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E dopo Città Metropolitane e Province sono ora i comuni a battere cassa al governo. Per far quadrare i bilanci mancano dallo Stato 625 milioni di euro.

di Cesare Mannucci | 8 Febbraio 2015
Coperta cortissima e i conti continuano a non tornare. Comuni ancora sul piede di guerra con l’esecutivo nazionale che non sa da che parte girarsi per far quadrare i costi dello Stato e cerca disperatamente di non far pesare la crisi sui suoi organi periferici locali.  Ma per spiegare la vicenda della settimana è necessario un breve memo. Qualcuno infatti a Roma appare distratto. Il confronto sulla legge di stabilità fra Anci, Governo e poi con il contributo definitivo del Parlamento ha prodotto risultati rilevanti e correzioni proficue per il sistema dei Comuni, primo fra tutti un significativo alleggerimento del patto di stabilità, sulla cui concreta attuazione l’Associazione nazionale dei comuni italiani ha avanzato una proposta responsabile ed ambiziosa, ma questa sarà materia che potremo affrontare nei prossimi giorni. Ricordiamo solo che quel confronto doveva conoscere due tempi con il rinvio al Senato, di alcune importanti questioni fra queste l’introduzione della cosiddetta Local tax.
Il Governo ha poi deciso di rinviare al 2016, anche se vi erano parti utili della riforma che potevano essere anticipate, come il bizzarro e farraginoso sistema che vede due imposte diverse tasi ed imu insistere sullo stesso cespite. Così è andata e pertanto, come era logico e prevedibile, si è reintrodotto il regime 2014, ma manca ancora un pezzo che vale almeno 625 milioni.
“Non ripercorro il lavoro fatto all’inizio dello scorso anno sui dati – spiega il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra -. Urge che il Governo ripristini le condizioni generali assegnate nel 2014, presentando una norma contenente la compensazione finanziaria. Suggerisco in sede di conversione del decreto Imu terreni agricoli o scelga altro urgente provvedimento. I comuni devono predisporre i bilanci, avendo le più rilevanti informazioni finanziarie a disposizione ed approvarli in tempi ragionevoli. Non possono più attendere. Vogliamo tutti correre, anche chi amministra i Comuni, senza dover aspettare o rincorrere ciò che è giusto. Utilizziamo le risorse scarse e le energie inesauribili per obiettivi e confronti che consentano di fare passi in avanti tutti insieme. Non per trattare ciò che forma e sostanza, ragionevolezza e buon senso già riconosce”. I 625 milioni contesi fa sapere il segretario generale dell’Anci avrebbero garantito a circa 1.800 comuni il gettito del 2013 e la possibilità di fare detrazioni. “Mi limito a ricordare che i comuni subiranno un taglio di 1 miliardo e 500 milioni – aggiunge Nicotra -, nonché un’ulteriore compressione sulla spesa corrente di una cifra poco superiore in attuazione del nuovo sistema di contabilità.
Ricordo che ogni intervento sul tributo immobiliare, e i comuni ne hanno subito uno all’anno almeno, ha visto una compensazione di pari valore a favore dello Stato, così a partire dal decreto Salva Italia che ha visto una riduzione dei trasferimenti erariali di circa 4 e mezzo in cambio di maggior gettito. Ogni operazione è stata diciamo a saldi invariati, anche se sono ancora in corso verifiche di gettiti e contenziosi, ma è un altro capitolo. Quindi i 625 milioni sono risorse proprie dei Comuni ed indispensabili e oggi vitali per provare a far quadrare i conti. Valgono per Genova quasi un punto di Tasi, così per Palermo, ma per alcuni medi e piccoli comuni 10 punti di Tasi!! Concludo con le parole del Mef: Le disposizioni contenute nel Decreto legislativo del 16/2014 sono orientate ad agevolare il raggiungimento di obiettivi di realizzazione da parte dei Comuni di un ammontare di risorse analogo a quello ottenuto con l’Imu, come determinatosi nel 2013″. Dunque ricapitolando: la scorsa settimana Città metropolitane e Province lamentavano un ammanco di trasferimenti dallo Stato di circa un miliardo di euro, ora sono i comuni a battere cassa al governo per 625 milioni di euro assenti all’appello per far quadrare i bilanci. Palazzo Chigi potrebbe a questo punto pensare di giocare una sestina al Superenalotto e sperare in un bel jackpot da capogiro.
Pubblicato in : Editoriale, La parola al Sindaco

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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