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Olimpiadi per ricchi fuori del tempo e della concordia: specchio dell’Italia

Rimbalzano già sulle cronache i prezzi stratosferici per chi vuole assistere alle Olimpiadi. Viaggi, alberghi, cibo, biglietti. Che si armonizzano con diversi lavori per le strutture ancora in corso e che non finiranno per l’inizio dei giochi, lavori talvolta invasivi di ambienti urbani e naturali. Del resto, nell’Italia delle Niscemi, cosa ci si poteva aspettare… Le Olimpiadi sfatano anche il mito che i problemi sono al Sud piuttosto che al Nord. Fa gioia e bellezza vedere e ascoltare il nostro saggio presidente Mattarella che presenzia, ma non ci porta a fare una sorta di tarantella acefala con tutti i protagonisti. Questo mentre i paladini sportivi, tutti campioni in pectore, sono già campioni delle pubblicità che, senza nessuna remora etica/professionale (loro e di chi le trasmette), ci tormentano inframmezzandosi nei programmi del servizio di informazione di Stato che già paghiamo col canone.

di Vincenzo Donvito | 6 Febbraio 2026

Rimbalzano già sulle cronache i prezzi stratosferici per chi vuole assistere alle Olimpiadi. Viaggi, alberghi, cibo, biglietti. Che si armonizzano con diversi lavori per le strutture ancora in corso e che non finiranno per l’inizio dei giochi, lavori talvolta invasivi di ambienti urbani e naturali. Del resto, nell’Italia delle Niscemi, cosa ci si poteva aspettare… Le Olimpiadi sfatano anche il mito che i problemi sono al Sud piuttosto che al Nord.
Fa gioia e bellezza vedere e ascoltare il nostro saggio presidente Mattarella che presenzia, ma non ci porta a fare una sorta di tarantella acefala con tutti i protagonisti. Questo mentre i paladini sportivi, tutti campioni in pectore, sono già campioni delle pubblicità che, senza nessuna remora etica/professionale (loro e di chi le trasmette), ci tormentano inframmezzandosi nei programmi del servizio di informazione di Stato che già paghiamo col canone.

Poi ci sono gli appelli, anche istituzioni internazionali e religiose, per fermare le guerre nel periodo. Figurati. Rimangono le belle parole. Le guerre e le violenze continueranno. Del resto – caso Russia e Bielorussia – cosa ci si potrebbe aspettare da chi è stato messo alla porta delle Olimpiadi, dimenticando i tanti altri Paesi  che fanno anche peggio dei nostri vicini continentali e le cui bandiere e inni vedremo e ascolteremo al rango di quegli altri Paesi aggrediti. Forse è sbagliato e divisivo stabilire degni e indegni di partecipazione? Lo dice anche il capo della Fifa, Gianni Infantino,  Lo “spirito” olimpico ci hanno detto che era l’unione dei popoli e delle persone che superava ogni ostacolo, ma forse abbiamo riposto troppa fiducia in chi abbiamo chiamato a vigilare e mettere in opera questi principi.

Infine ci sono i problemi di sicurezza. Molti terrorizzati e indignati per la presenza dei poliziotti Ice americani, come se potessero far diventare le nostre strade come  quelle di Minneapolis. Quella stessa “indignazione” che ostacola la presenza dei servizi segreti israeliani (Mossad). Ostacolatori smemorati e complici (?), come se Hamas e dintorni non fossero i degni successori della strage di “Monaco 1972”, e come se gli atleti Usa non siano obiettivo degli stessi e non solo.

Dilania, su questo, ogni certezza di diritto e di esecuzione grazie alla latitanza delle nostre istituzioni nazionali: balbettanti e contraddittorie. Mentre avrebbero potuto chiarire fin da subito la situazione… ma forse, oltre alla dimostrazione che non contano nulla, pensano di cavarsela inasprendo qualche norma e aprendo nuove prigioni in Albania.

Che brutte Olimpiadi. L’occasione c’era. Ora crediamo non ci sia più. E’ troppo tardi.  Ma forse  abbiamo solo  – noi italiani – dato dimostrazione di quel che siamo.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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