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Oranges and Sunshine

di Oscar Bartoli | 2 Novembre 2011
“Oranges and Sunshine”, Arance e Sole, del regista Jim Loach, e’ il titolo di un film che a Washington e’ proiettato da qualche giorno solo in cinque cinema, forse perche’ la produzione non crede in questo lungometraggio o forse perche’ si vuol vedere come reagisce il pubblico prima di piazzare la pellicola su un numero maggiore di teatri. Il film ha avuto recensioni molto buone dai critici cinematografici. Poi e’ il ‘word of mouth’, il passaparola, che sancisce o meno il successo di una pellicola. ‘Arance e Sole’ era la promessa che veniva fatta ai bambini poveri inglesi ai quali veniva detto che la mamma era morta. Nella maggior parte dei casi si trattava invece di donne tossicodipendenti, di prostitute oppure di ragazze senza marito e disperate che cedevano il figlio. Il film narra la storia di Margareth Humphreys, un’assistente sociale che scopre uno ‘scheme’, un programma avallato dal governo inglese che dall’inizio del 1800 sino a tutti gli anni 1960 ha deportato 130mila bambini in Australia. Questi pseudo orfani avrebbero poi ingrossato le fila dei lavoratori piu’ umili, considerati come schiavi. I bambini deportati finivano in istituzioni di religiosi dove erano maltrattati e spesso abusati sessualmente. “Oranges and Sunshine” e’ un film molto duro ma vero che si basa sulla interpretazione eccellente di Emily Watson che recita il personaggio di Margareth Humphreys, costretta a pagare un alto prezzo alle sue ricerche (per far ricongiungere i figli adulti alle madri) che rischiano di mettere in pericolo il suo equilibrio psichico. L’ultima scena mostra una ripresa notturna del Tamigi e di Londra mentre scorrono i dati sulla deportazione di tanti bambini non solo in Australia, ma anche in Canada e Nuova Zelanda. Il voice over e’ la dichiarazione del primo ministro, Gordon Brown, fatta nel 2010 al Parlamento inglese nella quale si scusa per il dolore causato a tante famiglie.

Pubblicato in : Primo pianoTag: bambini poveri, emily watson, gordon brown, governo inglese, humphreys, Oranges and Sunshine, word of mouth

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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