• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ora vediamo se 5Stelle e Lega si presenteranno come alleati

Naturalmente siamo di fronte ad una crisi gravissima e non giovano le posizioni irresponsabili, tipo la minaccia di mettere in stato di accusa Mattarella che ha avuto il coraggio di difendere una Costituzione che è pienamente in vigore.

di Nicola Cariglia | 28 Maggio 2018

Ora sarebbe giusto attendersi che 5Stelle e Lega si presentino alle prossime e (salvo sorprese) imminenti elezioni, in stretta alleanza. Infatti alla base del loro accordo naufragato contro lo scoglio del ministro dell’Economia, c’era un contratto presentato al popolo italiano con grande enfasi. E quello presieduto dal prof. Conte non sarebbe stato un governo di transizione o di servizio, per portarci a nuove elezioni, magari tentando una riforma elettorale. Di Maio e Salvini lo avevano presentato, addirittura, come “governo del cambiamento” , carta d’ingresso nella “terza repubblica”.  Se lo faranno, daranno sostanza e credibilità al loro progetto, togliendo i dubbi legittimi che l’alleanza stretta dopo una campagna elettorale condotta tra scambi di accuse e marcate differenze programmatiche aveva sollevato. Certamente meglio che insistere con la polemica con il presidente della Repubblica. Perché nel merito ogni critica è legittima, ma Mattarella ha esercitato un potere proprio del suo ruolo. Per essere più chiari: è rimasto nei limiti della Costituzione.

Chi voleva andare oltre la Costituzione, e non ne hanno fatto mistero, erano proprio Di Maio e Salvini: che parlavano di inizio di “terza repubblica”. E non era solo enfasi e propaganda (comprensibili e scusabili). Per tutta la lunga gestazione del governo mai nato, la posta in gioco, non unica ma nemmeno secondaria, è stata proprio la salvaguardia, attraverso le prerogative del Presidente della Repubblica, del nostro sistema: in particolare la separazione e l’equilibrio dei poteri. Che, per l’appunto, è rimasto in vigore grazie ai non pochi voti dei 5Stelle e dei Leghisti, in occasione del referendum sulle riforme alla Costituzione di Matteo Renzi. Dunque, se pensavano che quell’equilibrio era superato, i due leaders avrebbero dovuto indicare di votare Si al referendum di Renzi.

Naturalmente siamo di fronte ad una crisi gravissima e non giovano le posizioni irresponsabili, tipo la minaccia di mettere in stato di accusa Mattarella che ha avuto il coraggio di difendere una Costituzione che è pienamente in vigore. Al momento, nemmeno è dato sapere quali saranno gli schieramenti in campo alle prossime elezioni. Che potrebbero anche illuminare su quanto accaduto. Basta aspettare di vedere se Di Maio e Salvini correranno appaiati o divisi. Mentre nel centro- sinistra c’è da colmare l’attuale vuoto di iniziative. Non solo quelle relative alle proposte da sottoporre ad un elettorato sempre più sfiduciato, ma anche per uno schieramento che pur facendo perno sul PD non releghi gli altri al ruolo di irrilevanti comparse.

 

Nicola Cariglia

 

 

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, campagna elettorale, coalizione di governo, commissione europea, costituzione, crisi, Di Maio, elezioni, governo, lega, Mattarella, matteo renzi, merito, nato, parlamento, pd, popolo italiano, presidente della repubblica, referendum, renzi, repubblica, riforma elettorale, salvini, senato, voto di fiducia

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    2 Giugno 2018 alle 08:36

    Paolo, quando decine di milioni hanno in tasca una soluzione che si fa pilotare pur di imporsi, comincerei a guardare altrove, anche se altrove c’è men che nulla. Mi sembra sia nato un governo di bulimici allupati, non di denaro e potere, ma di ” ghe pens mi “. Tanti volenterosi Garrone!. A me piacerebbe andasse al potere il pensiero critico, e ci restasse per l’eternità. Ma il pensiero critico non c’è, e invece c’è tanto pensiero nichilista disposto in quattro e quattr’otto a diventare positivo e collaborazionista.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      3 Giugno 2018 alle 00:00

      Parole sante, ehm, anche se di cattolico c’é gia troppo in giro! Ci mancava ancora il ministro con l’idea della famiglia naturale, quando tra un po’ i figlioli li faranno con la stampante 3D direttamente in casa.
      Vabbé, stiamo a vedere, il pensiero critico in effetti è morto da un bel pezzo. Mi è piaciuta la gioa della gente che stringeva le mani a Conte, come la liberazione dopo un parto travagliato, almeno godiamoci l’illusione di un primo ministro che è espressione del voto e come tipo mi pare simpatico, a un leghista che voleva offrirgli un rosario, ha risposto “grazie, come se lo avessi preso” hihihihi.
      Pero’ la cosa interessante sarebbe vederti parlare col Papa, un po’ come vedere Nicola in colloquio con Beppe Grillo.

