Questa è la riflessione che ci viene spontanea pensare dopo le ultime vicende sulla mancata riuscita del Presidente della Repubblica di formare un governo per il nostro Belpaese.
Abbiamo ascoltato con doveroso silenzio e tanta pazienza ogni sorta di interpretazione sulla “Costituzione” e sul come dovesse nascere un eventuale Governo. Citiamo solo due degli esempi di interpretazione giuridica costituzionale senza alcun fondamento, ascoltati in questi mesi : “Il Presidente del Consiglio deve essere un soggetto politico eletto dal popolo”. Oppure: “Deve governare chi ha vinto le elezioni”. Però tali giudizi anche se infondati potevano essere legittimi se a dirli fossero stati semplici cittadini o giornalisti, piuttosto che politicanti e politologi dell’ultimo minuto o forse dell’ultima spiaggia. Ma nostro malgrado e con tutto il rispetto per l’Istituzione del Presidente della Repubblica, abbiamo trovato perlomeno inopportuno due frasi dette da Sergio Mattarella all’uscita della “sala degli specchi”, annunciando il ritiro del mandato di presidente incaricato al Prof. Conte. La prima frase che non trova riscontri nella carta costituzionale è : “Ho accettato dai partiti di maggioranza che fosse indicato un Presidente che non fosse eletto dal popolo”. E poi : “Ho espresso il mio veto sulla nomina del Prof. Savona come Ministro dell’Economia per rassicurare i mercati”.
Ebbene Caro Presidente, con tutto il rispetto a Lei dovuto, esprimiamo la nostra contrarietà sul Suo operato, motivandone le ragioni. In primis come Lei ben sa, non è previsto in nessun articolo della Costituzione che il premier sia stato eletto in una delle due Camere (siamo ancora una Repubblica parlamentare) e Lei questo crediamo lo sappia benissimo. Secondo: Lei avrebbe in virtù dei suoi convincimenti, potuto togliere il mandato al Presidente incaricato (sarebbe stato nelle Sue prerogative). Non di certo mettere il veto su di un Ministro su cui non pendeva nessun legittimo impedimento. In questo modo i Suoi timori sulle reazioni dei mercati sarebbero state soddisfatte. Ultimo errore che a nostro avviso è stato commesso, è quello di aver anteposto le Sue preoccupazioni sui mercati e sui giudizi internazionali a danno dell’art. 1 della Costituzione che in una sua parte dice espressamente: “La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”.
Il Popolo si è espresso chiaramente, a Lei spettava garantirne la sovranità! Ma il non aver garantito la coesione sociale implica una mossa alquanto azzardata, con prospettive che non vogliamo neanche immaginare. Certi della buona fede nel Suo operato auspichiamo che i toni si abbassino e che il tutto rientri in un alveo di discussione costruttiva al fine di raggiungere il “Bene Comune”, patrimonio di tutti.
P.S. Se vogliamo avere lo specchio del nostro paese, basta riflettere sul fatto che i “Salvatori” della patria Monti e l’esimio suo collega Cottarelli arrivino da un esperienza universitaria degli atenei Bocconi il primo, e dalla Cattolica il secondo, ci chiediamo e vi chiediamo: A quando un “Accademico dall’Università Statale?
Forse quel dì si sarà raggiunta la tanto agognata eguaglianza delle classi sociali. Con Massimo rispetto
Maurizio Presutto e Cesare Mannucci
P.s.2 Maurizio Presutto è un amico di vecchia data di professione pizzaiolo, coetaneo e napoletano verace, trapiantato da piccolo nel milanese, uomo di grande intelletto e di ironia sopraffina.

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