
Secondo il rapporto annuale Istat gli indigenti in Italia (con reddito inferiore a 780 euro) sono il 22% della popolazione. L’emergenza riguarda soprattutto il sud dove una famiglia su 4 è povera e dove le persone povere nell’ultimo anno sono aumentate notevolmente.
Le famiglie più povere, infatti, hanno risentito di più dell’inflazione nel 2006.
Secondo l’Unicef sul 22% delle famiglie povere nel Sud il 25% sono famiglie con bambini e non con anziani.
I numeri dicono che la situazione è davvero difficile per milioni di italiani e non, milioni di “equilibristi” che hanno grosse difficoltà nell’arrivare alla fine del mese. Persone che vivono al limite della soglia di povertà, con il rischio che un evento improvviso possa cambiare per sempre la loro vita. Assistiamo ad uno spaccato di un Paese che ha varcato quella soglia e che, pur stringendo la cinghia, è costretto al sostegno di associazioni di volontariato ed enti per arrivare alla fine del mese.
Mense Caritas sempre più affollate, non solo da barboni e immigrati ma anche pensionati e famiglie monoreddito.
Persone che, dopo la nascita di un figlio, una separazione o la fine di un lavoro si ritrovano ad affrontare difficoltà economiche e psicologiche.
Ma se nei principi fondamentali della Costituzione si legge:
Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale I poveri in questa Italia non si vedono, ma ci sono, crescono in silenzio.
La prima colpa della nuova povertà è l’emergenza casa.
Bastan la perdita del lavoro, uno sfratto, una malattia, un divorzio ed intere famiglie finiscono sulla strada.
Milano, Firenze, Napoli con i loro salotti buoni, le loro piazze che attraggono così tanti turisti nascondono gli invisibili, cioè vecchi soli, madri con figli che occupano grotte, scantinati, luoghi sotto i ponti, baracche di fortuna! E non sono solo gli stranieri che senza permesso di lavoro non riescono a prendere casa.
Ci sono anche i “nuovi miserabili”. Coloro che con 1300Euro al mese con una separazione alle spalle che danno alle famiglie 700 Euro sono troppo poveri per un affitto ma troppo ricchi per un suissidio statale. Assurdo! Prima erano i barboni alcolisti e i deboli di mente. Ora a rischio è la piccola borghesia.
Tutto comunque parte dalla casa.
In tutta l’Itala la casa è il vero miraggio. Si arriva al paradosso di persone che non vanno in ospedale per paura che la casa gli venga occupata. Non bastano l’elemosina, i vestiti, il cibo, sono necessari dei progetti. A ciascuno si deve trovare un lavoro, al pensionato si deve dare una ragione per vivere.
“I Socialisti Per Le Libertà” propongono in momenti così critici di arrivare a mettere un’imposta straordinaria sui grandi patrimoni per dare un filo di luce a chi non ce l’ha più. Altrimenti la politica a cosa serve? Solo a distribuire poltrone miliardarie?
Francesco Mazzeo
Il segretario de “I Socialisti Per Le Libertà”

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