      Rispondi
  2. marzio siracusa

    1 Giugno 2018 alle 17:23

    Non sono questi

    Rispondi
  3. marzio siracusa

    1 Giugno 2018 alle 08:54

    Caro Paolo, il tuo entusiasmo è pari alla tua onestà. Ma non farti illusioni, la ganascia cattolica in tre mesi ha lavorato bene, Salvini e Di Maio sono stati macinati e cotti a puntino, la frenesia di Di Maio ha contagiato Salvini, finito pur lui in padella. Da tre mesi Mattarella ha buttato la lenza e i pesci alla fine hanno abboccato, e cali un velo pietoso su Conte Giuseppe che va e viene tra incarico no e incarico sì, senza il decoro di dire “ Mi scusi Presidente Mattarella, ma domani non posso fare il Presidente del Consiglio, ho fissato con mia moglie al supermercato “. Sogni, solo sogni i miei, caro Paolo. Ora governeranno un po’, un mese, un anno o due poca importa, il tempo necessario perché vadano alle nuove elezioni sotto il peso degli inevitabili fallimenti, è tutto calcolato, compresa la claque sdegnata del PD. Governeranno sotto la spada di Damocle dei mercati e delle promesse fatte al Quirinale, restare diligenti europeisti. Savona agli Affari comunitari farà stente telefonate a Tria all’Economia, ma Tria telefonerà subito a Bruxelles, e via tarallucci e vino! Poiché il popolo bue non vedrà i risultati che credeva, i sondaggi daranno M5S e Lega sempre più in discesa, finché presi dal terrore di sparire saranno loro stessi a invocare le elezioni nella speranza che una nuova legge elettorale possa frenare il declino. Ma affronteranno le elezioni gravati dai fallimenti di governo e con le polveri bagnate per non poter più invocare la discriminazione politica fatta contro i vincitori delle elezioni del 2018. Ogni gesto di Salvini e Di Maio sarà studiato al microscopio dall’informazione di miserabili prezzolati, al punto che prima o poi Salvini, per scollarsi di dosso le accuse idiote di razzismo e fascismo, finirà per mostrarsi a lanciare ciambelle agli emigranti naufraghi, anzi lui stesso si tufferà a salvarli con gesto eroico e cattolico che gli procurerà il perdono di Bergoglio. Populismo vade retro, ma il cattopopulismo rassicura. Per il Corpus Domini e l’Immacolata vedremo Di Maio amabile e commosso accanto a Bergoglio, mentre Salvini per recuperare dignità padana andrà a ruminare polenta ritornando alle origini, le sorgenti del Po. In conclusione l’avventura del populismo italiano rientrerà e ne resterà una loffa pasoliniana, nemmeno puzzolente, una loffa da vegani “ politically correct “ non certo da Accattone, ma sempre nel tripudio dei moderati che non vedono l’ora di crepare visto che non c’è niente di più moderato d’un cadavere. Del velleitario populismo italiano si può già scrivere la storia, l’assenza di coraggio a spingere le cose alle estreme conseguenze facendo nascere il governo Cottarelli per poi votare nell’autunno del 2018, ottenere la sicura maggioranza e dissestare l’Europa, senza il ricatto dei nazionalismi del 1914, approdare a un’Europa dei nazionalismi consenzienti e coesistenti, ma anche questo richiede studio sulle identità, sulla loro correlazione che la rappresentanza parlamentare degli euroceti parassiti di Bruxelles non esprimerà mai. E tanto meno gli accademici di antropologia. Le identità non sono pericoloso preludio al fascismo, anzi al nazifascismo? Come vedi Paolo, la ganascia cattolica ancora una volta ha macinato e tritato bene, obbligando i populisti nonché fascisti a prestare giuramento addirittura il 2 giugno o giù di lì, il giuramento a un presidente che appena una settimana prima doveva essere messo in impeachment. Una pena, la solita puttanata italica, Lissa, Caporetto, 8 settembre ‘43, 4 marzo 2018 e via insistendo. Già il 4 marzo 2018, 170 anni esatti dalla promulgazione dello Statuto albertino il 4 marzo 1848. Chissà! Ma chiudo, caro Paolo, ne ho abbastanza e torno alle mie cosarelle.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      1 Giugno 2018 alle 13:54

      Beh, caro Marzio, vedo, prevedo, stravedo…..questo post sarebbe applicabile a qualsiasi governo nascesse, ieri, oggi e domani! Ma si sa , il governo è come la squadra di calcio, ognuno vorrebbe fare la propria e metterci il becco, personalmente trovo inadueguata la presenza di un super cattolico a ministro della famiglia, ma mai dire mai, come Dalema ha detto, ora non resta che fare un bocca al lupo ai vincitori e tra 2 ore, governanti, e poi si vedrà, non saranno probabilmente eccellenti, ma difficile fare peggio di Renzi & Berlusconi. Avresti mai scommesso, il 4 marzo, in questo risultato? Mi pare comunque un piccolo passo in avanti, un Paese europeo che non elegge il solito governo copia/incolla, e almeno che rappresenta meglio gli elettori. Comunque grazie a Di Maio, considerato un deficiente inesperto, il governo è nato, ha lasciato il cerino nelle mani di Salvini, ed è stato molto meno “calimero” di quanto sia stato dipinto. Quei patetici perdenti del PD vanno a manifestare e sperano nel fronte repubblicano, ma fanno solo schifo.
      Abbiamo capito che Mattarella non è come nessuno super partes, ma è sembrato come il protagonista di Bye bye Lenin, ha pensato seriamente che i giochetti di una volta potessero funzionare e darci da bere quel Cottarelli, in barba al voto. La rivoluzione numerica ha spazzato via quel mondo degli anni’80, e il calcolo dei dai piu’ non torna, Mattarella si è svegliato dal coma nel quale entro’ quando fu eletto, non capendo quanti secoli siano passati in pochi anni.
      Brutti e antipatici questi presidenti della Repubblica, ieratici, asfittici, ossequiosi, cattolici fin nel DNA. L’ultimo che mi fece ridere fu Cossiga, dopo il nulla, uno peggio dell’altro.
      Ora il lavaggio della testa che ci propinano à che siamo tornati agli anni ’30, come vedi non se ne esce…..
      Comunque, grazie per la considerazione, l’onestà e la giustizia sono forse le cose piu importanti per me nella vita, ma certo non è facile.

      Rispondi
  4. n.c.

