di Emanuele Bobbio
Il 19 maggio si svolgeranno le elezioni presidenziali nella Repubblica islamica dell’Iran: i risultati saranno fondamentali per il futuro della politica iraniana nel Medio Oriente e nel mondo. Secondo le regole costituzionali, il 20 aprile il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, un gruppo di sei giuristi nominati dalla Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha valutato diverse candidature e ne ha approvate sei, bocciando tra l’altro figure importanti come l’ex presidente Ahmadinejad.
I centri di potere e le alleanze
Le vicende politiche della Repubblica Islamica sono sempre state raccontate come uno scontro tra candidati conservatori e candidati riformisti. Analizzando la situazione più a fondo, è possibile identificare in Iran tre centri di potere: il clero sciita, i tecnocrati e l’apparato di sicurezza, militare e paramilitare. Nessuno di questi gruppi, a partire della fondazione della Repubblica nel 1979, ha mai avuto un potere tale da governare il Paese da solo, ma è sempre stato necessario costruire alleanze. Leggi tutto:

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