Da non crederci: ancora un avvitamento di Prodi. Ora ha detto che al Senato, a riferire di Telecom, è disposto ad andarci. Non si sa quando. Certo dopo aver riferito alla Camera e non prima. Ma ci andrà.
La lieta notizia non l’ha data il Presidente del consiglio in persona (anche questo, evidentemente è un modo di “tenere il punto”), bensì Vannino Chiti, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. “Il presidente Prodi sarà giovedì 28 alla Camera. Successivamente, come ho comunicato al presidente Marini, andrà al Senato. Il giorno verrà stabilitosulla base di una verifica degli impegni del presidente del Consiglio. Come appare evidente né Prodi né il governo hanno mancato di rispetto al Parlamento”.
Queste le parole di Chiti. Se ci sia o meno stata la volontà di mancare di rispetto al parlamento, possiamo convenirne, è materia opinabile. Ma Prodi ha fatto di peggio: ha mancato di rispetto alla nostra e soprattutto alla sua intelligenza. Basta una rapida sintesi delle posizioni espresse una a ridosso dell’altra, per fornire l’immagine di un personaggio ormai cotto e bollito: 1) In Parlamento, ma che siamo matti? 2) Vengo, ma tra dieci giorni. 3) Solo alla Camera, che devo farmi processare due volte? 4) Nessun problema di venire anche al Senato, ma quando mi pare e piace.
L’immagine, abbiamo detto, è quella di una persona bollita. Ma non è da crederci. L’ultimo cambio è da mettere in relazione con l’intervento della procura di Milano e la conseguente raffica di arresti per le “intercettazioni illecite”. Che consentiranno a Prodi di presentarsi in veste di accusatore o, quanto meno, di spostare il tiro. Una fortunata coincidenza. Naturalmente!
NUOVA GIRAVOLTA DI PRODI: ANDRA’ ANCHE AL SENATO. FA LA FIGURA DEL BOLLITO MA C’E’ UNA RAGIONE
L’ultimo cambio è da mettere in relazione con l’intervento della procura di Milano e la conseguente raffica di arresti per le “intercettazioni illecite”. Che consentiranno a Prodi di presentarsi in veste di accusatore o, quanto meno, di spostare il tiro. Una fortunata coincidenza. Naturalmente!

Prodi e il suo clan mi ricordano sempre di più il clan di Boris Eltsin(anche se non ho ancora capito chi abbia il ruolo della figlia di Eltsin Tatiana..)e temo che porteranno all’Italia identiche sciagure e che all’orizzonte si profili lo stesso finale con tanto di Putin italiano(ma non credo che possa essere D’Alema..). Se noi laici avessimo ancora un po’ dell’antico coraggio e delle antiche virtù repubblicane dei Pacciardi, Saragat, Einaudi, Ugo La Malfa, Spadolini e Bettino Craxi forse questo triste finale potrebbe esserci risparmiato.
Prodi si dice vittima dell’intraprendenza del proprio consigliere. Tutto è casuale, poi casualmente scoppia l’inchiesta sulle intercettazioni, e Tronchetti già mezzo golpista! Ora dobbiamo renderci conto da laici cosa sia il nuovo clericalismo incarnato dalla sinistra che non c’é. Un clericalismo così untuoso e da sepolcri imbiancati al cui confronto il clericalismo della Chiesa pecca di ingenuità. Antonio Dani ( a.dani @hotmail.it )
Ci fu un tempo in cui la politica era una cosa seria…..
Berlusconi almeno era stato scelto, Prodi ce lo siamo ritrovato….ma cosa abbiamo fatto di tanto brutto per meritarci premiers siffatti?