    1 Giugno 2018 alle 07:57

    Mattarella 10 spanne sopra gli altri. Chi ha sparucchiato deponga le cerbottane e chieda scusa. Il governo è in arrivo. In lista di attesa rivoluzione e terza repubblica.
    Ah……Savona c’è e lotta assieme a noi.
    (Sono certo di interpretare il pensiero di Di Maio e Salvini).

    Rispondi
  5. elena frati

    1 Giugno 2018 alle 07:55

    o

    Rispondi
  6. Paolo Francia

    31 Maggio 2018 alle 22:17

    Tutto questo agitarsi da una parte all’altra ha prodotto solo cose buone. Mattarella s’é rimangiato Cottarelli, anche non cottissimo, lo deve aver digerito. La sua figura di merda, davanti al popolo italiano, è epocale, il fronte repubblicano, dovrà aspettare (ma sicuro, lo vedremo anche qui!), Marzio ha scritto un post da inquadrare, Nicola ha de facto gettato la maschera e s’é mostrato finalmente renziano in tutto e per tutto, forse avrà enfin compris chi ha perso e chi ha vinto le elezioni.
    Intanto gli speciali su Hitler di Mieli, sulle costruzioni Nazi, le boiate dette da Junker contro il popolo italiano, continueranno, e poi ci siamo liberati del giglio magico, della Leopolda, del pantalone a pipetto di Renzi, dell’occhio con 4 mazzetti di ciglia mascarati della Boschi, ma vogliamo stapparla una bottiglia, o no?!?

    Rispondi
  7. Marzio Siracusa

    31 Maggio 2018 alle 13:44

    Sì, Paolo attento, le somiglianze con gli esordi del Ventennio sono evidenti. Non vedi le centinaia di leghisti e grillini, tutti ex arditi, assalire Camere del Lavoro sui 18 BL rubati alle caserme compiacenti? Non vedi le redazioni dei giornali date alle fiamme, e i sindacalisti bastonati, e non la senti di lontano la canzonaccia volgare e populista ” Con la barba di Turati ci farem gli spazzolini per pulire gli stivali di Benito Mussolini “?. Mussolini e Salvini non fanno stessa rima? E che vuoi di più per capire che il fascismo è già qui. Ma per fortuna Mattarella resiste.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      31 Maggio 2018 alle 14:50

      Ahahaha, infatti, è proprio da ridere! Fascismo al contrario, imporre primo ministro già stracotto (un nome , una garanzia) ancor prima di essere insediato, questo è fascismo!
      Salvini e Di Maio, e aggiungo anche la Meloni, sono brave persone, e il caro Mattarella, obtorto collo, si è reso conto di aver fatto la cavolata del secolo! Figuraccia anche per quelli che lo hanno sostenuto.
      Provino con tutte le tecniche, intimidazioni, mafie, quel che vogliono, ma le urne hanno parlato e parleranno ancora piu forte!
      “Mattarella, Mattarella, che ti passa per la testa?
      Vuoi il governo Presidente, ma non hai piu l’Ascendente.
      Per Salvini e per Di Maio, l’italiano ha ormai votato!
      Che c’avrà questo Savona che non piace all’Eurozona?
      Cottarelli ci vuoi imporre, ma la gente ormai ribolle!
      Mattarella, Mattarella, ce l’hai fatta proprio bella!”

      Rispondi
      • Un socialista libertario

        31 Maggio 2018 alle 15:48

        Gentile Marzio, non so cosa tu abbia visto; io ho visto gli insulti e le minacce di morte degli haters a chiunque non la pensi come i pentaleghisti, ho visto inviti a mettere mano alle armi da parte di Paolo Francia, ho visto richiami alla “grande comunità popolare” (questa espressione ti ricorda qualcosa?), ho visto elogi della storia lineare (“E’ nata una nuova era, i vecchi partiti sono finiti, etc. etc.), ho visto invidia sociale piccolo-borghese, ho visto una spaventosa aggressività autoritaria, una celebrazione del giustizialismo più bieco, un’ammirazione per dittatori sanguinari à la Putin, un “sovranismo” della peggior specie, un disprezzo per i migranti, un rifiuto reiterato dell’antifascismo, ho visto Grillo che va in Sicilia a dire che lui la mafia non la vede, ho visto Luca Traini che a Macerata spara ai migranti. A me tutto questo basta e avanza.

        Rispondi
  8. marzio siracusa

    31 Maggio 2018 alle 13:27

    No, Caterina, Mattarella non ha cambiato idea. Semplicemente è in corso una commedia all’italiana per sfiancare M5S e Lega, e infine portarli divisi alle elezioni. Di Maio, del tutto inesperto della dolcezza d’una ganascia cattolica, è già finito nella rete. Mi piacerebbe sapere a quanto i bookmaker inglesi darebbero la stessa fine per Salvini.

    Rispondi
  9. Un socialista libertario

    31 Maggio 2018 alle 10:42

    Paolo: tu ovviamente citi le dichiarazioni dei costituzionalisti che ti fanno più comodo. Dai invece un’occhiata qui:
    http://www.lastampa.it/2018/05/28/italia/la-lettera-dei-costituzionalisti-non-sussistono-gli-elementi-per-limpeachment-di-mattarella-0xqhZXlKJV64vh3Wg2udVL/pagina.html
    E qui:
    https://www.radioradicale.it/scheda/542989/la-crisi-politico-istituzionale-in-italia-intervista-a-sabino-cassese-sulloperato-del
    Inoltre, Paolo: non parlare a sproposito di fascismo. Hai paventato l’idea di mettere mano alle armi, ripeto: di mettere mano alle armi. Il che non solo è gravemente anti-democratico, ma richiama scenari eversivi e golpisti che proprio al fascismo fanno riferimento. Del resto il contratto di governo Lega-Cinquestelle è quanto di più autoritario e reazionario si sia mai visto, e fa il paio con i comportamenti violenti e intimidatori che queste due forze stanno portando avanti. Chiunque sa cosa sia stato il fascismo se ne accorge: le somiglianze con l’inizio del Ventennio sono molto, ma molto evidenti.

