Una via l’altra. Galeotto fu l’emendamento. Peccato. Le donne hanno sempre lamentato, qualche volta anche frignando o sventolando reggipetti, di esser discriminate sminuite e mal considerate. Non si può imputare a Matteo 1 una disattenzione nei confronti del gentil sesso, nè di essere invasato di maschilismo imperante. Nel suo governo proliferano alla grande gentil pulzelle . Giovani e belle e si dice anche molto intelligenti, capaci primine della classe talvolta secchione e sgobbone. Ma alcune parecchio stupide. E’ di tutta evidenza. Non abbiamo tempo qui di approfondire l’argomento. Chi lo capisce al volo bene, altrimenti inutile entrare nel merito.
Sapevano bene lorsignore che il rischio di scivolate su bucce di banana è dietro ogni angolo del palazzo e all’ordine del giorno. Sapevano bene di essere sotto ipotetico controllo come tutti i cittadini della repubblica, alla bisogna. Dunque. Che dire. Senza tema di smentita non passa inosservata la sciocchezza di alcune, il cui peccato originale , quello per cui ci si avvicina al conflitto d’interesse è sempre in agguato. Maria Elena, naturalmente, con la supponenza che la contraddistingue, anzichè abbassare il capino, almeno per una volta, spinge in su la bella testolina e con fare sprezzantino ci rende contezza del fatto che l’emendamento lo rifirmerebbe. La stessa sfrontatezza con cui a suo tempo ha difeso il padre come brava persona alla quale vuole molto bene. E ci mancherebbe…Signori, si sta parlando di ministri della Repubblica. Naturalmente c’è subito chi obietta che gli uomini non sono migliori. Oh perbacco, ma noi speravamo che le donne fossero migliori, cribbio. Sottovalutate, messe da parte per secoli, sottomesse al maschio spesso, spesso destinate al vallettaggio o al velinaggio, o solo braccio destro dei maschietti. Ma una volta che l’emancipazione è arrivata al top tanto da renderle idonee alle più alte cariche dello stato, istituzionali e politiche, caspita, dovevano essere più oneste ed eticamente surclassare l’altra metà del cielo. Invece hanno mostrato debolezze nè più nè meno quanto il sesso non gentile. Certo che il vaso di cristallo se non si è spaccato si è incrinato. Chi sbaglia è il primo che va a casa. E così ha liquidato la cosetta.
No, le donne non ci fanno gran bella figura. Minimo una gaffe allo sviluppo economico che ha scelto un fidanzato eufemisticamente spregiudicato. Intanto circola e serpeggia la battutina secondo cui Matteo sarebbe riuscito a spegnere l’incendio prima che arrivasse ai boschi…
Dalla Gruber ci sono due vecchie penne comuniste, Padellaro e Augias, si pronunciano con ecumenica indulgenza su Guidi e Boschi:
Augias: “beh la Guidi si è comportata con imperdonabile leggerezza ma con le dimissioni il caso è chiuso”.
Padellaro: ” Ehhh la Boschi è proprio sfortunata”.
Non oso immaginare cosa sarebbe uscito dalle loro faziose bocche se l’anno fosse stato , invece del 2016, il 2011.
Note a margine
L’Italia è cambiata e voltiamo pagina. Ha detto a Washington o giù di lì, accolto benissimo con grande attenzione mediatica come si addice a un premier. Certo non è stato un viaggio di piacere ma di lavoro. Molto duro. Parlando anche dei Marò e ancora di una soluzione in una affair ormai incancrenito, anche se è stato ereditato pagando parecchie tasse di successione. Forse eccessive. Per errori abnormi senza che nessuno ne paghi o ne abbia pagato lo scotto, ma anzi è stato premiato. Certo non l’Ambasciatore Terzi, già ministro degli Affari esteri nel governo di Mario, che aveva sostenuto la tesi di non rimandarli. Eppure sarebbe semplice rilasciarli ma nessuno trova il modo di dipanare la matassa. Ormai sappiamo che i fucilieri di marina il fucile non lo hanno usato in quell’occasione, che sono innocenti, come sostiene chi sa, evitando finalmente di ricadere nella mefitica dietrologia su ipotetici affari fumosi e sporchi.
E in Libia, guida? No no, siamo restii e esitanti all’intervento militare. Dovremmo intervenire senza parere con un’ ambiguità dalla quale si dovrà prima o poi uscire. Prenderci le nostre responsabilità anche se ci espone parecchio, purtroppo. Il momento delicato dà luogo a varie teorie per uscire dall’empasse. Chi sostiene che si può avere un ruolo guida senza decidere come e dove sparare. Forse che si forse che no. Chi difende l’azione diplomatica a tutti i costi che per ora la fa da padrone e pare bene, in quella guerra segreta contro Isis. Chi vuole appoggiare il consolidamento del governo libico con sostegno di carattere economico e sanitario sparando meno possibile. Questa sembra la soluzione. Quella giusta anche se abbastanza utopistica. Chi, con una sorta di incoerenza difende il non intervento con gli stivali sul terreno ma come primo partner interventista. Se ci riusciamo siamo dei geni. Chi vivrà vedrà.

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