A prendersi gioco degli italiani, si mette pure il comico Beppe Grillo, che non disdegna un lessico sguaiato, stomachevole e letteralmente diseducativo. Il fatto più preoccupante è constatare che si applaude uno che non scopre nulla che non fosse arcinoto, che istiga alla violenza, che non propone soluzione ai problemi in discussione e che sfrutta il momento di malcontento e di delusione generale per una scalata nel mondo della politica messo sotto accusa.
La storia italiana, remota e recente, parla di pseudo spadaccini della giustizia giusta, della democrazia compiuta, dei diritti calpestati, dei disagi delle classi più deboli e dei loro benefici personali ricavati dalle false e pittoresche agitazioni.
Proporre l’abolizione dei partiti politici, equivale abolire la democrazia, e di conseguenza la centralità dell’uomo nell’ordinamento dello Stato. E’ grave ignorare che, in uno Stato democratico, il partito politico svolge la funzione di avvicinare il cittadino, con i suoi problemi, alle istituzioni. Proporre l’eliminazione dei partiti politici per sostituirli con altri, con il DNA Grillino, vuole dire avere ambizioni dittatoriali. In altre parole, in simile comportamento, o si è completamente stupido, o abbastanza pericoloso per la libertà di un popolo.
Non ha senso parlare, genericamente, di condanne definitive come deterrente per negare la candidatura in liste per pubblico amministratore. Certe gaffe si fanno per mancanza di preparazione professionale nel campo specifico. Giusta sarebbe l’eliminazione dalle competizioni politiche, per i reati acclarati contro la pubblica amministrazione.
Un’inezia, la proposta delle due legislature per tutti, perché è da insensati mettere sullo stesso livello il cittadino bravo, onesto e molto impegnato, e un imbecille qualsiasi.
L’assurdo, nella fattispecie del Comico ribelle, che si erge a maestro di vita, è il grande assenso del popolo che, così facendo, confessa la propria codardia di fronte a tanto malcostume dei politici e ad una presa per i fondelli da parte di un comico capace solo di declamare parolacce degne del più nobile zoticone, affetto da frenesia.
La correttezza comportamentale, l’intelligenza, l’onestà intellettuale di una persona, non si acquistano in un mercatino rionale, perché sono caratteristiche genetiche.
Dello spettacolo diseducativo di Grillo non si può parlare di correttezza comportamentale e, meno che mai, d’intelligenza. Considerato, poi, il livore con cui ha dato, metaforicamente, del pecorone ai cittadini italiani, incapaci di farsi amministrare da persone oneste e serie, allora lo spettacolo, inscenato dal comico è stato scorretto sotto tutti gli aspetti.
Il comico Grillo si è guardato bene dal criticare, i programmi spazzatura delle televisioni pubbliche e private. Nessun accenno, riguardo ai telegiornali che sono dei bollettini di guerra, di cronaca nera, di pettegolezzi da salotto rosa e, ancora, di titoloni senza spiegazione e da vetrine per sfilate d’onorevoli pettegoli e nulla facenti. Non una parola critica sugli squallidi programmi televisivi, trasmessi senza tenere conto dei danni che procurano ai telespettatori di giovane età. Nessun giudizio sugli obsoleti programmi come, Porta a Porta, Anno Zero, Ballarò, L’Isola dei Famosi, ( per cosa?), Il Grande Fratello e altri ancora, noiosi e stancamente ripetitivi.
La verità è che si avrà anche un Comico in Parlamento che, come tutti gli altri, sistemerà i ca—voli propri, in barba all’intelligenza degli italiani.
Domenico Civitano

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