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    31 Maggio 2018 alle 09:13

    Caro socialista libertario, intanto dare nome e cognome non sarebbe male, per un libertario. Termine che dice tutto e nulla, veleggiando dal gandismo “de noartri ” al socialismo anarchico, dall’ulivo alla dinamite. Scelga lei. Ma tornando a cose ancora meno serie, a me meraviglia, caro Nicola, quell’aura di sacralità che anche te incute non l’ufficio della Presidenza della Repubblica, ma la scenografia che l’accompagna, Mattarella e le due consiglieri grigissimi Zampetti e Grasso, al cui confronto il pur impiegatizio Gifuni di tanti anni fa svettava. Poi ad accrescere la sacralità ci sono i poveri corazzieri, mi pare scelti dall’arma dei carabinieri, per la cui selezione consiglio di alzare i limiti di statura, ad esempio mai sotto i 2 metri e mezzo e con l’elmo ancora più calato sul naso, in modo che pur sull’attenti possano dormire indisturbati. Voglio dire, Nicola, che tutto nella sostanza e nella forma è ridicolo, e per carità non ci appelliamo all’operetta gallicana dell’hotel Matignon dove i francesi ci battono in piena pochade. E proprio da oltralpe viene il nostro eterno bisogno di emulazione, giustamente criticata da Paolo Francia, di quel Fronte Repubblicano, che gregari incrollabili come un Renzi o un Calenda, vorrebbero appiccicare nelle prossime elezioni contro il fascismo populista che avanza. Ora sappiamo bene che le generazioni tra i quaranta e i cinquanta sono non per loro colpa geneticamente ignoranti, e ponzano da mane a sera su Rai Storia, che ha affidato ai Paolo Mieli d’Italia l’ingessatura del paese da qui all’eternità nel decennio 1935 – 1945. Questo lo sappiamo e la generazione dei nostri figli ha tutta la nostra comprensione, ma travestirsi in tuta militar-operaistica alla Pacciardi o alla Longo per credere che difendere Mattarella sia la difesa di Madrid sul Guadalahara sognando di essersi arruolati nelle brigate internazionali, dopo aver visto decine di volte ” Per chi suona la campana “, altro fantozziano “Potemkin”, beh, allora siamo in piena diagnosi psichiatrica. Ma lasciamo le carnevalate dei disperati del PD. Tutto, caro Nicola, deriva da una sacralità e inchino non ad una persona che rivesta la carica ma ad un ufficio che non ha niente di sacro se non nel servilismo di chi se ne alimenta. Il contendere sta nell’equivoco voluto dell’art.92 Cost., voluto dai padri costituenti per marcare la distinzione e ovviare alle prerogative dello Statuto. Ma ai padri costituenti, altre figure sacre che sarebbe bene non appellare più come “padri” terminologia tropo simile agli infausti Padri Pellegrini, a costoro, figure raccogliticce di una meritocrazia clandestina per colpa del fascismo, a costoro dunque non doveva sfuggire la debolezza e l’equivoca struttura dell’arti.92, dove si dà cattolicamente un colpo al cerchio e uno alla botta, senza dire chi sia il cerchio e chi la botte. Ora fin quando per decenni il Parlamento che eleggeva il Capo dello Stato era politicamente lo stesso eletto per la legislatura, la questione si risolveva da sé. Ma Mattarella fu messo al Quirinale da un’ondata politica ben diversa dall’ondata del 4 marzo 2018, quindi doveva essere sua preoccupazione non imporre e sovrapporre un’ondata politica defunta su un’ondata politica nuova e vigente. Questa è democrazia caro Nicola, non trattenere il respiro perché i corazzieri si mettono sull’attenti mentre dormano, credendo che si mettano sull’attenti a chissà cosa. E mi spiace dirtelo pur con inalterata stima, se non concordi è perché alla fine non ti riesce pigiare la faziosità fino a nasconderla nella sporta della moderazione.

    Rispondi
  11. caterina frati

    31 Maggio 2018 alle 08:10

    Ora il presidente Mattarella ha cambiato idea?

    Rispondi
    • Nc

      31 Maggio 2018 alle 13:52

      Aspettiamo la fine per vedere chi è quanti hanno cambiato idea.

      Rispondi
  12. n.c.

    30 Maggio 2018 alle 15:37

    Dispiace leggere, anche da parte di amici che stimo, commenti che denotano non consapevolezza di quanto sta effettivamente accadendo. Soprattutto meraviglia che nemmeno il procedere da parodia di opera buffa imperniata sui due tenori, Salvini e Di Maio, abbia la capacità di infrangere siffatte stentoreamente declamate certezze. Tutto ciò, non da parte di tutti, in verità, si verifica anche a commento di questo articolo.
    Mattarella ha fatto coraggiosamente il suo dovere: ha ribadito la nostra attuale forma di Stato. Che prevede separazione ed equilibrio fra i poteri. Offesa dalla pretesa di imporre al Capo dello Stato, ridicoli contratti, presidenti del consiglio predeterminati, e menù di governo con portate obbligatorie. E, per cortesia, piantiamola con la storia del rispetto della volontà degli elettori, che suona blasfemia, in una democrazia costituzionale nella quale si pretenderebbe di ignorare che esistono limiti e regole anche per i detentori della maggioranza.I primi a non rispettare i propri elettori sono stati Di Maio e Salvini, che avevano chiesto il voto sulla base di proposte inconciliabili e che hanno avvolto nella nebbia il loro non trasparente accordo. Le avvilenti certezze dei sostenitori più scatenati non risultano scalfite nemmeno dalle piroette e dalle giravolte che ancora continuano.
    Ma sappiamo bene come finiscono queste cose: i seguaci della sgangherata “terza repubblica” e della rivoluzione alla pomarola, saranno i primi ad essere sedotti dai nuovi pifferai e scagliarsi con violenza contro quelli di oggi.
    Naturalmente apprezzo, pur non condividendone il merito, le posizioni di dissenso argomentate seriamente.

    Rispondi
    • Luciano Priori Friggi

      30 Maggio 2018 alle 18:57

      In parte condivido, ma solo in parte. E tuttavia il “manuale Cendelli” fu il metodo che poi alla fine si affermò, e se pote’ accadere fu perché la nostra è una Repubblica parlamentare e quindi non presidenziale. De Gaulle capì che la Francia non poteva rimanere grande con un sistema simile, e lo cambiò.
      Ma alla luce del sole.

      Rispondi
      • Nc

        30 Maggio 2018 alle 21:22

        Alla luce del sole. Perfetto professore. Il problema è tutto li.

        Rispondi
        • Luciano Priori Friggi

          31 Maggio 2018 alle 13:11

          Infatti. Scontro duro, ma leale. Che il sistema francese funzioni lo dimostro’ il maggio ’68. Folle enormi in piazza a Parigi, barricate nel quartiere latino, accordi sindacali, il 29 De Gaulle sparisce, si reca in Germania a parlare con il gen. Massu, torna a Parigi. Grande manifestazione a suo favore. Scioglie l’Assemblea nazionale, elezioni il 30 giugno. Trionfo.
          Fine del ’68 … francese.

          Rispondi
    • Paolo Francia

      30 Maggio 2018 alle 22:07

      Dispiace, Nicola, che la tua posizione sia la copia/incolla dei poveracci del PD, triste anche che tu non capisca la gravità del gesto di Mattarella, che è entrato a gamba tesa nella formazione del governo, impedendo a chi ha vinto di dare al Paese un governo, ma tanto ormai dopo Scalfaro e Napolitano, si vede che ti ci sei abituato e non ti scandalizza piu. Mattarella ha operato in modo cinico, scellerato e contrario al voto, ma te sembri piu interessato ai salamelecchi della prima repubblica, nostalgico…..povero Nicola.
      Preparati i pezzi delle vittorie prossime dei tuoi nemici, e mi auguro che non facciate la colossale stronzata del “Fronte Repubblicano” di stampa francese, un sistema questo si anti democratico e fascista, già le belle bocche indignate dei PD fanno paventare questa schifezza a venire. Cosi accade che questo “fronte” ha imposto Macron in Francia.
      Magari fatelo anche voi, ma non parlate piu di Costituzione, democrazia, voto, perché siete patetici.
      In ogni caso, esperti in materia piu di te e sicuramente piu di me, parlano chiaramente di “alto tradimento”, allora…..

      Rispondi
  13. Luciano Priori Friggi

    30 Maggio 2018 alle 12:42

    ++++ Ultime notizie ++++ Salvini disposto ad appoggiare Cottarelli, con possibilita’ che il suo governo duri fino al 2019. Insomma che faccia lui le manovre economiche necessarie.

    Rispondi
  14. Un socialista libertario

    30 Maggio 2018 alle 10:15

    Sig. Siracusa, il socialismo libertario è l’antitesi della violenza, studi. Invitare all’uso delle armi non ha nulla di libertario.

    Rispondi
  15. marzio siracusa

    30 Maggio 2018 alle 08:54

    Per il socialista “libertario”: mi scusi ma perché non si firma socialista bigotto, l’identità secolare del socialismo italiano, eccetto gli esaltati pur essi bigotti, ma che all’apparenza dirazzarono come i Mussolini, i Pertini u.s.w.?

    Rispondi
  16. marzio siracusa

    30 Maggio 2018 alle 08:47

    In conclusione, caro Nicola, non cadiamo nell’errore di assumere per coraggio quanto è frutto di un’indole dispettosa, puntigliosa e priva di lungimiranza, la specialità del cattolicesimo politico eternamente sereno e moderato, visto che in Italia è considerato moderato chi prevarica con educazione. Il quale cattolicesimo politico ora farà di tutto per spengere lo scontro ricorrendo al repertorio collaudato da settanta anni, il simpatico stellone d’Italia che ci affratella condito di tanto sport, tante canzonette e tanti giochi a premi, ma anche di tanti talk show dove si finge di urlare perché il popolo bue creda di poter pescare verità. Basta così, non permettiamo che lo scontro sia spento, annacquato e pilotato dall’ipocrisia della falsa ragionevolezza.

    Rispondi
  17. Un socialista libertario

    30 Maggio 2018 alle 00:38

    Paolo Francia scrive: “Votare, lo si è capito, non serve a nulla? Allora la rivoluzione con le armi.”
    Paolo, ma sei pazzo? Ti rendi conto di quello che dici?

    Rispondi
    • Paolo Francia

      30 Maggio 2018 alle 14:23

      Non sono pazzo, non piu di tutti gli altri interlocutori qui in ogni caso! Ha ragione Marzio, la pacatezza e la ragionevolezza sono solo maschere per far digerire schifezze e far subire soprusi, utilizzando appunto la maschera del gentile e del tranquillo! Eh no, la misura è colma, Mattarella ha volutamente dall’inizio voluto attuare il suo disegno meramente politico e assolutamente non neutrale, a discapito del risultato delle urne, allora ribadisco, o lasciano governare chi ha vinto, o qualcuno deve rimuovere con la forza che impedisce alla democrazia di esprimersi, piaccia o meno il governo Conte.

      Rispondi
      • Un socialista libertario

        30 Maggio 2018 alle 15:22

        Non si tratta di ragionevolezza o di pacatezza: il tuo è un disegno eversivo.

