Leggo – a commento di una nota di Massimo Teodori – un invito ad “andare oltre l’identità”, in questo caso con riferimento all’identità laica liberale e socialista. Penso sia un invito da non accettare.
Penso invece che l’dentità, la propria identità, personale e politica sia l’unico punto fermo su cui si possa costruire. Penso che questo invito ad andare oltre l’identità, che si sente da più parti, sia basato su una inesatta accezione della parola identità; si associa a questa parola quasi il volersi puntigliosamente distinguere ad ogni costo per poi – nel nome della propria identità – rifiutare ogni collegamento e, in politica, ogni alleanza. E l’invito è a “contaminarsi”; e quindi ad assomigliarsi sempre di più finendo con il confondersi l’un l’altro?
Avere e mantenere la propria identità significa essere se stessi. È importante essere se stessi.
A me sembra che proprio la diffusa tendenza a rifiutare la propria identità stia provocando una generale ambiguità politica dove ognuno tende ad assomigliare a qualcun altro nella più generale confusione di idee e comportamenti. Anche se non escludo che la tendenza al rifiuto della propria identità non sia solo la causa della confusione ma anche l’effetto – che reagendo positivamente sulla causa la rafforza – del sentire del nostro tempo, così pieno di incertezze e di perdita di riferimenti.
Ma è proprio per questa tendenza a non avere certezze (esterne) che dovremmo tener cara la certezza della nostra identità, che potrebbe essere il nostro unico punto di riferimento.
Essere se stessi, mantenere intatta la propria identità di socialisti o di liberali, di persone religiose o di miscredenti, di cristiani o di maomettani, non significa non volersi poi legare per fini comuni; significa invece potersi alleare con alleanze chiare, non equivoche, intellettualmente oneste. E potersi alleare per fini comuni con chiunque senza timore di “inquinamenti”.
Un liberale e un socialista, ad esempio, secondo me hanno ben poco in comune; ciò non toglie che abbiano – o possano avere – una stessa concezione di fondo dello Stato e delle sue istituzioni e su questo aspetto allearsi, in particolare se e quando lo Stato e le sue istituzioni possono mostrare crepe o necessità di adeguamenti; o quando e dove la politica sfocia nell’amministrazione.
Considerazioni analoghe possono essere fatte riguardo all’autonomia, che a mio giudizio è un semplice corollario dell’identità.
Guido Di Massimo

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