Il nemico non lo hai di fronte: te lo puoi trovare di fianco, alle spalle. E, soprattutto, in casa.
E ora, dopo la strage di Parigi, come possiamo e dobbiamo parlare della nostra politica di cortile? Azzuffandoci sulle beghe tra PD e Marino e De Luca? Cercando di indovinare col bilancino il peso della sinistra che fuoriesce per saldarsi con quella già fuoriuscita dal medesimo PD? Scrutando a destra mosse e contromosse per dare vita ad una alternativa credibile a Renzi? O, infine, valutando le possibilità di Grillo in base ai sondaggi che tolgono e aggiungono zerovirgola e c’è pure chi segue l’altalena con il fiato sospeso?
E’ ovvio rispondere no. E’ arduo sperare in qualcosa di meglio, ma ci dobbiamo provare. Tutti. Non si può non condividere il segnale del presidente del consiglio, che si è voluto incontrare con le opposizioni. Ma troppe volte, nella storia della nostra Italia, abbiamo constatato come i “segnali” che indicavano la direzione giusta sono rimasti tali. Segnali, appunto, e niente altro.
Quando gli appelli alla solidarietà nazionale riguardavano la politica economica o le Riforme erano improponibili. Le scelte in tema di economia e diritti sono politiche. E, dunque, per loro natura portano a divisioni. Ed è bene che ci siano, salvo rispettare tutti le decisioni della maggioranza.
Ora il caso è di gran lunga diverso. E’ in atto una guerra dai contorni indefiniti, come mai c’erano state nella storia dell’umanità. Il nemico non lo hai di fronte: te lo puoi trovare di fianco, alle spalle. E, soprattutto, in casa. Per sconfiggerlo ci vuole una strategia nitida e decisa e un sentimento di forte unità nazionale. Sono indispensabili sacrifici e non possono essere risparmiati mezzi e risorse. Significa che per combattere dovremo limitare anche la sfera dei diritti (guai ai consueti conflitti fra servizi, forze dell’ordine e magistratura!) e stringere ancora di più la cinghia. E sarà dura, perché la ripresa che aspettavamo, all’appuntamento non si è presentata. Ma ci va di mezzo la nostra sicurezza, la libertà, la convivenza pacifica. La nostra stessa vita. C’è qualcosa di più importante?

Purtroppo Marzio, non arriveranno mai a questo per mancanza di coraggio e mezzi. Isis non ha aerei, ma gode di pozzi petroliferi, oleodotti, appoggi neanche troppo nascosti di stati del Golfo (che si vorrebbero dalla nostra!). Aggiungi che questa situazione è macerata nel disastro economico che è ancora la, nonostante le propagande ellettorali di regime di Valls e Renzi.
Se la Francia dichiara guerra alla Siria, ovvio che poi ci siano i contraccolpi sul territorio francese, non c’é da stupirsi.
Non servirà la solidarietà nazionale come auspica Nicola, né le marce, le candeline o le lettere strappalacrime di chi ha perso un persona cara, ancora meno le bergogliate ovviamente.
La religione non è l’oppio dei popoli, ma la rovina dell’umanità.
Le rappresaglie faranno ancora nascere altri terroristi pronti a farsi esplodere, la vita non è mai stata cosi in pericolo per tutti dal dopoguerra. Probabilmente se avessero lasciato stare tutti i tiranni, da Saddam in poi, non saremmo a questi livelli.
Hollande, con la parata sfarzesca a Versailles, cerca di recuperare consensi in vista delle regionali, ma cosi facendo ha inviato per posta la vittoria a Marine Le Pen che già si sfrega le mani.