        Rispondi
  18. marzio siracusa

    29 Maggio 2018 alle 22:45

    Anche se non è opportuno aggravare con la procedura di impeachment una situazione estremamente pericolosa, maturata già nei comportamenti di Scalfaro e Napolitano, aggiungo che in realtà proprio le parole del tedesco Oettinger sull’Italia attestano che l’azione di Mattarella è precisamente incorsa nell’alto tradimento previsto dall’art.90 Cost. Ma, per scendere al solito livello da bar che va per la maggiore, cosa ne sa di alto tradimento uno che contribuì alla soppressione della leva obbligatoria, che pur stupida e militarmente inutile, in assenza di scolarizzazione ha inquadrato decine di generazioni alla responsabilità della vita civile?

    Rispondi
  19. Paolo Francia

    29 Maggio 2018 alle 21:07

    Marzio ha ragione, l’italietta s’é desta, anche senza l’elmo di Scipio! Non l’ha capito Nicola, subito pronto a difendere la Costituzione e Mattarella, che ripeto, è in questa fase viscido e indifendibile. Il suo è stato un comportamento non super partes, ma di parte, politicamente schierato e genuflesso ai diktat di Macron & Merkel e di tutti gli altri babbacci europei, come spiega alla perfezione Benincasa, le sue ragioni elencate agli italiani sono una confessione della sua colpevolezza e cinismo, lo sprezzo della volontà popolare ancora accentuata dalla vittoria nelle regioni dopo le politiche, uno schiaffone sonoro al popolo! La sua voce afona suonava come quella di Ciausescu quando pensava che i fischi che venivano dalla sua piazza affollata fossero in realtà sibili del microfono! Mattarella ha fallito, ha deluso, è adesso un ometto ridicolo e non rispettabile, a poco serviranno proclami di sindaci scadenti a suo sostegno, a poco gli scagnozzi renziani e berlusconiani e i soliti cattolici che lo sostengono, il suo comportamento indegno, è de facto un colpo di stato, altro che “empeachement”. L’ha speigato al parlamento europeo, in modo impeccabile, Marine Le Pen, il cui intervento ho ascoltato in lingua originale e per esteso. Malefico agire cosi, questa sua stupidaggine senile se la dovrà rimangiare, perché la vittoria di Di Maio e Salvini sarà nettissima, allora cari sostenitori dell’insostenibile, la prossima volta ci saranno le piazze e i disordini, perché un gesto del genere è di una assoluta gravità, e un giorno tale persona dovrà scusarsene e pagarne le conseguenze, già moralmente ha perso il contatto col popolo che dovrebbe rispettare e rappresentare, quindi il suo fallimento umano e politico è ormai incancellabile. Peggio per lui,se ne faccia una ragione, ora la figura di paolo Savona dovrà mandarla giu, con le buone o con le cattive, e non c’é costituzione o discorsini che tengano. Si è dato la zappa sui piedi, e questa sua picca costerà carissima all’Italia, ma come al solito non sarà lui a pagarne il conto.
    Non credo che sia stata una trappola di Salvini, la storia di Paolo Savona, troppo cervellotico pensarlo.
    Mattarella, aveva semplicemente gia deciso il 4 marzo sera, il resto si, è puro avanspettacolo da 3 soldi, una sceneggiata fasulla e ipocrita.
    Pero’, dandosi la zappa sui piedi, permetterà ancora una volta agli italiani di esprimersi, e al suo posto io mi dimetterei, non avrei proprio il coraggio di continuare come se nulla fosse, dovrebbero consigliarsi di dare le dimissioni. In fondo si è dimesso il Papa, a maggior ragione, lo faccia anche lui.

    Rispondi
  20. alberto benincasa

    29 Maggio 2018 alle 16:41

    Caro Nicola,
    come ben sai sono un Liberale che reputa essenziale il rispetto delle regole e degli strumenti propri della Democrazia, non sono un elettore né della Lega né del M5S.
    Ho l’impressione, forse dettata da ingenuità, che per il Presidente Mattarella la questione ” Savona ” sia stato un pretesto bello e buono per non consentire la nascita di un Governo che rappresenta la netta maggioranza nei due rami del Parlamento ( espressione massima della volontà popolare ).
    Che sia un ” pretesto” questo Economista ottantaduenne, è palese, mi spiego meglio: il Presidente Mattarella non si è limitato a trarre spunto dalla Costituzione ma ha argomentato in modo francamente opinabile e molto ” politico di parte” lo spread, i mutui, i fondi per il sociale, la borsa l’Europa ecc ma niente ha detto sulla questione centrale, cioè che il Ministro in pectore dell’Economia avrebbe condotto l’Italia fuori dall’Europa e dall’Euro.
    Non dimentichiamo che Mattarella ha ricevuto più volte durante la gestazione del nuovo Governo sia Salvini che Conte che Di Maio, ha ricevuto prima la bozza e poi il documento definitivo di Programma.
    Se Mattarella ha avuto, legittimamente, delle perplessità in merito ai rapporti con l’Europa avrebbe potuto chiedere ai suoi interlocutori di aggiungere un riga nel ” contratto” in cui si affermava che l’Italia mai sarebbe uscita dall’Euro né dall’Europa.
    Aggiungo soltanto che se questa richiesta sia stata proposta e non accettata il Presidente, invece di fare lunghi sproloqui, opinabili perché di parte, avrebbe avuto gli strumenti, dicendolo con chiarezza che non avrebbe controfirmato la nomina di Conte come Primo Ministro, cosa sicuramente nelle sue competenze.

    Rispondi
  21. marzio siracusa

    29 Maggio 2018 alle 15:07

    Nel presentare il nuovo arco reazionario della politica italiana, PD-moderanti perbenisti-Berlusconi, tanto per me è scontato ho omesso il ruolo cattocollante centrale, Galantino l’imbrattino della CEI.

