Nonostante siano passati ben 13 anni dal bienno del Terrore ’92/’93, noto che nei massmedia italiani viene colta ogni minima occasione per gettare ulteriore fango sul PSI e su Bettino Craxi. Si è iniziato con lo scandalo del calcio e con il
paragone, quanto mai errato e vergognoso, di Luciano Moggi con Bettino Craxi, inventato, purtroppo, da una persona che stimo molto, come Giuliano Ferrara, sul Foglio, mio giornale preferito.
Paragone ardito e quanto mai sbagliato poichè mentre Craxi fu sempre l’Outsider della politica italiana, il leader che con le proprie capacità, con il proprio carisma ed anche con comportamenti a volte spregiudicati, riuscì a spezzare il duopolio e il compromesso tra PCI e DC sul quale si basava la politica italiana, Moggi è stato invece uno dei maggiori interpreti e fautori dell’alleanza tra le due forze principali del campionato italiano ovvero Juventus e Milan; egli è stato “craxiano” nella prima parte della sua carriera, quando era al Napoli e al Torino, e se fosse rimasto, per esempio, al Torino, ottenendo i risultati della Juventus, allora la similitudine sarebbe stata un poco più calzante.
Ma perchè si è voluto fare questo accostamento Craxi-Moggi?
Da parte di Giuliano Ferrara credo che, in buona fede, questo servisse per attirare l’attenzione sul fatto che questa inchiesta sul calcio era un’altra Tangentopoli, e che si stava riaprendo tramite il calcio un’altra stagione giustizialista – direi che gli ultimi fatti gli stiano dando un po’ ragione – ma da parte degli altri che lo hanno riproposto serviva invece per rinfocolare l’odio a pelle e viscerale verso la figura di Bettino Craxi.
La conferma di ciò l’ho avuta quando è iniziata l’altra inchiesta sul principe Vittorio Emanuele e sul portavoce di Fini Sottile: subito sono apparsi articoli sulla RAI degli anni ’80 in mano ai craxiani, sui nani e sulle ballerine ed infine il paragone tra Fini e Craxi e tra AN e il PSI.
Diversi giornali, tra cui il Corriere della Sera, il quale, come nel ’92, è sempre in prima fila in questo genere di attacchi, hanno cominciato a ripetere la storia di Fini leader solo e grande in un partito mediocre, il quale starebbe ricalcando le gesta di Craxi e della similitudine tra la parabola discendente di AN e quella del PSI.
Io credo che soltanto uno sprovveduto o un gran dispregiatore della storia politica di Craxi e del PSI possa azzardare un simile parallelismo: Craxi e il PSI, infatti, hanno governato per molti anni l’Italia con un progetto di grande rinnovamento della politica, della vita sociale e della economia italiana ed hanno ottenuto grandissimi successi che oggi a denti stretti tutti quanti sono costretti a riconoscere; Craxi ha preso in mano un partito in grossa crisi e l’ha fatto divenire il centro della politica italiana, mentre Fini non ha fatto altro che raccogliere i frutti da altri seminati (la pulizia etnica dei partiti del Pentapartito da parte delle procure) e assistere impotente alla parabola discendente del proprio partito favorita anche da sue iniziative personali strampalate, come quella dell’alleanza con Segni e Taradash; infine, certamente c’erano anche i nani e le ballerine nell’epoca del PSI di Craxi – inevitabili, purtroppo, attorno ad un partito cresciuto così tanto e in così breve tempo, e che si doveva fare largo a spallate tra PCI e DC – ma c’era anche la politica con la P maiuscola, e dalla parti di Fini vedo solo interesse per poltrone e divani sui quali fare accomodare le ballerine.
Io credo che stia a tutti coloro che hanno apprezzato e stimato Craxi indignarsi e rispondere a questi paragoni indecenti affinchè ora che molta gente comincia a rimpiangere quegli anni – i quali, tra le altre cose, sono stati tra gli anni di massimo benessere per l’Italia – e a capire che la falsa rivoluzione giudiziaria ci ha lasciato in eredità una classe dirigente mediocre, non sia più permesso di stravolgere la storia dei socialisti e di Craxi.
Federico Baldini

Beh aci ora quei nani e ballerini
Di gran lunga superiori al nulla di oggi è di questo governo