Mi è capitato di vedere da vicino e anche di parlare con alcuni leaders politici del passato. Ne cito solo due. Il primo, Andreotti l’ho incrociato per motivi professionali, da giornalista, nel pieno della sua carriera e, dunque nei momenti di massimo fulgore; ma anche dopo Tangentopoli, quando era selvaggina pregiata di magistrati arrembanti, soprattutto in quel di Palermo. Ma ho visto il 7 volte presidente del consiglio e 32 volte ministro anche in veste rigorosamente privata. Due miei amici e colleghi si sposavano e lui, testimone di nozze, non fece mancare la sua presenza al banchetto. Come molti italiani, all’epoca, non apprezzavo particolarmente la politica di Andreotti. Ma capii benissimo, ogni volta di più, una cosa che oggi, nella situazione che viviamo, mi rifrulla incessantemente nella testa. Si poteva dissentire. Ma non si poteva pensare di Andreotti che fosse inadeguato o, peggio, incapace. Voglio, poi, ricordare Craxi ospite, da presidente del Consiglio, ad una formale riunione della giunta comunale di Firenze nella quale ricoprivo l’incarico di vicesindaco. Era una giunta a quattro: PCI, PSI, PSDI, PLI e la metà degli assessori erano comunisti. Craxi parlò di cose concrete, importanti per il Paese e per Firenze. “Però…” esclamarono ammirati, non appena se ne fu andato l’ospite, gli assessori e le assessore del PCI. Nonostante i rapporti politicamente non idilliaci fra Craxi e PCI, nessuno poteva ritenere il leader socialista non all’altezza. Del resto, avendo, appena, circa il 13% dei voti stava facendo il presidente del consiglio, quando Luigi Di Maio, con il 33% ha dovuto cercarsi una controfigura che gli consentisse di fare almeno il vice: perché, evidentemente, a tutto c’è un limite e, magari, un dio c’è. E se questo dio c’è, lo puoi chiamare in aiuto solo una volta ogni tanto.
Infatti lo si vede bene in tutto questo casino del coronavirus. A parte il presidente della Repubblica, Mattarella, vecchia scuola e sempre inappuntabile, la gente non sa a chi votarsi. E probabilmente è pentita di chi ha votato. Perché la sensazione che si è diffusa tra i cittadini è che siamo drammaticamente in mano a dei pivelli. Andreotti, Craxi e altri leaders del passato, senza scomodare i padri della repubblica (De Gasperi, Einaudi, Saragat, Nenni, Togliatti, La Malfa, etc.) avevano dietro solo una parte di elettorato. Ma quasi tutti li giudicavano in grado di governare la barca anche in mezzo alle tempeste. Perché erano arrivati in alto facendosi una cultura di governo, misurandosi per anni con i problemi e con la gente e avendo alle spalle un percorso durissimamente selettivo. Tutto ciò si percepiva “a pelle”. Appartenevano ad una classe politica smantellata da un golpe mediatico-finanziario-giudiziario non perché tutta disonesta. Sono stati fatti fuori perché erano in grado di fare fronte agli altri poteri. Ovvero, per togliere il primato alla politica vera, mettendo al suo posto delle sbiadite comparse: nominate e non elette, incapaci ma capaci di rendere qualsiasi servigio. Infatti, nel dramma determinato dal coronavirus, incerta e confusa, di maggioranza o di opposizione, l’odierna classe politica si nasconde dietro i professionisti della scienza. I quali si stanno comportando bene. Ma ancora meglio sarebbe se fossero dei veri professionisti anche i politici ai quali devono sottoporre il frutto della loro scienza per le conseguenti decisioni.
Nicola Cariglia

Sarebbe utile un diario ( ovviamente, nella speranza di sopravvivere ) Così , dall’inizio, potremmo annotare:: la dittatura cinese nasconde, censura, poi , con grosso ritardo, riconosce e impartisce ordini con metodi cinesi. . La Germania nasconde il suo focolaio iniziale, lo ammette quindici giorni dopo.. In Italia il virologo G. dice inizialmente il contrario del virologo B; la regione M. , a est della regione T. , entrambi nel centro-Italia, entrambi con governatori dello stesso partito, agiscono una in modo contrario all’altra; Il governatore F. sceneggia in TV con la mascherina; Il governatore Z. parla dei topi mangiati dai cinesi. Il politico S. strepita un giorno contro l’eccessiva durezza delle restrizioni, due giorni dopo contro la sottovalutazine del pericolo. Il governatore R. riconosciuto come amministratore serio, la butta in “politica”, dando del fascio-leghista ( sic ) al virologo B.. Il maggiordomo di lusso V. esordisce in una puntata del suo spettacolo , dicendo…ormai è chiaro, abbiamo sopravvalutato il pericolo…..per smentirsi tre giorn dopo… Mi fermo, a molto meno di metà pagina del diario; che, completato,( sarà mai possibile ), potrebbe arriccire l’ottimo – come sempre articolo del direttore sui “pivelli”.
Scusa Gianfranco, sei stato il mio medico per decenni: mi hai sempre prescritto medicine e mai capitoli della Costituzione da studiare. Lo vuoi fare ora con il coronavirus?
Hai ragione da vendere Nicola.
Ti cito un mio aneddoto: Quando assunsi una carica amministrativa di rilievo nella mia Provincia. il mio deputato padovano – Pres, della Commissione Trasporti della Camera dei deputati – mi disse: “adesso dovrai studiare!”
Ero Dirigente di II° livello e direttore di un Ente regionale con oltre 400 dipendenti. Ciò nonostante accettai volentieri il suo consiglio.
Questi saputelli sono arrivati invece sulla scorta del numero di noccioline americane che erano riusciti a vendere (qualcuno per la verità è anche laureato) ed hanno sentenziato che noi avevamo rovinato l’Italia (un po’ gretini ed un po’ pesce azzurro di infimo prezzo), senza sapere cos’era e cos’è l’Italia, dato che a suo tempo qualcuno aveva detto che era inutile governarla. Pomposamente ed incoscientemente hanno preteso di assumere il potere, approntando provvedimenti folli.
Oggi ovviamente raccolgono i cocci del disastro che hanno provocato, anche se il “corona virus” non l’hanno inventato loro.
Sono sicuro che ne usciremo: gli italiani sono pazzi, ma come diceva quello dell’ospedale psichiatrico “sono matto, ma non sono mona”, prenderanno le contromisure.
Verrà il momento in cui il pres. della Repubblica indirà le opportune elezioni, con qualsiasi “mattarellun” possano essere svolte. Tranne quello dittatoriale, tipo Gran Consiglio,.di liste fisse da “mangia sta minestra o salta la finestra” e, da quelli che hanno seguito il flauto, o hanno gridato al lupo,
Rinsaviranno. anche perché vi sono ancora tanti NONNI che gli possono spiegare come si viveva meglio quando si stava peggio!.
Giampaolo Mercanzin
Mi sa che sei per una volta ottimista, Giampaolo. Questi sono allo stesso tempo “mona”, come si dice dalle vostre parti, e di una presunzione talmente acritica che restano storditi alla minima critica che ricevono. Dunque: loro esprimono disprezzo per chi li ha preceduti: farabutti, ladri, spreconi, ruba-futuro, etc. Ma pretendono che non si faccia il minimo cenno alle loro cazzate. Non accettano la discussione nel merito e la buttano subito in offesa. Ora la verità si sta facendo strada. Questa è una classe politica inventata, posticcia, mandata al potere per rendere servigi, non per governare. E scarseggiano di dignità, perchè a loro sta bene così.
Da giornalista che ha conosciuto la prima repubblica e molti protagonisti confermo in pieno. Per quanto riguarda il voto avventato di molti italiani e l’astensione dalle urne c’è da dire he prima ci si informava dai quotidiani il peggiore dei quali era di gran lunga migliore di Facebook.
Antonio Biella
Antonio. Biella 1948@libero.it
Per ammissione degli addetti il virus circola da mesi. Perché le eccellenze dell’Istituto Superiore di Sanità non si sono accorte che non era una comune influenza? Perché abbiamo dovuto aspettare che la Cina ci svegliasse? E perché questa diffusione in Italia? Per queste ragioni non credo affatto che le nostre élites scientifiche e sanitarie siano il top, e le ragioni sono le stesse che in ogni settore pubblico e privato hanno proiettato la mediocrità a sistema nazionale.
Anche se tu avessi ragione….non è questo il momento per simili dichiarazioni !!!
E’ facile scrivere senza sapere cosa dire…… in un Paese che da trent’anni sa solo scontrarsi !! E’ facile pensarsi intellettuali e ….. diventare sciacalli.
Da cinquanta anni faccio il giornalista. Tra mille dubbi e una sola certezza: i fatti non si nascondono. Alla lunga la censura si rivela sempre medicina sbagliata. Per il resto, la zoologia non è la mia materia. Grazie per averci letto.
troppo facile dire ora cosa avrebbe dovuto fare il Governo…………oggi siamo entrati in guerra ….. una settimana fa nessuno immaginava un epilogo del genere.
Solo tre quattro giorni fa l’argomento principale erano le ricadute sull’economia ….se avessero “chiuso” la Lombardia il 2 di Marzo qualcuno avrebbe sicuramente detto che non era necessario.
Strumentalizzare politicamente le scelte prese da questo Governo in materia di Coronavirus è una vigliaccata e non serve a nessuno e poi non credo che Andreotti o Craxi avrebbero potuto evitare quello che sta succedendo.
Quello che è successo in Cina è stato possibile solo grazie al loro regime ed è difficilmente replicabile in altri paesi del mondo.
Mi auguro che negli altri paesi democratici, che inevitabilmente saranno colpiti dall’epidemia, imparino dall’esperienze pregresse delle Nazioni che loro malgrado hanno dovuto affrontare per prime il problema.
Gentile Andrea,
non le avrei risposto se non mi avesse sostanzialmente definito “un vigliacco”. Io njo0n ho criticato “questo governo”, come lei frettolosamente scrive (lo ha letto l’articolo?). Io ho criticato tutta la classe politica, governo e opposizione. In secondo luogo, sono convinto che questa classe politica non è spuntata sotto i i cavoli ma è frutto di poteri finanziari, mediatici e giudiziari che assieme hanno sconfitto una classe politica che aveva mille difetti ma sapeva, comunque, tenere dritta la barra del primato della politica e della democrazia. Dopo di che, tutte le opinioni sono rispettabili: anche ritenere che abbiamo la migliore classe politica (di governo e di opposizione, ripeto) a livello planetario.
Non posso che condividere,sono convinto che chi ha contribuito a ridurre l’Italia a questo livello ,rimpiange la prima repubblica, vedi dichiarazione di Borrelli che ha chiesto scusa agli italiani.