    Rispondi
  22. marzio siracusa

    29 Maggio 2018 alle 14:44

    Risaliamo alla questione. L’Italia conta poco, politicamente ed economicamente, eppure il sospetto che possa voltare le spalle all’Europa e uscire dall’euro fa tremare i mercati di tutto il mondo. Perché? Da almeno tre generazioni ci hanno convinto di non valere, di strimpellare e far ridere come i giullari d’occidente. Perché? Perché se siamo patetiche nullità tante reazioni tremebonde all’idea che l’italietta, l’eterna italietta se ne vada via dall’Europa. Personalmente penso che l’Italia abbia un potere contrattuale enorme, affossato dai meschini che ancora chiamano quel potere cultura, arte, paese delle meraviglie e via turisteggiando. In realtà tutta la storia della baracca occidentale è iniziata qua e qua soltanto può essere chiusa se decidiamo di chiuderla, senza bombe atomiche, senza flotte minacciose, senza allargamenti geopolitici. Se noi vogliamo possiamo chiudere, e chiudere per sempre, questo occidente, e non chiedetemi come e quando, che è altro capitolo. Attenti però, non è nazionalismo né sovranismo risorgenti, è lettura delle forze in campo, forze materiali di cui il PIL, lo spread, le coperture contabili sono caricature risibili. La storia, tutta la storia è percorsa da intermittenze tra adorazione e strappi della dea contabilità, senza quegli strappi, tanto per dire, non esisterebbe la cupola di Brunelleschi o qualsiasi altra impresa che distingue la storia umana da quella animale, questa sì, rigorosamente obbediente alla dea contabilità. Ora l’affarismo finanziario sa bene che se l’Italia dà una strappo all’adorazione della contabilità, è seguita a catena da decine di altre nazioni, creando un panico e un dissesto salutari, quella distruzione oggi comunque indispensabile in tempi in cui sono proibite le guerre, o magari potrebbero essere riportate alle loro funzione omeostatica. Naturalmente gli spettatori esteri paventano ciò per cui l’Italia non è affatto pronta, ma che potrebbe maturare se alle figurette di Salvini e Di Maio seguissero statisti di spessore reale. Uno di questi poteva essere Paolo Savona, che non a caso lo jasager Mattarella telecomandato da Washington, Berlino e Bruxelles ha immediatamente bloccato, dilatando con la scelta dei ministri l’ingerenza che l’art.92 gli riconosce solo per la figura del presidente del consiglio. Se da una parte ciò dimostra quanto sia azzardato accordare carriera accademica, politica e istituzionale a chiunque abbia avuto un parente trucidato, dall’altro lato dobbiamo rassegnarci a quanto i fatti dimostrano, che l’inquilino del Quirinale, lungi per implicita pochezza dal comprendere i segnali di quanto sopra ho malamente riassunto, ha finto per quasi tre mesi di essere paziente consigliere e guida di ciò che fin dall’inizio aveva deciso di far fallire. Questa la persona del Quirinale, di cui è inutile perdersi nella richiesta di impeachment, quando basta la disistima del popolo italiano. Ma l’analisi dell’ammucchiata dei difensori di Mattarella, il PD, Berlusconi e i moderanti perbenisti, opera finalmente una chiarificazione tra le forze in campo, l’arco della conservazione reazionaria che va dal PD a Berlusconi, e l’arco dell’innovazione forse velleitaria e tardiva ma vera, M5S e Lega. Un chiarimento che ribalta le coordinate politicamente obsolete del procedere e del retrocedere, sul cui equivoco ha prosperato la cattiva politica e la cattiva società italiane. E anche in questo siamo avanti mille leghe rispetto alle altre nazioni che adorano la dea contabilità e ci svillaneggiano. Senza capire che ora è tempo di strappo.

    Rispondi
  23. Paolo Francia

    28 Maggio 2018 alle 21:57

    Cosa ci sia da appoggiare nella scelta, già fatta da tempo, da Mattarella, solo i salti mortali di Nicola possono spiegarlo! Ha rifiutato un ministro, non perché in odore di mafia o macchiato di chissà quale nefandezza, ma perché non gli andava bene la linea politica che poi era quella espressa dai due partiti di maggioranza, se non è ingerenza politica e impedimento delle democrazia questo! Mattarella non difende un bel nulla Nicola, difendi l’indifendibile, per un accanito democratico come te, dovrebbe essere uno schiaffone, evidentemente invece la democrazia non ti sta a cuore. Auguriamoci che Lega e 5 stelle si alleino, ecco qua le proiezioni, 1000 volte vergogna a Mattarella e a chi lo sostiene anche lontanamente.
    Votare, lo si è capito, non serve a nulla? Allora la rivoluzione con le armi.

    La simulazione dell’Istituto Cattaneo
    LA SIMULAZIONE
    Un patto tra Lega e 5 Stelle vincerebbe in oltre il 90%
    dei collegi uninominali

    di Renato Benedetto
    L’Istituto Cattaneo: un patto tra le due forze del «contratto» porterebbe ora a un bonus di seggi consistente, il 15% in più. «Sarebbe un’Italia giallo-verde»

    Rispondi
    • Franco Guerrazzi

      29 Maggio 2018 alle 08:02

      Ho letto da varie parti che la posizione di Nicola risulta difendibile in quanto il comportamento del PdR e nelle sue prerogative e poi dare la colpa a Mattarella perchè il governo non è stato attuato, mi sembra un po’ ingenuo. Salvini non e uno sprovveduto, sapeva benissimo che se avesse fatto un governo con Di Maio, il futuro non sarebbe stato troppo roseo, in quanto le premesse fatte in campagna elettorale sarebbero state irrealizzabili, doveva trovare una forma indolore per il suo partito per uscire da questa ragnatele e magari uscirne vincitore. e cosi è stato. Non dimentichiamo che Savona era stato presentato dai 5S mentre la lega aveva presentato Giorgetti, però quando il PdR accenno il veto su Savona, Savona divenne l’arma giusta in mano a Salvini per ottenere quello che cercava…..il resto lo sappiamo.chi è stato un allocco è stato di Maio, che quando gli andrà bene ci sarà un Di Battista pronto a sostituirlo ed a cercare una nuova credibilità nel movimento….però io credo anche ai proverbi, una volta perso il treno e difficile rislirci…..

      Rispondi
  24. Luciano Priori Friggi

    28 Maggio 2018 alle 17:12

    Concordo sulla “crisi gravissima”

    Rispondi
  25. Michele Scarlino

    28 Maggio 2018 alle 16:19

    Nicola mi tocca rispondere, aggiungo nota precauzionale che sono molto infastidito, ogni tono sopra le righe e’ dovuto solo alla profonda tristezza e me ne scuso in anticipo. Dici alcune cose esatte, come per esempio che il Presidente Mattarella ha difeso la Costituzione. Purtroppo la Costituzione in questo caso non e’ chiarissima, ma quello che e’ chiarissimo e’ che questo e’ il primo caso in cui un Presidente della Repubblica interviene per dettare l’orientamento politico. Qualcuno dice che potevano proporre altri Ministri, ma non mi pare proprio, in quanto dalle sgangherate spiegazioni di Mattarella emerge che non avrebbe nominato alcun Ministro che abbia idee contrarie a quelle dell’Unione’ Europea. Come sai ho votato 5 stelle, ma sono anche tra i primi a dire che chissa’ se faranno bene, magari no? Pero’ questa e’ una decisione politica, diversa da tutte le altre prese da altri presidenti della repubblica, che avevano messo veti su altre ragioni (conflitto di interessi nella maggior parte dei casi, salvo poi nominare il Ministro in questione per un altro Ministero). Mattarella tra le sue sgangherate scuse aggiunge lo spread.. Dimenticandosi che lo Spread al momento del governo Gentiloni era piu’ alto di ora, e che uno dei motivi per cui non si poteva andare alle elezioni era che lo spread sarebbe salito… Sono anche in totale disaccordo sul tuo “dovranno presentarsi insieme alle prossime elezioni”. Eh no, allora veramente non avete capito nulla! 5 stelle e Lega non hanno mai detto di essere alleati, hanno fatto un programma di governo, come fanno in Germania quando non hanno sufficienti voti per governare.. Peraltro in questo programma non si parlava di uscita dall’Europa, ma di cambiamento dei trattati Europei, e, guarda un po’… si parlava molto di leggi contro la corruzione e leggi per aumentare la prescrizione.. Non saranno mica questi i motivi di questo veto POLITICO? (lascio ai dotti le discussioni sulla Costituzione, ma a quanto ricordo l’indirizzo politico lo da il Governo). Da uno che ha votato 5 stelle, ma e’ pieno di dubbi, che pero’ di fronte alle continue ingerenze di parole e organismi di cui nessuno sa il significato (Bce, spread, Unione Europea e mercati), ha una certezza: meglio falliti che umiliati. Un saluto.

    Rispondi
    • Michele Scarlino

      28 Maggio 2018 alle 16:21

      P.s. intendevo “dici alcune cose inesatte”

      Rispondi
  26. Luca Bagatin

    28 Maggio 2018 alle 15:52

    La mossa di Mattarella ha rafforzato il fronte anti-europeista. E ciò è assolutamente positivo.
    Curioso che non abbia voluto Savona, che era un borghese moderato, quando invece all’economia ci vorrebbe un Marco Rizzo.
    La Lega farà il pieno dei voti e, forse, in una delle due schede potrebbe avere persino il mio di voto. Non l’avrei mai detto, ma questa Lega è assai diversa rispetto a quella del passato e attualmente non vi sono alternative fra i grandi partiti italiani. Ovviamente nell’altra scheda rinnoverò il mio sostegno al Partito Comunista il cui leader Rizzo è l’unico a fotografare l’attuale momento politico oligarchico e a proporre una alternativa socialista.
    Lega e Cinque Stelle farebbero ad ogni modo malissimo a presentarsi uniti. Divisi prenderebbero certamente più voti. Così facevano anche i partiti della Prima Repubblica peraltro (tipo il Psi ed il Psdi che uniti presero pochissimo).
    Quanto al centro-sinistra, esso è finalmente finito. Del resto non esistono più destra e sinistra, ma il sistema e i suoi nemici.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      28 Maggio 2018 alle 22:04

      condivido pienamente il post di Bagatin e quello di Scarlino, aggiungo che la scelta scellerata di Mattarella ha fatto alzare lo spread a 233 e fatto crollare la borsa, e questa lungagnata stupida, imposta da Mattarella, costerà ben piu cara all’Italia degli 85 giorni che fuorono necessari per arrivare a questo patto. Che fa Mattarella, se rivincono e ripresentano ministro che corrisponde alle scelte degli elettori, e non alle sue? Ma questa è dittatura, smettete di parlare di costituzione e democrazia perché è urtante! La democrazia è morta e sepolta con questo atto sciocco e insensato di quel vecchio barbagianni cattolico di sinistra.

      Rispondi
  27. Giampaolo Mercanzin

    28 Maggio 2018 alle 15:10

    Ed avremo finalmente l’UNITA’ D’ITALIA. Basta differenze tra TERRONI E POLENTONI. Solo quella traFURBI E FESSI.
    Ti pare poco?
    Ciao Nicola.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti