
L’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana ha comunicato un nuovo raid israeliano nei pressi della città siriana a maggioranza drusa di Sweida, nel sud del Paese. Si tratta del primo attacco dopo il ritiro notturno delle forze governative siriane da Sweida, rivendicato da Israele dopo gli scontri tra combattenti drusi e tribù beduine che hanno causato quasi 600 morti, secondo una Ong. Secondo Sana, “gli aerei di occupazione israeliani hanno effettuato un raid alla periferia di Sweida”.
In seguito all’attacco alla Chiesa cattolica di Gaza, il portavoce delle IDF ha affermato che “frammenti di un proiettile sparato durante le attività operative nella zona hanno colpito accidentalmente la chiesa. La fonte dell’incidente è sotto inchiesta e l’accaduto è in fase di verifica”. L’esercito ha dichiarato che “le IDF dirigono i loro attacchi solo contro obiettivi militari e fanno tutto il possibile per ridurre al minimo i danni a civili ed edifici religiosi. Le IDF si rammaricano per qualsiasi danno involontario”. La reazione di Donald Trump ai bombardamenti di Israele a Gaza e sulla chiesa a Gaza non è stata positiva. Ha chiamato Netanyahu per affrontare questi attacchi”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel briefing con i giornalisti. Israele è uno “stato terrorista”, che usa i drusi “come scusa per il suo ‘furto’ in Siria”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, aggiungendo che “Ankara insistera’ sul fatto che l’integrità territoriale della Siria e la sua struttura multiculturale rimangano intatte”. “Vediamo i tentativi di danneggiare il cessate il fuoco che abbiamo raggiunto a Damasco, e questo dimostra che Israele non vuole la pace con la Siria”, ha aggiunto Erdogan. Un carico di 800 tonnellate di farina, acquistate e distribuite dal Programma Alimentare Mondiale (Pam-Wfp) grazie al contributo italiano, è stato consegnato ieri nella Striscia, passando per la Giordania, come parte dell’iniziativa “Food for Gaza”. Lo rende noto la Farnesina. Questa nuova operazione fa seguito all’ingresso a Gaza, a fine maggio, dei 15 camion donati dall’Italia al Pam per sostenere le operazioni di distribuzione di beni umanitari nella Striscia.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convocherà a breve il suo gabinetto di sicurezza a Gerusalemme. Lo ha riferito a Times of Israel uno degli uffici dei ministri. Al centro della discussione, la guerra a Gaza e i negoziati in corso con Hamas per un cessate il fuoco e un accordo di rilascio degli ostaggi. Il ministro della Difesa Israel Katz non sarà presente perché si trova a Washington. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha attaccato il primo ministro Benjamin Netanyahu per le notizie di “flessibilita’” sulla questione delle mappe del ritiro da Gaza nell’ambito dei negoziati per l’accordo sui rapiti. Ben-Gvir ha detto che “l’apparente decisione del primo ministro di accettare di ritirarsi dall’asse Morag come parte dell’accordo di resa ad Hamas è seria e costituisce un’altra capitolazione”. E ha aggiunto: “Netanyahu, non è troppo tardi per tornare in sè. Ferma i negoziati con i terroristi e dai le istruzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi della guerra: piena occupazione, incoraggiamento dell’immigrazione e degli insediamenti”.
Il portavoce dell’esercito israeliano, il generale di brigata Effi Dufferin, ha dichiarato che “l’Idf sta agendo con determinazione per proteggere i cittadini di Israele e prevenire danni alla popolazione drusa. A Damasco, abbiamo attaccato il complesso dello Stato Maggiore e l’area del palazzo presidenziale”, ha sottolineato Dufferin aggiungendo che “Israele non permetterà che il sud della Siria diventi una roccaforte del terrorismo”. Il governo della Slovenia ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, e il ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ‘persona non grata’ in Slovenia. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri slovena, Tanja Fajon, al termine della riunione ministeriale di ieri, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa slovena Sta. La Slovenia e’ il primo Stato dell’Ue ad adottare sanzioni individuali contro ministri israeliani, e secondo la ministra degli Esteri, sono in preparazione anche altre misure a livello nazionale.
Le milizie druse hanno lanciato attacchi di vendetta contro comunità di beduini sunniti nel sud della Siria dopo l’entrata in vigore la tregua annunciata ieri fra gruppi armati drusi e forze governative siriane, che sembra reggere. Come ha fatto a cambiare così?
Giuseppe Basilico

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