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Omertà senza limiti. Oltre qualsiasi immaginazione

Si è detto di tutto. E lui si è permesso perfino di scherzare proclamandosi “incensurato fino al momento dell’arresto. Poi non sa che è successo”.Insomma si è appalesato uomo spiritoso e ironico e, si dice, molto educato e gentile.

di Carla Ceretelli | 22 Gennaio 2023
Arresto del super latitante Matteo Messina Denaro (fonte Wikimedia Commons)

Siamo tutti strafelici per l’arresto di Messina Denaro alias Andrea Bonafede.

 Sicuramente è un cognome usuale da queste parti ,  il Rossi  peninsulare, ma sono stata   istantaneamente colpita da questa fatalità contingente.  Omonimo proprio  di un ministro della Giustizia , che a suo tempo aprì le carceri  ai  boss  del 41 bis,  per emergenza covid sostenendo che non doveva decidere il ministro bensì i giudici in completa autonomia.

Una settimana densa di avvenimenti questa, freddissima,  dopo un autunno prolungato.

“Mai pensato a dimettermi, ho la pazienza di Giobbe e non mollo”. Sostiene il  Guardasigilli, ovviamente l’attuale, in merito all’affaire intercettazioni.

Mentre un  CSM espressione delle correnti più compromesse della magistratura ha dichiarato guerra alle proposte di legge del Ministro.  Non passa giorno senza che qualche suo membro  rilasci interviste  che mistificano le posizioni  in merito alle intercettazioni che,secondo  il neoministro , devono restare strumento di indagine di  alcune importanti categorie di reato e non diventare ,come troppo spesso succede, un illegittimo , e mai punito,  strumento a strascico  utilizzato contro persone e fatti estranei al reato indagato.

Il problema non è l’utilità  nemmeno il costo delle intercettazioni quanto invece del loro anticostituzionale e spregiudicato utilizzo  contro singoli cittadini ed istituzioni.

Abbiamo  dovuto assistere, con dispiacere,   anche alla scomparsa ineluttabile di una signora amatissima, già definita la donna più bella del mondo. Una vita piena di successi ma terminata in modo spinoso e complicato che l’ha fatta soffrire.  A causa di situazioni finanziarie, di carattere ereditario abbastanza complesse. Una generazione che sta scomparendo, come la vita pretende.

Ma  il clou degli eventi  è stato l’arresto del superlatitante, che, per convincere  gli uomini dell ‘Arma  ha dovuto arrendersi  autodenunciandosi  “sono io, sono Messina Denaro.

Ora tutti lì a cercare le carte che potrebbero mettere nei guai un sacco di gente.

Si  è detto di tutto.  E lui si è permesso perfino di scherzare proclamandosi “incensurato fino al momento dell’arresto.  Poi non sa che è successo”.Insomma si è appalesato uomo spiritoso e ironico e, si dice, molto educato e gentile.

 Considerando che è gravemente ammalato, almeno così afferma e forse è vero, dato che la pietas esiste,  va trattato in modo umano.

Un essere raccapricciante, un delinquente che, se il nostro Stato prevedesse la pena di morte, che io non concepisco, non potrebbe che qvere quella come pena.  Va bene la pietas, ma non concepisco neppure  l’eccessivo rispetto, quasi ossequioso,  avuto durante l’arresto, neanche fosse un ladro di polli.

 Non c’è da entrare nel merito della questione,  tanto ingarbugliata che ognuno  esprime il proprio parere senza arrivare alla verità. Almeno per ora. Ruoli istituzionali , politici magistrati o semplice gente della strada. Insomma cittadini.

Ma ciò che ha davvero colpito tutti  sono state le modalità di “cattura”avute dal pluripregiudicato. Tanto rispettose da  non ammanettarlo.  E abbiamo notato la differenza dell’arresto riservato a  un uomo per bene, non ancora giudicato e davvero incensurato,  e uno stragista. Questo eccessivo riguardo getta  quanto meno un’ ombra  sull’intera operazione.

E inevitabilmente la memoria va all’arresto emblematico  del  compianto Enzo Tortora. Ammanettato  senza un cencio che coprisse  i ferri.

Il garantismo è sacrosanto nei confronti di chi non è stato ancora giudicato. E c’è da chiedersì davvero iperchè non sia stato  attuato nei confronti di Tortora,  Non ci sono alibi che tengano. Le regole evidentemente non vengono rispettate in modo equo.

Claudio Camarca, regista e scrittore romano, che da anni vive insieme ai reparti speciali dell’Arma per raccontarne le imprese,  nelle grotte dell’Aspromonte con i Cacciatori di Calabria, in Sicilia, ma anche “embedded” alle stazioni più esposte nei quartieri difficili delle città.

 “Altro che patto col boss per evitare le manette, follia. È il boss che si è arreso allo Stato perché è stato sconfitto”  

 “L’assenza di manette in questo arresto? Io ho visto un giovane appuntato e una marescialla, tutti e due in divisa, a volto scoperto, portare fuori il boss. Dietro di loro, un carabiniere in mimetica verde del Gis. Cosa racconta questa scena? Racconta lo Stato che non ha paura, che ha vinto e non ha bisogno di manette, di schiavettoni per arrestare un criminale, perché lo Stato di diritto non ha bisogno della violenza per imporre la propria forza. Questo è il film della cattura di Matteo Messina Denaro che ho visto. Altro che patto col boss che per evitare le manette, follia. È il boss che si è arreso allo Stato perché è stato sconfitto”.

Non resta che sperare in questa versione.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, calabria, dichiarato, emergenza, espressione, intercettazioni, magistratura, merito, mondo, persone, sicilia

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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