• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ora tutti i nodi vengono al pettine ed è molto peggio di quel che si racconta

di Terza Repubblica | 8 Febbraio 2015

La partita non ha generato veri vincitori e , al contrario, ha condannato alla sconfitta molti, certo più di quelli che oggi sono messi alla gogna come perdenti.

La mielosa magniloquenza che avvolge la figura di Mattarella il sobrio. La stucchevole retorica del grande vincitore che stende tappeti rossi a Renzi il macchiavellico. La maramaldesca baldanza con cui si volteggia intorno al cadavere di Forza Italia, ucciso da Berlusconi il rincoglionito. L’insopportabile sicumera con cui si da per spacciato quel patto del Nazareno sciagurato sia per chi l’aveva avversato sia per chi l’aveva praticato e riverito. È ricco di tinte forti il racconto dello scenario politico post Quirinale. Ma quando i polveroni emotivi che la nomina del nuovo Capo dello Stato ha sollevato si saranno finalmente posati, lasciando il posto a valutazioni più razionali, forse si capirà che sono bel altre le chiavi interpretative che servono a capire quello che sta accadendo e, soprattutto, quel che accadrà. Si scoprirà, per esempio, che la partita non ha generato veri vincitori e che, al contrario, ha condannato alla sconfitta molti, certo più di quelli che oggi sono messi alla gogna come perdenti. Cerchiamo di guardare oltre la nebbia della retorica.

Primo: Mattarella. A nostro giudizio sono destinati a rimanere delusi tanto coloro che l’hanno esaltato come l’uomo della Provvidenza quanto chi lo demonizza come pupazzo nelle mani di Renzi. Non sarà né l’uno né l’altro. Non sarà il traghettatore verso la Terza Repubblica, semplicemente perché non concepisce un disegno di questa portata, vuoi perché più portato a coltivare i valori (con tutta l’enfasi retorica che ne consegue) che i disegni strategici, vuoi perché è uomo destinato ad essere angosciato dal senso di responsabilità, diventandone prigioniero. Ma nello stesso tempo non sarà – per stile e tigna – notaio accondiscendente. Tanto meno verso Renzi, che sa non essere l’artefice della sua candidatura (ci ha messo il cappello sopra, e in modo decisivo, ma come male minore) e dal quale lo separa tutto in termini di cifra personale. Dunque non è lui, ma il processo politico che ha portato alla sua nomina, che è destinato a lasciare il segno.

Secondo: Renzi. Che sia abile tattico lo si sapeva, e nella circostanza lo ha più che dimostrato. Ma l’analisi è povera se si ferma alla spregiudicatezza delle sue mosse. Anche perché induce a credere che il segretario del Pd abbia scientemente assestato un colpo al cosiddetto “patto del Nazareno” con l’intento di far fuori Berlusconi per ereditarne i voti e marginalizzare i centristi che sono con lui al governo per agire indisturbato (più di così?). Niente di più sbagliato. Renzi ha scelto (all’ultimo) Mattarella – la cui candidatura era stata preparata fin da dicembre – per evitare il peggio, ed è apparso il vincitore della partita solo per la dabbenaggine politica dei comprimari. E certo non gli giova, né ora per le riforme né tantomeno se dovesse andare (come vuole da sempre) alle elezioni anticipate. Berlusconi e il patto con lui gli serve (ancora) per tenere a bada gli ex comunisti e i popolari di sinistra dentro il Pd e per fare le riforme che lo accreditano agli occhi dell’elettorato moderato. Cosa che non può fare, praticando la politica dei due forni di andreottiana memoria, cercando la sponda dei pentastellati fuoriusciti e inglobando gli ex montiani, e tantomeno cercando di salire, anche solo momentaneamente, sullo stesso taxi di Vendola. Siamo pronti a scommettere che, al di là delle minacce (vedi frequenze tv), il presidente del Consiglio lavorerà per riannodare, possibilmente sotto il pelo dell’acqua, i nodi della rete tessuta con quello che fin qui è stato il principale puntello della sua strategia politica. Se non lo facesse renderebbe la strategia fin qui perseguita, basata sullo scontro interno alla sua parte politica per mettere in atto la liquidazione della tradizione comunista e sull’agitazione di temi e l’uso di parole d’ordine rassicuranti per i moderati, da vincente a perdente. Irrimediabilmente.

