Molti, in queste ultime settimane, hanno appellato come “disastrosa” la gestione del cosiddetto “caso Siri” da parte della Lega e del suo Leader.
Ma più che disastroso, l’atteggiamento tenuto dal Carroccio, è parso imbarazzante. Tanto imbarazzante quanto la scelta di uscire dall’angolo con il rilancio sulla delicata questione della droga e, nello specifico, sulla vendita legale di cannabis light.
L’indecisione e la goffaggine con cui il Ministero dell’Interno ha lasciato “fermentare” la vicenda Siri che, secondo la Magistratura, potrebbe addirittura lambire le periferie della criminalità organizzata, hanno dell’imponderabile, dell’inusuale e persino, dell’inedito.
Certo, ogni leader che si rispetti ha -per così dire- il dovere/diritto di fare da scudo ai suoi uomini. Eppure il più importate tra i Ministri, il Ministro della Nazione (come può essere -a ragione- definito il reggente dell’Interno) ha l’obbligo di avere dimestichezza con il limite. E, nel caso di specie, i limiti sembravano essere persino due: l’onorabilità delle Istituzioni (che non ammette ombre) e la grave ipotesi accusatoria (certamente ancora tutta da provare ma assai spinosa per un dicastero vocato alla sicurezza e all’ordine pubblico).
Limiti, è sembrato, inspiegabilmente sottovalutati da tradire un pesante imbarazzo.
L’imperativo per ogni uomo di Stato non può essere che uno ed uno soltanto: stare dalla parte delle Istituzioni e -sempre- dalla parte opposta rispetto a quella del crimine organizzato.
Quel crimine che ha “come bancomat senza fondo” il mercato degli stupefacenti e delle droghe in genere, per il quale ogni realtà di vendita legale, controllata, regolamentata e strutturata come appunto i negozi di cannabis, può significare una sorta di impaccio insopportabile, inaccettabile e, quindi, se possibile, da cancellare.
Ecco, in una situazione del genere e con un “Caso Siri” già sufficientemente opaco stando almeno alle ipotesi accusatorie, possibile che l’unica questione importate per il Ministro dell’Interno fosse quella di chiudere i cannabis shop (seppure discutibili)? Possibile che certe questioni assai delicate debbano essere sempre affrontate con tanta superficialità? Possibile sottovalutare il fatto che certe “uscite elettoralistiche” rischiano -per contro- di essere interpretate come segnali positivi da parte di un certo mondo?
Forse, ogni tanto, anche la prudenza andrebbe accontentata.
Daniele Marchetti

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