Non sappiamo da cosa derivi la sicurezza circa la durata del suo governo ostentata da Prodi. Francamente l’idea che abbia un’ arma segreta ci sembra improbabile.
Il presidente del consiglio ci appare ogni giorno più solo: abbandonato, se non attaccato, da una fetta sempre più cospicua di esponenti della sua maggioranza, di giornali e, in ultimo, del mondo imprenditoriale.
Purtroppo a risentirne è il Paese nel quale si è instaurato un clima di incertezza che rischia di farci perdere il treno della ripresa economica. Prima le vicende della Telecom con il tentativo di intromissione di Palazzo Chigi, poi le incongruenze di una manovre finanziaria dirompente per i suoi effetti diretti ai quali devono aggiungersi quelli psicologici e, soprattutto, la mazzata del declassamento operato dalle agenzie di rating.
Ormai l’idea che sia indispensabile sostituire questo governo che non ha la maggioranza al senato è condivisa da tutti coloro che nutrono preoccupazioni per il nostro futuro.
Se si andasse a votare- dicono i sondaggi- vincerebbe con largo margine la Casa delle Libertà. E anche questo contribuisce a rendere assurda la situazione, perché la CdL non esiste più.
Non solo perché se ne è andata l’UDC, ma, soprattutto, perché quella coalizione ha già esaurito il suo compito, tanto che Forza Italia e AN stanno marciando verso il partito unico e la Lega sente il richiamo forte del ritorno alle originarie posizioni di contestazione frontale a Roma al fine di rappresentare in esclusiva il malessere delle regioni settentrionali.
A questo punto è Berlusconi che deve dare prova di essere un vero uomo di Stato, non solo un capo di partito.
Faccia un passo indietro. Dia prova di moderazione e ragionevolezza per favorire la nascita di quel governo delle larghe intese che è l’unica soluzione possibile in questo momento.
Prodi non cade perché chi lo vorrebbe affondare non è disposto ad accettare come conseguenza altri cinque anni di governo Berlusconi. Ma coloro che rifiutano il Cavaliere non si trovano solo nel centro-sinistra: molti appartengono alla ex CdL.
Berlusconi ne prenda atto. Faccia nascere il nuovo governo (con dentro Forza Italia, DS, AN e Margherita) che dovrà portarci in breve alle elezioni, dichiarando fin da ora la sua indisponibilità a candidarsi alla presidenza del consiglio. Rinuncerebbe ad una prospettiva che solo lui ritiene a portata di mano in cambio di qualcosa di molto più importante: l’ingresso nel novero ristretto di quei grandi leaders politici che non hanno esitato a sacrificarsi per il bene dell’Italia.
ORA TOCCA A BERLUSCONI DIMOSTRARSI UN VERO STATISTA
Prodi non cade perché chi lo vorrebbe affondare non è disposto ad accettare come conseguenza altri cinque anni di governo Berlusconi. Il Cavaliere prenda atto di essere rifiutato anche da una parte dei suoi e faccia nascere il nuovo governo (con dentro Forza Italia, DS, AN e Margherita) che dovrà portarci in breve alle elezioni.

Peccato che invece Berlusconi forte dei sondaggi pensi di poter tornare entro due anni di nuovo al Governo e quindi non sia interessato a questa prospettiva. Certo che se i DS e i democristiani sparsi per il Parlamento avessero un minimo di coraggio e sparigliassero i giochi abbandonando il progetto del Partito Democratico(e di conseguenza anche Prodi..) e lanciando la costituente da una parte del Partito Socialista e dall’altra del Partito Popolare(cambiando contemporaneamente la legge elettorale in un proporzionale puro con sbarramento al 4 o 5% senza premio di maggioranza)allora anche senza il bel gesto di Berlusconi cambierebbe tutto il sistema politico italiano. Invece rimarrà tutto cosi’ e pertanto assisteremo al ridicolo e patetico eterno ritorno dell’identico e i problemi dell’Italia verranno sempre non risolti e rimandati a data da destinarsi.
Questo è l’auspicio per amor di patria.
Ma poi come ci si va alle elezioni?
Con il governo delle larghe intese occorre prendere atto del superamento del bipolarismo transgenico italiano, occorre prendere atto del fallimento della cosidetta seconda repubblica per passare alla terza che recupera i migliori valori della prima sciogliendo quei nodi della storia mai sciolti in questi 17 anni dalla caduta del muro.
Alle elezioni si dovrà andare come ci vanno gli europei senza Forze ….., Margherite, Ulivi, Alleanze nazionali, Partiti simil americani, ecc. bensì con i conservatori democratici, i liberali, i cristiano democratici, i socialisti. I comunisti come i fascisti sono gli sconfitti della storia per cui è il caso che tutti ne prendano atto e stendano un velo.
Dobbiamo prepararci a questo con decisione (come da canto loro stanno facendo i democristiani) riunendo i socialisti, prima che i socialisti diventino i Salvi, i Mussi, i Bertinotti (che magari lo è anche), i D’Alema, i Fassino, i Cossutta e compagnia cantante.