Terzo: Berlusconi. Il patto si è incrinato (rotto è eccessivo) non tanto per il presunto sgarbo di Renzi – in realtà il “rottamatore” ha solo fatto politica, sono i forzisti che sono stati fessi – quanto per il crollo di Forza Italia, ormai da tempo priva di guida e in preda a faide interne che di politico non hanno niente. Il fatto è che al Cavaliere (ex) non interessa più l’orizzonte politico, è tornato a ragionare come nel 1993, quando concepì la famosa “discesa in campo” come puro strumento di tutela dei suoi interessi, non più difendibili dall’esterno attraverso l’azione lobbistica nei confronti della Dc e la delega a Craxi. Questo però spiazza i forzisti, e sprigiona spinte centrifughe incontrollabili anche per il “padrone” del partito. Per questo anche nel caso di Berlusconi siamo pronti a scommettere che, di fronte alle minacce che toccano Mediaset, l’uomo metterà da parte i rancori verso Renzi (ammesso che li abbia) e avversari interni, per riannodare la trama nazarena.

Quarto: il sistema politico. Il fatto è che sia per Renzi sia per Berlusconi tutto è diventato maledettamente difficile. Non solo per il prosieguo della legislatura – se finisce a Renzi fa solo piacere, e certo saprà fare in modo che la responsabilità ricada su altri – quanto per la prossima. Nell’ordine i problemi per Renzi sono: far passare l’Italicum, chiudere il cerchio della riforma del Senato, far cadere il governo trovando un colpevole, convincere Mattarella a sciogliere le camere, vincere le elezioni in modo tale da avere la maggioranza da solo (ciò anche al netto della minoranza Pd). Francamente non crediamo che ce la faccia senza la sponda del Cavaliere. Ma nello stesso tempo la crisi del centro-destra apre un vuoto di rappresentanza dell’elettorato moderato (cioè quello maggioritario fin dalla nascita della Repubblica), che Renzi non potrà far suo più di tanto, specie se sarà costretto a giocare tatticamente sul fronte sinistro (come ha fatto nella circostanza quirinalizia). Insomma, il sistema politico, che già era in una fase di transizione senza sbocchi sicuri prima, ora, dopo Mattarella, è entrato in un frullatore destinato a frantumarlo. E nessuno, neppure Renzi, sembra avere, almeno per ora, gli strumenti giusti – di analisi e di proposta strategica – per definirne un altro. Né si può pensare che il punto d’approdo sia una sorta di “monopartitismo” in cui il Pd si fa Dc (senza averne i pregi) non solo per occupare il centro della scena politica ma per occuparla tutta, inglobando destra, sinistra e centro e lasciando fuori solo gli estremisti (la sinistra massimalista e palingenetica  guidata da Landini e la destra populista anti-euro già saldamente nell mani di Salvini). Può darsi che a Renzi questo scenario faccia gola, ma noi lo sconsigliamo di farci la bocca, per il suo e il nostro bene.

Quinto: l’Italia. Mentre la sindrome greca dell’Europa mette la moneta unica e l’eurosistema di fronte alla prova più difficile, mentre le previsioni più serie sulla ripresa economica ci dicono che siamo ancora ben lontani dall’uscita strutturale dalla crisi, vedere che la politica annaspa senza costrutto allarma, e molto. Urge una via d’uscita dal tunnel.

Pubblicato in : Editoriale

Info Terza Repubblica

Terza Repubblica – Il quotidiano on line di Società aperta

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti