di Stefano Pelaggi
Sin dai giorni immediatamente successivi alle elezioni statunitensi, Pechino ha guardato con sospetto e velato timore alle mosse di Donald Trump.
La telefonata con la presidente taiwanese TsaiIng-Wen ha suscitato grande agitazione sia in Cina sia negli Usa. L’inusuale approccio in politica estera di Trump ha colto di sorpresa il mondo intero, ma in particolare la leadership cinese è rimasta spiazzata dalla strategia comunicativa del presidente statunitense.
Nell’interpretazione della stampa cinese, l’incontro nella residenza di Trump a Mar-a-Lago con il presidente cinese Xi Jinping ha inaugurato un nuovo corso nelle relazioni sino-statunitensi. Il meeting è stato presentato come un successo diplomatico, soprattutto nella chiave del riconoscimento del ruolo di Pechino nella politica internazionale.
La lettura che i media cinesi hanno dato all’incontro di Xi con il presidente Trump nella residenza privata in Florida è stata incentrata sul riconoscimento da parte di Washington dell’importanza del ruolo di Pechino nello scacchiere internazionale, sulla necessità di un dialogo continuo tra le due principali economie mondiali e sulla crescente interdipendenza economica tra i due Paesi. La Cina da anni sta cercando di presentarsi in patria e all’estero, seguendo una rivisitazione della filosofia confuciana, come una potenza benevola e responsabile che coniuga armonia sociale e interessi condivisi. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3922

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