Corsa al riciclaggio per anestetizzare gli elettori. Risultato, una mescola disinvolta di frattaglie di vecchi partiti con schegge di potentati lobbistici.

Cassandra fece una brutta fine, è noto, ma la sua colpa fu quella di dire ciò che vedeva, e non ciò che gli altri, in preda ad un ottimismo del tutto ingiustificato, volevano che vedesse – dunque, oggi possiamo confermare le nostre previsioni, il governo Monti era il cavallo di Troia con cui i partiti, usciti alla chetichella dalla finestra, sarebbero rientrati a breve dalla porta del potere, senza aver operato il benché minimo cambiamento al loro interno e senza aver assunto una qualche vaga responsabilità della disastrosa situazione in cui versiamo.
Ma oltre a questo, vedevamo già da tempo i segnali che annunciavano l’ammucchiata prossima ventura, ovvero l’avvio di una stagione dove la politica avrebbe definitivamente rinunciato alla propria funzione progettuale ed avrebbe aperto una lunga fase di indistinte responsabilità e di indefinite identità, chiudendo così ogni spazio al confronto ampio, articolato ed approfondito senza il quale è impossibile affrontare una decisa opera di cambiamento e di rinnovamento.
Le grandi manovre di questi giorni, aperte da Casini e subito replicate da Alfano, in merito alla nascita di due nuovi partiti, hanno segnato solo l’apertura della grande corsa al riciclaggio, con l’aggravante che, oltre alla mancanza endemica ed ormai purtroppo scontata di qualsiasi spinta al cambiamento, si evidenzia con allarmante puntualità ciò che avevamo segnalato nei mesi scorsi, ovvero la tendenza alla mescola disinvolta di frattaglie di vecchi partiti con schegge di potentati lobbistici, tutti uniti dal comune intento della conservazione ad oltranza del potere e della favolosa rendita di posizione che ne deriva.
Il partito trionfalmente annunciato da Casini, ovvero il Terzo Polo – già di per sè inesistente – più non meglio identificati esponenti del governo tecnico, di nuovo, come sempre, avrà solo il nome, qualunque esso sia, e con esso la pretesa, un tantino arrogante a dire il vero, di gabbare gli elettori con un annuncio di modernità trasversale che di fatto nasconde solo l’autoriproposizione degli stessi potenti incistati nel feudo dello stesso potere.
E qualunque cosa intenda proporre Alfano, non si discosterà di una virgola, se non per il nome, particolare di nessun conto, dallo stesso tentativo messo in atto da Casini – un’altra rimescolata di carte, un’altra operazione fasulla, un altro imbroglio confezionato in fretta e furia dal marketing politico, l’unica arte che negli ultimi vent’anni sono stati capaci di praticare, a destra come a sinistra, creando scatole vuote ed acronimi cacofonici – Pd, Pdl, Fli, Idv, Sel – piene solo di ambizioni malate e del fiume di denaro con cui siamo stati costretti ad alimentarle.
Ora, verrebbe da chiedersi se questa manica di personaggi, lunari nella loro distanza iperuranea dalla realtà di questo paese, abbia una pur minima percezione degli umori dei cittadini, ma è una domanda puramente retorica perché la sbalorditiva sicumera con cui continuano a recitare la loro parte mentre fuori dal Palazzo una nazione brucia è la prova definitiva – se ancora ce ne fosse bisogno – della folle convinzione che costoro hanno maturato di essere al di sopra, ed al di fuori, di ogni legittimo controllo e di ogni possibile resa dei conti.
C’è qualcosa di profondamente malato e persino sconvolgente in tanta ostinata cecità e sordità, una sorta di cupio dissolvi rovesciato, dove l’agonia genera un delirio di onnipotenza per cui l’avvicinarsi alla fine si capovolge in presunzione di immortalità – ci spaventa persino vedere ciò che vediamo ed ascoltare ciò che ascoltiamo, senza che mai la realtà, quella vera, quella nostra, quella che ci sta schiacciando, riesca ad irrompere sulla scena di questo tragico e perverso spettacolo dove i nani ancora si credono giganti.
