Il cardinale Konrad Krajewski, arcivescovo di Benevento ed elemosiniere di Sua Santità, si aggira, secondo le istruzioni papali, per la città di Roma con un camioncino sul quale, tra l’altro, non mancano peluches e giocattoli per bambini. Ha fatto costruire, opera veramente benemerita, docce in Piazza San Pietro, ha pagato lui stesso la concessione per una spiaggia per portatori di handicap e si è reso noto per altre azioni in Polonia come in Italia a favore della povertà.
Con i suoi 56 anni è il secondo più giovane cardinale del concistoro. Per 24 anni ancora potrà votare papi rafforzando la linea gesuitica che oggi detiene la maggioranza dell’organo elettivo.
Nell’aggirarsi per Roma, probabilmente chiamato, è accorso in soccorso del palazzo occupato abusivamente in Via Santa Croce in Gerusalemme non lontano dallo stesso Vaticano. Qui, valendosi di competenze acquisite prima del cardinalato, si è calato in un tombino e ha tolto i sigilli della compagnia elettrica che avevano bloccato l’erogazione dell’elettricità al palazzo perché da molti mesi questa non veniva pagata: un ammontare di oltre 300.000 €.
Per questo gesto il volonteroso cardinale è stato lodato da molti (non tutti) esponenti della sinistra e del PD come uomo che coraggiosamente si contrappone alle ingiuste leggi dello stato e da ai molti bambini del palazzo la possibilità di utilizzare la luce elettrica. Non si è mancato, da parte di qualche commentatore più dotto, di citare il mito di Antigone e il confronto tra le leggi dello stato e le leggi della vita sociale, non si è mancato neppure di sottolineare come i sigilli fossero stati posti da una società privata e non dalla pubblica autorità e quindi non poteva esserci intervento della procura se non su querela da parte della società danneggiata.
Si è naturalmente sorvolato sul fatto che si trattava di un “aiuto” a un reato, l’occupazione abusiva di un immobile. L’immobile risulta essere dell’INPDAP, ente che eroga pensioni a persone anziane anche di modeste condizioni e che viene privato del legittimo reddito dell’immobile di Via Santa Croce in Gerusalemme dove, tra l’altro, pare che gli occupanti plurietnici hanno creato una discoteca, e raccolgono tra di loro fondi per il mantenimento delle più urgenti esigenze dell’immobile. Del resto il Ministero degli Interni non sembra interessato a sgomberare questo immobile e il ministro si è preoccupato verbalmente solo della fattura elettrica.
Il concordato con la Santa Sede garantisce larghe protezioni penali e amministrative ai vescovi della Chiesa Cattolica quindi monsignor Krajewski ha poco da temere, di più, hanno da temere i pensionati INPDAP ma tutto questo prescinde dal grande dibattito storico politico su Tebe, le sue leggi e Antigone. Argomenti molto importanti nell’analisi anche della recente storia del nostro Paese e delle vicende, sempre più numerose, che lo stringono intorno alle interpretazioni delle sue leggi e dei suoi costumi.
Giacomo Properzj

Lascia un commento