
Ma adesso passiamo a parlare brevemente del film , del quale ovviamente non voglio anticiparvi quasi niente per lasciare a voi la libertà di farvi prendere dalla storia e dalla capacità del regista di cambiare genere, far ridere, far preoccupare e…attenzione, quando credete di aver capito tutto del film, ci sono ancora tante cose da chiarire.
L’mportante è essere pronti a tutto, studiare un piano ben dettagliato e poi metterlo in opera con coraggio, anche tramite l’inganno ma con la certezza di volerlo portare fino in fondo e, la famiglia dei “poveri” di Parasite questo piano lo elabora con calma e attenzione, sicuri del successo.
Il film di Bong Joon-Ho può ricordare la commedia all’italiana, quella prima maniera, garbata ma con al suo interno la povertà, l’arrabattarsi, la voglia di uscirne , di cambiare la vita. E la famiglia di Ki-woo, padre disoccupato, madre e due figli adolescenti, questa voglia ce l’ha. Vivono in un sottosuolo con un’unica finestra, hanno come coinquilini gli scarafaggi. si arrabattono piegando cartoni contenitori per pizze, passano il tempo cercando freneticamente una rete non protetta per collegrsi ad internet. Ma nel film, quasi come se fosse in una vita parallela, in una bellissima villa vive la famiglia Park, ricca in maniera esagerata, il padre spesso assente, la moglie, due figli. Vivono nel lusso sotto l’occhio vigile delle telecamere di sorveglianza, protetti e pressochè dimentichi delle classi dei sottoposti, dei poveri, dei disoccupati.
L’enorme finestra con vista sul parco della casa dei ricchi, fa da contraltare alla finestra del sottosuolo dei poveri, dove gli ubriachi si fermano ad orinare. Ed ecco che la commedia prosegue introducendo nello spettatore, che si sente naturalmente portato a stare dalla parte dei poveri, quella che può essere la lotta di classe, senza sciopoeri, senza picchetti, senza sindacati, senza sommosse. Ma gli ultimi della scala sociale , la famiglia di Ki-Taek, non vuole sovvertire il mondo, non vuole distruggere, vuole solo prendere il posto della classe privilegiata, della famiglia Park.
L’importante è tenere presente che anche quando crediamo di aver capito tutto del film dobbiamo continuare a farci portare dal regista dove lui ha deciso. Si passa dalla commedia al dramma e già dalla locandina parte un segnale. I protagonisti hanno gli occhi bendati da stisce. Perchè? C’è qualcosa che non va!
Maria Rita Monaco

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