E questo ci riconferma nella nostra convinzione: se nulla di nuovo, ma di nuovo davvvero – e l’imbonitore Grillo neanche lo consideriamo, poiché è solo il surfista sull’onda dell’antipolitica peggiore – nuovo non solo nel nome ma soprattuto nelle facce e nei contenuti, non si affaccia a tempi brevissimi sulla scena politica, ci affideremo all’astensionismo come unica forma ragionevole ed efficace di ribellione civile e non ci stancheremo di predicarlo fino allo sfinimento da qui alle elezioni del 2013.
Non è più neanche una battaglia, trattasi ormai di legittima difesa.

Caro Latella, grazie, ma la discussione, come questa in atto, è meglio del silenzio. Alla prossima, cercherò di non deluderla.
Non c’é che dire, a leggere il Corriere della Sera ormai sembra di legger Novella 2000, con la differenza che le cose tragicomiche sono vere! La mafia ai vertici dello stato (capirai la novità), i diamanti della lega, meno uno che guarda caso é scomparso, i 47 mila euro al mese per Ruby Rubacuori (ma davvero, al rincoglionimento da viagra non c’é limite!), altre decine di milioni tra inciuci Lega e Finmenccanica e poi la ciliegina , la signora Colli Ombretta che ci fa sapere che tutti gli italiani vanno in barca, che fa pandante coi ristoranti pieni del Berlusca!
Coi politici, sempre gli stessi, che cambian strategia per restare a galla della merda da essi stessi creata, e poi ci si stupisce se una Chiara Boriosi pensa che non sia piu’ giusto andare a votare?!? Dove é la “sacralità” del voto se la situazione é questa?!? Purtroppo se ne uscirà solo con una rivoluzione, questa gente va levata di mezzo al pari di come si fece con Mussolini, ormai i limiti sono strapassati!
Cero, alle giovani generazioni, a quelli che hanno fiuto e talento,consiglio ovviamente di scappare, ma a gambe levate, biglietto di sola andata, dove il lavoro é considerato in modo diverso, dove chi vale riesce e dove le libertà individuali sono rispettate e incoraggiate. Il coraggio non é quello di restare nel pollaio scassato, ma quello di guardare al di fuori e possibilimente di riuscire a uscirne.
Caro Latella,
non ci faccia arrossire Chiara, che ci serve in forma per mordere già dalla prossima newsletter
gentile direttore,complimenti vivissimi alla signora Boriosi per la lucida analisi sulla nostra situazione politica attuale,fatta in modo chiaro e graffiante,che,a mio parere dovrebbe indurci,tutti,ad un minuto di silenzio.Grazie per l’ospitalità. Giuseppe
Valerio: non mi accodo all’antipolitica che ho sempre avversato, semplicemente la vedo e vedo chi la alimenta, i pessimi politici di cui siamo pieni, ma anche coloro che la cavalcano. Riguardo all’astensione, come ho scritto sopra, è l’unica legittima difesa che ci resta, al momento, e se la bozza di legge elettorale va in porto, staremo anche peggio di come siamo messi ora.
Domenico: ho sempre guardato con interesse alle liste civiche come espressione di una democrazia dal basso che da noi è stata sempre schiacciata, ma alle prossime elezioni dovremo stare molto attenti, perché una marea di riciclati tenterà di rifarsi una verginità con questo sistema, e già se ne vedono i segnali.
Paolo, i francesi hanno votato perché avevano delle alternative e perché Hollande era stato scelto da loro con le primarie, qui da noi purtroppo la situazione è ben altra e molto peggiore, come racconto in questo pezzo.
Se in Italia “non c’ é speranza ” ,l’unica soluzione contro l’ eventualità sarebbe quella di scappare ,come ha fatto il Francia. Sarebbe una dimostrazione di “coraggio “che non fa parte della mia cultura, e penso della maggioranza degli italiani. Certo , la situazione non è certo la più adatta a consentire la riflessione politica della cittadinanza ,obnubilata da anni di politica clientelare ,tesa a soggiogare le coscienze con favoritismi personali e piccola tutela consociativa (loggia,cupola o lobby che di si voglia) . I nostri “partiti” politici hanno preso appieno la logica di simili comportamenti, giustificati da una malinteso senso di appartenenza , in sostanza realizzando una regime di “CASTA” da tempo denunciato ,ma sempre imperante. Sarebbe questo il trucchetto da abbattere , lasciando perdere il richiamo di uno pseudolegame ad ideali o legami oramai costituenti solo una banderuola per gli ingenui ,per chi non ha tempo o modo o capacità di rifllettere.Se non ,si deve dar credito a chi ,cambiando un nome o acronimo , pretende di dimostrare il rinnovamento. Grillo denuncia approfittando del suo “mestiere” di comico , come se ne approfitta Travaglio : nel concreto hanno ragione , ma la denuncia non é politica nè soluzione. Veniamo al voto . Personale ( non di loggia) ,libero e segreto (e non in alcun modo vincolato con trucchetti vari) ,come giustamente indica la nostra Costituzione : bisogna richiederlo con forza ,al di là di tentennamenti ,gioco di alternative , pretese di funzionalità accampate ad arte dai tenutari del potere . In mancanza di correttivi in tal senso ,non partecipare alle “elezioni ” con il voto ,consentirebbe solo o tre persone che segnano “bianco” di sopavanzare i due che segnano”nero”. E’ ipotesi estrema ,ma serve a precisare il problema concreto…e trovare tre fedelissimi non è difficile dopo anni di clientelismo mafioso. Quindi la soluzione possibile è solo quella di far convergere le preferenze ,strumentalmente ,sulla proposta politica (lista civica o partito) comunque diversa da quelle attualmente esistenti . Sul come fare ,non pretendo di dirlo a voi tutti ,si tratta di valutare delle ipotesi . Coraggio !
Non so, a leggervi mi sembra che abbiate tutti ragione e allo stesso tempo, nessuno!
Capisco Chiara, quando il quadro politico é quello attuale in Italia non ci si puo’ piu’ neppure turare il naso, ma allo stesso tempo questa ricetta non funzionerà…..qui in Francia, sebbene la situazione sia molto diversa, si puntava sull’astensionismo, ma é naufragato, la gente si é mobilizzata con forza scompigliando tutti i pronostici. La vera vincitrice é Marine Le Pen, data al 13 e ritrovatasi quasi al 20%, per dire che anche se l’astensione é forte, decideranno poi i pochi che voteranno!
Su Grillo, si in effetti cavalca la protesta, ma su tanti argomenti come non dargli ragione?
Chiara é disillusa, ha capito che in Italia non c’é speranza, e c’é da capirla-
Gentile ospite, anch’io le rispondo volentieri. Innanzitutto, ho parlato, anzi nominato in un inciso Grillo, non il Movimento 5 Stelle. Detto questo, mi pare che la libera espressione di una opinione personale sia garantita dalla Costituzione e dovrebbe essere il fondamento di ogni democrazia, oltreché la base di ogni confronto tra persone libere e responsabili.
Se non vedo in Grillo un personaggio credibile, è mio diritto dirlo, come è suo diritto sostenere il contrario, magari senza ricorrere ad espressioni sgarbate.
Riguardo alla proposta di Travaglio, vale quanto sopra, ognuno è libero di regolarsi come crede.
Sui finanziamenti, le rispondo così: io ero qui, con tutti gli altri che collaborano a questo sito, a chiederne l’abolizione, ed a combattere da anni altre battaglie, prima fra tutte quella sulla legge elettorale.
Il nostro archivio è a disposizione a testimoniare un impegno civile che si protrae ormai da molti anni, nel pieno rispetto della pluralità di idee e posizioni, e senza mai ricorrere alle offese personali.
Io non desidero fare proseliti, nè di imbesuire chicchessia, propongo temi di discussione e li apro ai lettori, sempre e comunque. Tutto qui.
Auguri per la sua attività politica.
il fedele ospite è andato, come si conviene ai fedeli, sopra e fuori tono. Ma perchè prendersela con Grillo? Ne abbiamo sulla piazza di imbonitori ben peggiori, per parole, azioni e malafede. Nè mi pare utile accodarsi all’abuso del termine antipolitica. Quanto all’astensionismo la penso più o meno come Adalberto e Nicola. Quel giorno di elezioni potrei anche scegliere di andare al mare come momentaneo rimedio antinausea, ma non ne farò una bandiera. Dejà vu.
Cara Chiara, come al solito hai non una ma mille ragioni per predicare l’astensionismo.Io, pero’, diversamente giovane come Adalberto, non credo che avro’ la forza di farlo senza sentirmi in colpa.Credo che andro’ si a votare ma, rebus sic stantibus, votero’ scheda bianca, a meno che….
Essendomi arrivato come segnalazione, le rispondo volentieri:
chi scrive questo è palesemente invidioso e in malafede perché Grillo è stato il primo ed unico ad aver aperto qualcosa di pubblico e vero, e l’ha dato in mano a chi non conosce, alla gente! Si è fidato e si fida!!! DEMOCRAZIA!
A Pensalibero (ma rimani schiavo) ora chiedo: chi 30 anni fa sostenne il primo processo contro ENEL? Beppe Grillo!!! L’Enel intendeva fargli pagare una tassa sul sole, ma fu subito fermata dalla sentenza del giudice che sottolineò l’impossibilità della loro richiesta! E’ grazie anche a Grillo se il settore fotovoltaico ha preso più piede!
Poi: Grillo è un imbonitore come io sono paperino! Se fosse stato imbonitore avrebbe come minimo detto “Amici, amici amici… avavava!”. Ma sino a che starete a sentire gli incantatori di serpenti, sarete sempre fuorviato dalla verità materiale e nascosta.
Per chi parla di Grillo senza sapere un’acca…
http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.cadoinpiedi.it%2F2012%2F04%2F22%2Fil_programma_del_movimento_5_stelle_lo_legge_beppe_grillo_-_video.html&key=1830ef996445dada141461b66ba1b1a8f9d634a2
e se non bastasse per chi non intende partecipare al MoVimento 5 stelle, ecco la ricetta dettata da Travaglio e passata subito a Beppe:
INVITARE LA GENTE CHE NON INTENDE VOTARE, A VOTARE INVECE SOLO I PARTITI CHE HANNO RAGGIUNTO AL MASSIMO IL 4% E NON OLTRE (SBARRAMENTO). IN TALE MODO OGNI PARTITO SPARIRÀ DATO CHE NON POTREBBERO ARROGARSI ALTRO E NEPPURE RIFARE LE ELEZIONI!
Comunque continui anche lei a scaricare la propria adrenalina sulla rete e a tentare di imbesuire. LEI COSA HA FATTO DI MATERIALE SINO AD OGGI?
NOI NEL M5S ABBIAMO SALVATO 1.700.000 EURO DI RAPINE DETTI “RIMBORSI ELETTROALI” CHE SI SAREBBERO PAPPATI ALLA FACCIA DI TUTTI. LEI DOVE ERA QUANDO CI DAVAMO DA FARE?
Nicola, andare alle urme dalla porta di servizio non ci infilerebbe in una democrazia di servizio, usa e getta? Ma lasciamo perdere le metafore. L’astensionismo non fa una grinza nelle democrazie empiriche, dove i partiti si svegliano per le elezioni e i votanti si aggirano più o meno sul sessanta per cento. Ma nelle democrazie bene o male partecipate un vero astensionismo segnerebbe una rottura senza precedenti e un ripensamento dei fondamenti senza timore. E anche i mitici poteri forti non resterebbero tanto tranquilli. Perché questo terrore dell’astensionismo? Per paura d’un altro 1921? Ma sappiamo che i confronti sono improponibili. Quali guai incurabili potrà mai recare l’astensionismo a una società disabilitata alla polis e inginocchiata al mammellone tecnologico?
Caro Nicola, sai bene che la conditio sine qua non per andare a votare è la nascita di un soggetto nuovo. E sai anche che la passività non mi appartiene. Io non rinuncio a lottare, ma sono anche realista e scrivo ciò che penso.
Cara Chiara,
la penso come Adalberto. Per un motivo molto semplice: la disperazione mai e nemmeno la rassegnazione. Peggio ancora dare l’impressione della rassegnazione. Pensi davvero che milioni di astenuti facciano impressione al potere comunque camuffato (sai che tremarella i poteri economici, nazionali e internazionali….).? Meglio, secondo me, continuare a sperare ed adoprarsi, fino all’ultimo, per qualcosa di nuovo. I motivi del dissenso e le proposte alternative devono essere visibili, sbattuti in faccia a tutti. Personalmente (forse sono elitario?) pensare che il mio rifiuto delle urne possa essere confuso con quello di chi si astiene “perchè tutti sono ladri, perchè vengono tollerati gli zingari e gli extracomunitari, oppure perchè bisogna mettere al muro i capitalisti, o perchè con lo stato mai, etc.) mi fa venire le convulsioni.
Caro Marzio, per i sopra citati motivi, pur apprezzando la tua ironia, alle tue secchiate di bucce di banana reagirei raggiungendo le urne dalla porta di servizio…
Caro Adalberto, l’astensionismo è l’unica arma che ci resta contro un sistema che ci ha completamente espulsi. Come ho scritto di recente, non è una scelta qualunquista ma una consapevole forma di opposizione.
Caro Adalberto, tutto vero, purché la passione politica non scivoli nella commedia delle passioni, nell’ invenzione quaotidiana di partiti, movimenti e di chiamate alle armi per vecchie battaglie che si credono nuove perché imbottite di sdegno e alti ideali, quando invece sono il gioco delle tre carte. Allora starei con Chiara, e proporrei la fondazione d’un movimento che in tutta Italia butti secchiate di bucce di banana agli ingressi ai seggi del 2013, così i vecchiacci come noi smetteranno di votare sognando e apriranno gli occhi.
Tutto condivisibile, dal contenuto al tono.
L’astensionismo NO. Non lo apprezzo e , nel mio piccolo, mai l’ho praticato. Nè intendo praticarlo. Tantomeno predicarlo.
Altrimenti – chiedo – che senso avrebbe operare per dare un minimo di consistenza al nostro movimento? Per dare un seguito al convegno di Spirito Libero?
C’è da dire, semmai, che anche noi , nel nostro piccolo, dobbiamo rinnovarci, come del resto, abbiamo cominciato a fare: avanti devono andare le Sassoli, le Toscani,i Baldini, i Vaiani , i Lascialfari, i Lopez, la capogruppo di Figline ( ricordo bene ? ) : a sostenere le proposte illustrate al convegno di Firenze. E al seguito, a sostenerli, dovremo seguire noi ( quelli come me, intendo , diversamente giovani ). Vorranno? Ci riusciranno ? Ci riusciremo?
Non andare a votare è stolta decisione.Piuttosto ci si deve adoperare per dare voce e forza al cosiddetto partito degli astensionisti costituendo una lista civica nazionale capace di bonificare la malaria che alligna nel pantano del malaffare che continua a governarci!
Gli strumenti telematici ce ne danno la possibilità;non è facile ma,a mio modo di vedere,è il solo modo per ribellarsi democraticamente e dire ai personaggi in argomento “fuori dalle balle!”.