Paolo, una Guatanamo per 11.500 persone si può realizzare solo riducendo drasticamente le garanzie costituzionali per tutti. Il problema è dare una lettura corretta degli avvenimenti, e smetterla di riempirsi la bocca con parole come terrorismo, barbarie, psicopatici, assassini, in cui l’informazione sguazza per fare ascolto. Se l’opinione pubblica deve essere accontentata per farle credere che la guerra ci sia solo a parole va bene, ma le persone intelligenti devono capire che abbiamo a che fare con dei semplici incursori e sabotatori militari che appartenendo ad un’entità pseudostatale non riconosciuta e priva di aereonautica, risponde ai nostri attacchi contro obiettivi militari e civili delle loro città con incursioni nelle città europee colpendo noi civili. Tutto qua, nel 1940 la Luftwaffe rase al suolo la città inglese di Coventry, nel 1944 la Raf restituì il regalo con gli interessi radendo al suolo Dresda, questa è la guerra, ed inutile urlare che è una bestialità, nessun dubbio che sia una bestialità ma bestialità che va sotto la terribile voce rappresaglia, ammessa come vis ultima ratio nel codice degli eserciti belligeranti. Il fatto è che in Occidente non si vuol smettere di giocare all’inseguimento del futuro gioioso, ci si attacca alle disquisizioni di lana caprina pur di non ammettere che siamo davvero in guerra. E per farla breve il controllo di 11.500 persone da te richiesto si ottiene solo aprendo campi di concentramento, affollati di crocerossine ma sempre campi di concentramento sarebbero. Si tratta di operare un salto di qualità e vedere con disincanto nella retorica della nostra civiltà con quanto ne consegue, in primis che la giustizia ordinaria avrà sempre meno poteri e ruolo per intervenire, come non li ha in una guerra. Oppure si può continuare a riempirsi il cervello di telenovele e tirate bergogliesche fino al prossimo attacco di incursori nemici, oggi dell’Isis domani peggio, mentre i nostri bombardieri in guanti di velluto colpiscono obiettivi militari e civili delle città nemiche per portarvi la pace. Direi che settant’anni di ” american dream ” alimentato da guerre lontane da casa nostra possono bastarci.
Correzione, secondo gli ultimi dati, le persone conosciute dalla giustizia per estremismo religioso radicale sarebbero intorno a 11.500 unità.
Nicola, dopo i fatti di gennaio a Parigi, lo stesso scenario dell’unità di allora (evidentemente fallito) si ripropone. Quindi, di fronte alla stessa minaccia, si agisce nello stesso modo fallimentare? Tra un mese ci saranno i mercatini di Natale, come quello di Strasburgo, con centinaia di migliaia di persone. O li si annulla, o li si protegge (con costi enormi e senza sicurezza al 100% che sarebbe impossibile) o si fanno come se nulla fosse, coi rischi che sappiamo.
La mascherata dei capi di Stato tra i quali sgomitava Renzi per farsi vedere davanti e accanto ai potenti, ormai non regge piu e a nulla serve. Come non servono gli Imam moderati che intonano l’inno francese al Bataclan.
Forse ci vorrebbe meno ipocrisia da tutte le parti e capire che continuare cosi, non paga!
Un mio carissimo amico di Parigi era in un ristorante a 200 metri da quelli delle mattanze, per poco non aveva deciso di andare al Petit Cambodge, poteva essere morto.
3000 sono le persone in Francia in questo dossier, note, arci-note. Bene, queste devono essere prese una ad una ed estirpate dalla società, rinchiuse in un Guantanamo, non so, ma sono note, come stupirsi che entrino in azione?!?
Sarkozy parlava ieri di braccialetti elettronici per tutte queste persone, sono daccordo, almeno sarebbe un passo!
Chiusura delle moschee radicali (ma non potevano gia averlo fatto dopo gli eventi del gennaio 2015?!?), e controlli alle frontiere ma seri. L’Islam radicale va sradicato come l’erbaccia, il tempo dei cortei, delle candeline, dei capetti che sgomitano per mettersi in mostra, è finito.
