Il grande gioco “Esercita anche tu una indebita pressione sulle decisioni del governo” non può essere fonte di costante divertimento solo per la CEI, dunque è giunto il momento della partecipazione anche per tutti coloro che fanno buon uso della loro indipendenza intellettuale e che in quest’ultimo fine settimana, leggendo i quotidiani o le agenzie di stampa, si sono resi conto che si è superato persino il limite del ridicolo che sarebbe consentito ad una compagnia di guitti di infima categoria che si esibisca in un circo sull’orlo del fallimento. Il gioco incrociato delle dichiarazioni, ritrattazioni e precisazioni di Bagnasco, dell’Avvenire, di tutta una fauna politica che ormai apre bocca e recita formule imparate a memoria come un mantra senza neanche concedere il diritto di replica o, diociscampi, una apertura dialettica che esca dal cortocircuito “laicista- relativista – nemico della famiglia – pedofilo – incestuoso”, ha raggiunto e superato ogni livello di guardia e ci offre lo spettacolo di un paese sull’orlo di una crisi di nervi, dove si fa a gara a chi la spara più grossa per conquistare più spazio sui media, senza che nessuno si ponga quantomeno il problema di dare un senso a questa totale resa della democrazia all’arroganza, alla prepotenza, alla prevaricazione del più forte sul più debole.
Dunque, ci pare giunta l’ora di essere estremamente pragmatici e di ricordare a tutti quei signori che siedono in Parlamento strapagati da noi che, in quanto nostri dipendenti e da noi eletti, ahimè, a rappresentarci, devono saldare il conto che siamo pronti a presentargli. In questo modo. Tutti i politici, di qualunque schieramento, che si dichiarano contrari al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, rinuncino immediatamente e pubblicamente, dandone ampia prova su tutti gli organi di informazione, ai Pacs che hanno gentilmente concesso a se stessi, ovvero al diritto di destinare la reversibilità della loro pensione e l’assistenza sanitaria ai loro compagni di vita, senza alcun vincolo parentale. Ci sembra giusto ed equo, nonché moralmente ineccepibile, che i deputati ed i senatori che oggi sbandierano la loro coscienza offesa, neghino a se stessi ciò che invece si sono concessi, mentre si battono per privare di questo diritto noi cittadini. Ci rendano conto, lor signori, delle loro prese di posizione e, soprattutto, le paghino in prima persona. La coerenza morale ha un prezzo che ognuno di noi paga nella vita di ogni giorno: è ora che anche i nostri rappresentanti paghino qualcosa di tasca loro, e si dimostrino pronti a sacrificarsi per un principio di alto profilo morale nel quale asseriscono di credere profondamente. Poiché le parole non costano nulla, e dunque si possono spendere gratuitamente, è bene passare ai fatti: siamo certi che tutte queste anime belle ed in buona fede, nel pieno rispetto del magistero della Chiesa, vorranno dare prova della loro integrità e dimostrare ai cittadini elettori – che prima o poi torneranno pure alle urne – che sono uomini e donne di parola, disposti al sacrificio in nome dei loro ideali.
Cari amici di Pensalibero, fateci sapere cosa ne pensate e se siete disposti a sostenere questa campagna – se le vostre risposte saranno numerose e se ci aiuterete a promuovere questo movimento di opinione, nei prossimi giorni decideremo come agire per esercitare anche noi la pressione delle nostre idee. Vi aspettiamo nello spazio sottostante – e speriamo che siate tanti.
Chiara Boriosi
N.D.R. Avremmo voluto pubblicare di seguito il testo del decreto col quale i parlamentari si sono autoconcessi i Pacs, ma tale testo risulta introvabile. Di recente, ne ha parlato Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio regionale della Toscana; molti giornali, persino quello della famiglia Berlusconi, hanno citato tale privilegio fra le righe di lunghe articolesse, tanto per non attirare troppo l’attenzione. Anche questo, purtroppo, è il nostro paese.

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