 alle 19:29

    Bel dialogo ma Argo è veramente superiore come suspence. Pur sapendo come va a finire, al momento della fuga dall’aeroporto ti ritrovi col fiato sospeso.

    Rispondi

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