• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Presunto colpevole

di Maria Rita Monaco | 2 Novembre 2011

Si parla di errori giudiziari in questo film, si parla di un giustizia non giusta, si evidenzia come si possa finire in galera senza colpa, basandosi su un  castello accusatorio dalle fondamenta veramente fragili, si dimostra come si possa distruggere un uomo e la sua famiglia, precipitarlo nella disperazione, perfino farlo accusare dal figlio piccolo, grazie a domande che un bambino non può capire e condannarlo, ancor prima del processo schiacciato da una delle accuse più infamanti: pedofilia nei confronti dei suoi figli e di alcuni amichetti di questi.

Dovremmo partire sempre dall’assunto che ognuno è innocente fino all’ultimo grado di  giudizio e a questo dobbiamo arrivare dopo che la colpevolezza è stata dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio. Basato sul libro autobiografico di Alain Marécaux “Chronique de mon erreur judiciaire” il film racconta la gravità di quanto successo allo stesso Alain Marècaux.

Dobbiamo riflettere sui passaggi della magistratura e se anche concordiamo che errare è umano (ma quando sono in ballo l’onore, l’equilibrio mentale, la vita di una persona l’errore può avere conseguenze catastrofiche), perseverare nell’errore da parte del giudice è addirittura persecutoria e fa pensare alla presunzione di un giovane giudice che ha già condannato, prima ancora che inizi il processo, che la condanna nasca e si basi su prove concrete.

Il film presentato il 7 settembre a Venezia nella sezione “Giornate degli autori” ha ottenuto il premio come miglior film europeo ed è stato presentato a Firenze il 21 0ttobre introdotto da Alain Marécaux protagonista, suo malgrado, di uno dei più grossi errori giudiziari francesi, nel corso di France Odeon, giunto alla sua terza edizione.

Cosa vuol dire precipitare all’inferno ce lo aveva già raccontato Kafka ed Alain Marécaux ce lo dimostra con i suoi tre tentativi di suicidio, con una sciopero della fame di 9 settimane, con il suo perdere figli, moglie, amici, lavoro, con l’impossibilità, nonostante gli sforzi e le assicurazioni degli avvocati di dimostrare la sua innocenza; tutto questo a causa della caparbietà e dell’arroganza del giudice, a causa di un errore giudiziario.

Tutto comincia la notte del 14 novembre 2001 quando la polizia fa irruzione nella casa che Alain Marécaux, ufficiale giudiziario, divide con la moglie e i figli, viene ammanettato, gli si impedisce di accostarsi ai figli, lo si trascina in prigione.

Da quel momento ha inizio la discesa agli inferi, per quattro anni l’accusa infamante di pedofilia peserà sulle sue spalle. Solo dopo quattro anni si scoprirà che l’impianto accusatorio si basa sulle sabbie mobili: l’accusa viene da una bugiarda, a sua volta pedofila nei confronti dei suoi figli (e questo particolare era a conoscenza del giudice istruttore) che aveva accusato altre tredici persone.

Il film va visto per capire come sia difficile perseguire e applicare una “giustizia giusta” e il finale lascia tanta rabbia dentro.

Il regista Vincent Garenq stava preparando il suo secondo film quando ha letto il libro e ha deciso che quello sarebbe stato il suo film. Ha dovuto vincere le resistenze  di Marécaux che non credeva che il film potesse raccontare la sua storia senza snaturarla e ha ceduto solo alla dodicesima stesura  della sceneggiatura, non prima di aver avuto l’assicurazione che avrebbe potuto bloccare il film in qualunque momento. Il soggetto spaventa ma Garenq trova il sostegno di Philippe Torreton che, letto il soggetto decide di perdere 27 kg per interpretare il Marècaux sofferto che, deciso a morire porta avanti lo sciopero della fame per nove settimane.

Una volta completato il film , che è uscito in Francia il 7 settembre Marécaux ha dichiarato che dal 14 novembre 2011, a dieci anni esatti dall’arresto che ha sconvolto la sua vita, non parlerà più del suo caso: sarà il film a parlare per lui.

Pubblicato in : CinemaTag: Alain Marècaux, equilibrio mentale, Presumé coupable, presunto colpevole

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Rita Monaco

    3 Novembre 2011 alle 00:07

    Vero e anche Tortora, come Marécaux fu preso di notte, buttato giù dal letto, dato in pasto alla stampa, giudicato colpevole prima ancora di cominciare le indagini.
    Per poi risultare innocente. In compenso il giudice che lo aveva fatto arrestare è stato promosso.

    Rispondi
  2. Enrico Martelloni

    2 Novembre 2011 alle 21:09

    Mi ricordo di un film di Alberto Sordi che parla, mi pare, dello steso problema. Un’altro era “Giralimoni” con Manfredi. Una storia vera accaduta al tempo del fascio. Di giustizia ingiusta ne ricordo. Una per tutte, quella di Tortora.

    Enrico Martelloni

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti