Sempre uguale a se stessa, ma cocciuta più che coerente. Cosa fa la sinistra piazzaiola e inconcludente, la sinistra-sinistra che è ben altra cosa rispetto a quella socialdemocratica e riformista (con reciproca soddisfazione per la diversità)?
Avete indovinato: quando è in braghe di tela, questa sinistra-sinistra si cava d’impiccio alla grande promovendo una “Grande Manifestazione” oppure nominando una commissione.
E sabato 5 febbraio è stata una giornata grandiosa: ci sono state entrambe, la grande manifestazione e la commissione.
Le cronache ci informano che erano “ Novemila a Milano a Palasharp”. Nel 2002, per il decennale di mani pulite, erano 40.000 al Palavobis, arringati da Di Pietro, Sabina Guzzanti, Dario Fo, Paolo Flores D’Arcais. Ne uscirono tronfi e festanti ed è finita come sapete: a Berlusconi non fecero nemmeno il solletico. Però, i quarantamila in un Palazzo che ne contiene dodicimila uscirono contenti.
Di quelli di nove anni fa, alcuni sono rimasti, altri sono passati, almeno a rileggere la cronaca di allora di Repubblica: “In sala ci sono Sabina Guzzanti, il verde Alfonso Pecoraro Scanio, Oliviero Diliberto e Marco Rizzo del Pdci; i diessini della minoranza interna Giovanni Berlinguer, Fabio Mussi, Pietro Folena e Vincenzo Vita”.
I nomi che si leggono oggi sono in parte diversi : Umberto Eco, Gustavo Zagrelbesky, Paul Ginsborg, Roberto Saviano, Concita De Gregorio a Maurizio Pollini, Moni Ovaia, Sandra Bonsanti. Ma è solo perché cambiano le mode. Non questo tipo di sinistra, sconclusionata e innamorata di stessa, che resta sempre uguale.
Come, del resto, la sinistra perennemente incerta tra le pulsioni della piazza ed i doveri imposti dall’essere dentro le Istituzioni. La sinistra che si ritrova nel PD e che, non sapendo che pesci prendere sul testamento biologico e sulle unioni civili, che cosa ha fatto nel corso della sua Assemblea Nazionale? Ha nominato una Commissione sui temi etici. Presieduta da Rosy Bindi. Non si abbia ad esagerare con il…laicismo.
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