Luciano Violante, magistrato certamente indipendente, ha fatto una brillantissima carriera politica nel PCI, nel PDS, nei DS e nel PD tanto da esserne stato responsabile per la giustizia e presidente della Camera. Antonio Di Pietro, che avrebbe voluto condurre inchieste non sbilenche ma che non vi riuscì per l’imposssibilità di accertare a chi fosse finito un miliardo sicuramente entrato in via delle Botteghe Oscure, fu eletto senatore in Mugello con i voti DS e fatto più volte ministro. Elena Paciotti e Gerardo D’Ambrosio del pool milanese furono eletti rispettivamente al parlamento europeo e italiano, come il loro collega, battitore libero, veneziano Felice Casson. Michele Emiliano, dopo aver gestito il fascicolo di un’inchiesta che ha lambito i vertici DS per la missione Arcobaleno, mollò la presa, divenne sindaco ds di Bari, ed ora si candida per la presidenza della regione Puglia. Stefano Dambruoso, carriera a Milano dove si è occupato di terrorismo, potrebbe essere il candidato del PDL alla Regione Puglia e un altro magistrato, Arcibaldo Miller alla presidenza della Campania.
Non è vero, come si vocifera, che certi magistrati abbiano in odio la politica. Piuttosto la amano troppo.
ODIO E AMORE
Luciano Violante, magistrato certamente indipendente, ha fatto una brillantissima carriera politica nel PCI, nel PDS, nei DS e nel PD tanto da esserne stato responsabile per la giustizia e presidente della Camera. [segue]

Il fine della Magistratura è quello di supplire il potere legislativo, il quale sta cedendo spontaneamente il campo ai giudici, eleggendoli in Parlamento. La politica è debole perchè deboli sono gli uomini che la rappresentano.
Civitano