Caro Nicola, ti chiedi se c’è qualcosa di più importante delle nostre vite, forse più importante sarebbero state scelte meno sciagurate come appoggiare vent’anni fa la prima guerra del golfo, e poi la seconda, e quindi la nostra viltà di fronte alla questione libica e poi nel finto attacco interno contro la Siria di Assad, dove vige ormai il gioco delle parti e gli stessi servizi non sanno chi combatte contro chi. Sono oltre vent’anni che i fragili, corrotti e malsani socialismi arabi sono sistematicamente colpiti perché ad Israele non si contrapponessero interlocutori più credibili dei cialtroni dell’Isis. E per inciso ricordo che sono tanti, tantissimi gli ebrei che non cascano nella trappola di credere antisemita chi critica Israele, un vecchio giochino questo che si sta ritorcendo contro l’ebraismo mondiale. I socialismi arabi pur nelle loro mancanze avevano avviato il processo di secolarizzazione di quelle popolazioni, bene o male erano emerse élites, squallide quanto si vuole, ma élites non islamiche. Perché la secolarizzazione nei confronti dell’Islam non verrà mai dall’imposizione d’un libero scambio e dal mercato appiccicato attraverso governi messi su da elezioni pilotate. E’ il modello applicato all’Europa nel 1944 che fa acqua e deve essere messo in cantina, è tutta la politica estera occidentale ad essere caduta in un qui pro quo irrisolvibile per essersi accodata alle mediocrità delle amministrazioni USA. Personalmente rinuncerei alla retorica del tutti uniti contro il nemico invisibile. Sappiamo da decenni che nel nostro emisfero si viveva una serenità sottovuoto, ora il sottovuoto è finito e ci troviamo capo dello stato il cattolico Mattarella che operò per la fine della leva obbligatoria fidando nell’ombrellino delle basi Nato, e ci troviamo presidente del Consiglio il peggior democristiano di tutti i tempi, che invita alla serenità e al giudizio pacato. Una pena! Siamo un popolo di vecchi tremebondi che non sanno nemmeno armare un fucile da Luna Park. A cosa vogliamo appellarci? Al Piave che fu? Al sospetto di condominio? Alla vigilanza dietro le persiane? A Bergoglio nonno buono? Un’epoca è finita per sempre, ci siamo rifiutati di capirlo in tempo e non c’è ricambio se non quello demografico imposto dall’esterno. A proposito: a Lampedusa o altrove non sbarcano più i ” profughi ” o le veline del Minculpop di Palazzo Chigi impediscono di farcelo sapere?
grazire al
Difficile pensare ad una “solidarietà Nazionale” quando a monte si sta facendo tutto per distruggerla e per far avanzare il piano Kalergi.
Il popolo deve sapere cosa e chi opera per la sua distruzione, si ripeto distruzione, architettata ai primi del 900 ed ora in fase di completamento, nel disinteresse generale, salvo per qualche breve sussulto… destinato subito dopo a smorzarsi, per non figurare come “razzista”.
Ciò che sta succedendo non è altro che l’applicazione di un altro piano, ovvero di quello che è stato pensato “sempre dagli Americani” con la teoria del Caos, nel quale si può dire tramite false informazioni… “quando mai le informazioni avute erano vere” vengono manipolati ad uso e consumo delle elite.
Ho potuto notare con curiosità che, come per gli ameircani, vittime “questa volta si in quanto popolo subente” dell’attentato delle torri gemelle del 11/9/2001, che subito dopo vengono predisposte legge a limitazione della libertà sia di movimento che di possibilità di limitare sempre di più la libertà del popolo… Sbaglio? Anche qui abbiamo un governo, colluso in quanto le mani in pasta con l’isis li ha alla grande, in quanto non solo li ha finanziati ma anche militarmente ha inviato proprie truppe in Siria, ed ora ne paga le conseguenze, che hanno predisposto il divieto di manifestazioni per tre mesi… e questo è solamente l’inizio.
Parlare dell’italia, è quello di parlare non solo del ventre molle dell’europa, ma anche di quelli che non esistono in tutti i sensi, sia sul lato politico-economico e tanto meno militare.
Per cui occorre ben oltre la SOLIDARIETÀ NAZIONALE, ma la comprensione dei giochi che vengono applicati sulla nostra pelle.