Oriana Fallaci è morta alla sua maniera: con quella riservatezza che si imponeva quando intendeva chiudersi nel suo sdegno al culmine delle battaglie e delle polemiche (infinite) che hanno accompagnato tutta la sua vita. La scrittrice e giornalista aveva 77 anni. Da molti anni aveva un cancro da lei chiamato L’Alieno, che aveva affrontato con lo stesso coraggio e la stessa determinazione che l’avevano sorretta quando la sua professione l’aveva portata nelle situazioni di grave pericolo dei tanti conflitti in corso, soprattutto la guerra del Vietnam. A Firenze, ove era ricoverata in ospedale, la sua degenza era circondata dal più stretto riserbo, per sua esplicita volontà. Ed anche il funerale si svolgerà in forma strettamente privata.
Di Oriana Fallaci molto si è discusso e molto si discuterà ancora. Saremmo ipocriti se affermassimo di aver condiviso tutte le sue posizioni, nei toni e nei contenuti. Ma al di la di questo, di Oriana Fallaci abbiamo sempre condiviso e apprezzato lo spirito di indipendenza ed il coraggio di andare controcorrente. Per calcolo, dicevano i suoi avversari, come se, invece, seguire la corrente ed il conformismo che caratterizza i più siano dettati da disinteresse.
Pensalibero , come è noto, ha sede a Firenze; per questo non possiamo tacere il pavido e offensivo comportamento dei governi locali contro Oriana Fallaci. Il Comune di Firenze che si è sempre opposto alla proposta di conferire il sua massimo riconoscimento, il Fiorino d’oro, alla scrittrice. E la Regione, con l’eccezione del presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini. Nencini ebbe il coraggio, qualche mese fa, di insignire Oriana Fallaci. Il suo gesto venne accompagnato da polemiche di gran parte della maggioranza che liquidò l’iniziativa del Presidente del consiglio regionale come se fosse stata adottata a titolo personale.

grande commozione. senza retorica. donna
vera, indipendente, libera. da ammirare per
il coraggio che può dar lezione a tanti omini
allineati e politicamente corretti. a tutti
coloro i quali vorrebbero farci credere che
la democrazia sia solo quella predicata da
loro, dimenticando però la loro storia..
non ci son parole adatte per dire quanto ci
mancherà, questa cara e cara Oriana. con
le mie scuse per la confidenza con cui scrivo
di questa grande donna e scrittrice.
Oriana Fallaci, medaglia d’oro della Resistenza. Che strano vedere quelli che hanno sempre la Resistenza in bocca, manco fossero degli scaldabagno, parlare regolarmente male di lei, salvo piangerla con lacrime da coccodrillo….
LA FORZA DELLA RAGIONE
Oriana Fallaci ci ha lasciato. Ha dovuto mollare . A parte le sue opere letterarie ,apprezzate e discusse, lascia (anche per chi ha memoria corta) ricordo ed esempio dei disperati tentativi di una mente veramente libera per confutare l’onorabilità di certi “ benpensanti” e politicamente corretti, per fugare le nubi che offuscano le menti dei tanti, troppi “seguaci” e basta(a patto di non sentirsi trascinati in affanni o problematiche sgradite), dei pacifisti in poltrona. Io credo che le due parole che rappresentano meglio la sua figura umana , siano comunque nel titolo (ed esortazione) di un suo libro diffuso in tutto il mondo : rabbia ed orgoglio . Rabbia per vedere i tanti,troppi rifiuti di pensare con la propria testa, di cercare di capire oltre l’ovvietà; ed orgoglio nel sostenere le proprie idee (né semplicistiche né d’occasione). Un esempio, per aver richiamato all’attenzione del mondo un bellissimo sogno: la forza della ragione.
Puccio Cartoni
C’è di più. Non solo le autorità fiorentine hanno in ogni modo boicottato la Fallaci. Hanno anche invitato a schernirla in occasione del Social Forum. Addirittura, con esplicito riferimento al rifiuto di conferire il fiorino d’oro alla scrittrice fiorentina, il sindaco Domenici venne insignito della Mezzaluna d’oro.
Spero che almeno ci sia risparmiato, ora, il solito coro ipocrita di elogi, che sarebbe una nuovca offesa per Oriana.
Ho letto tutti i suoi libri, ho tralasciato le critiche al personaggio perche’ nulla potevano togliere all’efficacia delle sue parole, al mondo che rappresentava. Un mondo sempre frammentato , in cui ci poteva riconoscere forse solo per qualche pagina e odiare il resto. E forse l’inseguimento di quella emozione, la voglia di ritrovarla, di rivederla in un’immagine descritta mi ha fatto andare fino in fondo in questo viaggio di conoscenza.. non so se l’ho veramente conosciuta o se ho invece incontrato quello che il mio immaginario , una volta messo in moto, voleva incontrare. E che forse non e’ cosi’ sempre, anche nella vita reale?
Ho amato in particolare Se il sole muore e Lettera ad un bambino mai nato:lo stupore e la tenerezza, la voglia di ricominciare, di cancellare quanto fatto e l’idea che un’emozione non appartiene a nessun schieramento politico e non puo’ essere usata fuori dall’intimita’ del proprio essere..ho amato in lei il dubbio e la perplessita’, la mancanza assoluta di certezze, il mettere in gioco le realta’ piu’ ovvie e anche quella indiscutibile frattura fra cio’ che era e cio’ che andava a rappresentare.
Ciao Oriana.
Ho condiviso molto di ciò che pensava e scriveva Oriana.Può essere stata scomoda per quei poteri politici in perenne equilibrio, sul filio del rasoio che mai li vede schierati a fianco dei cittadini senza voce,con chiarezza e voglia di sistemare anche piccole cose. Lei ha dato voce ai nostri pensieri, dignità al nostro sdegno, memoria al nostro dolore.
Grazie Oriana.Che ci importa se le “Autorità” non ti hanno omaggiata, quando rappresentano esseri piccini, più attaccati al potere, alle poltrone, ai Risiko internazionali?
Di te resta la fierezza con cui ti sei assunta lo sdegno anche di coloro che avrebbero avuto molti motivi per provarlo e manifestarlo.
Grazie Oriana.