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Nota

di Franco D’Alfonso

di Franco D'Alfonso | 2 Gennaio 2008

Il dibattito sull’organizzazione ed il modello di Partito è stato relegato da tutti , noi per primi , in secondo piano rispetto all’approfondimento programmatico e politico , nei primi mesi della Costituente . Nella speranza che il parto del nuovo Ps non superi la gestazione dei mammiferi più grossi , ritrovandoci al convegno di Torino dell’inizio dicembre abbiamo pensato che fosse necessario avviare anche questa discussione.

Proprio al Nord , dove la sinistra intera, e non solo l’area socialista, è ridotta a condizioni di marginalità politica ed organizzativa , è più forte e sentita l’esigenza di dare vita ad un partito “nuovo” anche nelle forme organizzative e, soprattutto , con la necessaria flessibilità potenziale , che permetta l’adattamento alla realtà politica locale. Il Partito “federale” non è un’opzione per la sinistra del Nord, è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per esistere e per tornare ad essere un fattore politico e non un residuato storico.

Forse non casualmente, l’Associazione per la Rnp del Nord , da Trieste a Torino , passando per Venezia , Milano , Genova , ha aggregato un numero considerevole di compagni non provenienti da una tradizione strettamente socialista , che hanno rafforzato le spinte in senso innovativo e difforme rispetto alla tradizione morandiana tipica dei partiti della sinistra : a Torino abbiamo quindi potuto dar vita ad un confronto fra sostenitori di un’organizzazione flessibile, aperta, presidenziale, programmatica di cultura “Radicale” e la scuola intelligentemente morandiana di due compagni come Andrea Parini e Alberto Nigra, solo per citare un esempio.

Abbiamo quindi valutato la necessità di mettere in comune le riflessioni iniziate a Torino in maniera “ordinata” e per questo abbiamo pensato di partire da una vera e propria bozza organica di Statuto sulla quale chiamare a confrontarsi puntualmente , con veri e propri emendamenti più che con affermazioni di principio, allo scopo di giungere entro tempi non lunghissimi ad una proposta da sottoporre al Comitato ed alla Commissione che prepareranno il Congresso . Raccogliendo una proposta già fatta al nostro convegno di Chianciano-Bertinoro 2 , abbiamo chiesto a Daria Veronesi di preparare questa bozza , partendo dallo Statuto del Partito Radicale del 1968 : uno Statuto di Partito allora molto innovativo , che prevedeva strutture federali orizzontali e verticali , una grande autonomia politica ed organizzativa ed una democrazia governante interna al Partito molto ben strutturata , ragione per la quale, incidentalmente, Marco Pannella si è affrettato ad accantonarlo prima di applicarlo per evitare lo sviluppo di un’organizzazione di Partito non controllabile .

La bozza elaborata, che è stata presentata da Daria a Terni , rappresenta già un primo livello di elaborazione che tiene conto di obiezioni e suggerimenti di tradizionalisti come io stesso sono , nonchè quelli di Andrea Parini , Alberto Nigra , Beppe Garesio ed altri . A partire da qui , penso che potremo arrivare in breve ad una proposta ampiamente condivisa tra noi , per un confronto più ampio e certamente più complicato.

Franco D’Alfonso
Club Porto-Franco
Milano

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    2 Gennaio 2008 alle 13:41

    VENTO DEL NORD
    Questo importante articolo di Pietro Nenni sull’Avanti, agli albori della (1^?) Repubblica, diede il la per una rivoluzione “progressista” dell’Italia uscita da una devastante guerra.
    Nenni rappresentava le “novità ” della reppubblica, il desiderio di progredire, di integrarsi con le maggiori democrazie e, non a caso quindi, i primi sindaci di Milano (capitale economica) GRAVIDA DI LAVORATORI DIPENDENTI ED AUTONOMI, furono SOCIALISTI.
    Ciò durò, trascinandosi stancamente, fino a Pillitteri. Poi il declino dei valori e delle idee, fece perdere alla “sinistra”, anche a quella che imbracciò la spada del moralismo senza essere degnamente moralista, il senso della realtà.
    Riemerse Carlo Cattaneo ed i Leglisti che lo interpretarono (a modo loro). Oggi il nord è governato da nuovi “innovatori” che hanno certamente più idee (o meno incredibilità) degli altri, abituati ormai ad “obblighi e divieti” da “minculpop” o da “kominform” .
    Ma a Nenni bisogna riferirsi anche per altre verità, del tipo LE IDEE CAMMINANO SULLE GAMBE DEGLI UOMINI.
    Oggi vedo solo ARTOLESI.
    Pessimista? no, realista!
    G.M.

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