In Italia, taluni protagonisti politici, poveri di cultura storica, sono riusciti, con le loro manifestazioni da baraccone, a colpevolizzare l’impegno politico profuso dai Socialisti riformisti, dai Repubblicani, dai Liberali e dai Democratici Cristiani per riscattare il popolo italiano, dall’oppressione del fascismo, e renderlo libero e democratico. La debole statura politica di siffatti protagonisti ha stimolato la Magistratura ad agire per supplire la classe politica, accusata di essere impegnata solo a trarre vantaggi personali dalla politica.
L’opera demolitrice della classe politica e dello Stato democratico iniziò nel 1992, quando un gruppo di magistrati cominciò a criminalizzare i politici per indebito arricchimento a danno delle Istituzioni e della società. Il colpo mortale fu dato nel 1994 con l’incriminazione di gravi reati, penalmente perseguibili, dei massimi esponenti politici di maggioranza. Fu quello, un momento di sbandamento per l’intera classe politica e per il popolo, che si sentì tradito dai propri parlamentari.
Il Pubblico Ministero, Antonio Di Pietro, ogni giorno, in televisione, muoveva nuove accuse di reato contro i maggiori esponenti politici dei partiti di governo, guadagnando stima e apprezzamento da parte del popolo.
Chi conosceva il vero motivo dell’intervento della Magistratura, in quel momento storico, rimase in silenzio per il timore di non essere capito dal popolo e perseguitato dai Magistrati.
Ci sono voluti quindici anni per prendere coscienza del particolare momento storico e degli interessi in gioco, sia dei comunisti, sia di una parte della Magistratura.
Le ferite inflitte, da determinati magistrati, al Popolo italiano, sanguinano ancora. Esso è stato privato del pluralismo politico, poiché sostituito dal bipolarismo, molto anomalo, per la presenza, in entrambi i poli, di vecchi pavidi politici, smaniosi di potere.
In seguito si è realizzato il bipartitismo di fatto, a carattere dittatoriale, avendo escluso il popolo dalla partecipazione diretta alla formazione della classe politica dirigente.
Lo scenario politico attuale è caratterizzato da un indefinibile populismo e da un altrettanto indefinibile progressivismo. Entrambi gli schemi politici, privi di un fondamento ideologico, mirano solo alla conquista del potere per soddisfare i propri interessi materiali.
I socialisti, che tali si definiscono, devono lottare per ristabilire il pluralismo democratico, il voto di preferenza, l’autonomia e l’identità proprie, impedire di frazionare l’Italia creando tanti pericolosi poteri, per rompere l’unità e la solidarietà nazionale.
Adesso, la politica vera si fa con le idee chiare e i progetti d’interesse collettivo da sottoporre all’attenzione del Parlamento e alla conoscenza del Popolo.
08/09/2008
Domenico Civitano

“…la politica vera si fa con le idee chiare e i progetti d’interesse collettivo da sottoporre all’attenzione del Parlamento e alla conoscenza del Popolo.”….e non semplicemente sventolando un bandiera con qualche vecchio simbolo e scritta .Chi quello sta facendo ,invece delle idee, vuole
presentare la propria persona , e mantenere i privilegi . Dejà vu !