Premesso che si parla ancora di un Decreto da discutere in Parlamento, la manovra da 45,5 miliardi ha, finalmente, tagliato un po’ di province e piccoli comuni, oltre agli stipendi dei parlamentari e al divieto dei doppi incarichi. Sui tagli ai ministeri e alle regioni si dovrà vedere come questi organi dello Stato sapranno razionalizzare la spesa, eliminando gli inutili sprechi (altrimenti è vero, come dice l’opposizione, che saranno minori i servizi ai cittadini). Bene per liberalizzazioni e privatizzazioni, salvo verificare la loro attuazione. Sul “contributo di solidarietà” (dai 90mila euro/anno in su), se è temporaneo, si può essere anche d’accordo in attesa di un riordino più equo del sistema fiscale.
Quando si legge, però, di risparmi per 1 miliardo (1.936 miliardi delle vecchie lire) nel capitolo pensioni e l’aumento progressivo fino a 65 anni dell’età pensionabile per le donne (Corriere della sera 13.8.11, prima pagina), nonché di slittamento di 2 anni per riscuotere la pensione di anzianità e niente tredicesima se non vengono rispettati gli obiettivi di riduzione della spesa pubblica, le perplessità si fanno dense.
La prima parte degli interventi, dunque, va nella direzione dei risanamenti strutturali dei quali l’Italia ha un grande bisogno. La seconda sembra cercare di soddisfare le richieste della BCE senza che, per noi italiani, vi siano reali vantaggi, anzi!….
L’occasione perduta è quella di non aver dato senso all’emergenza che, una volta tanto, disponeva i partiti e le cosiddette parti sociali (sollecitati tutti fortemente dal Capo dello Stato) a riflettere e ad abbassare i toni perché tutti hanno visto vacillare le loro poltrone o i loro interessi.
Cosa conta 1 miliardo di risparmio sulle pensioni a fronte dei 120 miliardi “mobilitati” fra prima e seconda manovra? E poi, quali pensioni e quanti tagli? Se parlassimo di pensioni “d’oro” potremmo anche essere d’accordo, ma dubito che si sia pensato a quelle. E lo spostamento di 2 anni nella riscossione del TFR che senso ha se non quello di contentare la BCE?
Poi c’è il mistero del non pagamento della terdicesima per il “non rispetto della riduzione della spesa pubblica”. Io non ho capito a chi dovrebbe essere tagliata o rinviata la riscossione della tredicesima…. Non a tutti i lavoratori, spero, visto che tale responsabilità attiene solo agli alti dirigenti.
Tutto questo secondo pacchetto, oltre agli scarsi benefici, produce recessione perché toglie dal mercato ulteriori possibilità di circolazione del denaro, dopo i già attuati blocchi degli stipendi che si trovano schiacciati dall’inflazione.
Questa serie di norme è, per me, incomprensibile. Invece che approfittare del momento favorevole e utilizzare quel miliardo per aumentare stipendi e pensioni fino a 1.500 euro, al fine di rimettere in circolo un po’ di liquidità, si sceglie la sola strada dei tagli. Bastava avere più coraggio nel taglio delle province e dei piccoli comuni e quel miliardo sarebbe stato recuperato.
La manovra guarda alla quantità ma non alla qualità delle scelte.
L’accorpamento delle feste invece poteva essere una buona idea. Ma perché solo quelle laiche? Perché non avviare un’azione per ricontrattare gli accordi concordatari? In fondo il Vaticano, che vive e prospera sull’Italia e che dall’Italia riceve ogni anno circa 10 miliardi in varie forme, potrebbe anche sentirsi cristianamente coinvolto in questo grave momento storico, invece che limitarsi ai “buoni consigli”. Ma, il Governo è questo e se qualcuno riesce a indicare almeno uno dei suoi componenti che sia effettivamente laico (intendendo con ciò uno che agisce da italiano, senza pensare all’Oltretevere), allora è bravo.
Un’altra notazione riguarda il raddoppio delle detrazioni di “solidarietà” per gli stipendi dei parlamentari. E’ come dire che i parlamentari, siccome sono più ladri degli altri, devono pagare di più. Vista la crisi di credibilità della classe politica e degli attacchi a cui è sottoposta, era opportuna una norma del genere che, oltretutto, aggiunge ben poco in termini di denaro?
Ora bisogna attendere i dettagli della manovra, ma la sensazione è che l’occasione non sia stata pienamente còlta e i mercati, spero di sbagliarmi, dopo un’iniziale euforia a partire da martedì prossimo, riprenderanno la loro altalena. Al di là della crisi, che è mondiale, quella nostra aveva bisogno di considerare uno spettro più ampio delle nostre inefficienze. Speriamo bene………
Andrea Viero

Caro Lopez, sono d’accordo con quanto ha detto. Il riferimento alla “malizia” (infatti l’ho virgolettato) era dovuto soltanto a quello che ritenevo possibile e che anche lei ha ipotizzato; “Tuttavia, non vorrei che questa insistenza reiterata anche sui media tradizionali avesse l’effetto che, con il pretesto dell’emergenza, venisse disatteso l’esito referendario, come accaduto già in altre occasioni”.
No. Nessuna malizia. Gli italiani sui servizi idrici si sono espressi chiaramente, non vedo le ragioni per ritornarci. Tutto qui: niente di più e niente di meno :). Del resto, secondo stime Ocse, la dimensione dello Stato imprenditore in Italia è così vasta da collocarla fra le prime al mondo, nonostante le privatizzazioni avviate negli anni ’90 del secolo scorso. Pertanto, c’è comunque dove intervenire ed ampiamente. Tuttavia, non vorrei che questa insistenza reiterata anche sui media tradizionali avesse l’effetto che, con il pretesto dell’emergenza, venisse disatteso l’esito referendario, come accaduto già in altre occasioni: finanziamento pubblico dei partiti, abolizione di alcuni ministeri…in democrazia vince (o almeno dovrebbe) chi prende più voti.
Mi sembra di cogliere nella domanda di Lopez, a proposito del perché si insista tanto sulla privatizzazione dell’acqua, una certa “malizia”……. Se non ho capito male direi la famosa frase di Andreotti che, più o meno, recitava così: “a essere maligni si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre!…
Ho trovato interessante il proposito di Viero che , qui, si ripropone con l’obiettivo tutt’altro che facile di suggerire una riflessione sulla manovra, soffermandosi su alcuni dei suoi contenuti più significativi (per maggiori dettagli, da consigliare la lettura dell’articolo di Marini che lo precede. Nello specifico un unico interrogativo: ma perchè mai questa ossessione per i servizi idrici? Non mancheranno mica le cose da privatizzare in Italia) e su alcune sue criticità in questa fase così concitata. Manovra che al di là dell’effetto annuncio è ancora in divenire.
Di sicuro si tratta di una manovra congiunturale, dettata dall’emergenza per assecondare le richieste che la Bce ha voluto a garanzia del suo intervento sul mercato nell’acquisto di titoli di Stato italiani. Per una manovra strutturale, invece, i tempi non possono che essere più lunghi. Tuttavia, è pur vero che tre anni di legislatura ancora non sono bastati….