La Corte Costituzionale ha rinviato la decisione sulla legittimità dell’Italicum ma non per questo il tema ha perso di attualità. Il rinvio favorisce il partito del SI o quello del NO al referendum? Cosa succederà dopo il 4 dicembre? Lo abbiamo chiesto all’on. prof. Carlo Felice Besostri, grande animatore di quel gruppo di giuristi di cultura laica, liberale e socialista che, con il loro ricorso, hanno provocato la pronuncia di incostituzionalità del porcellum e, probabilmente anche dell’Italicum. Nel momento in cui si torna a parlare di una ennesima modifica della nostra legge elettorale, Besostri avverte: non è con le leggi elettorali e costituzionali o con altri stratagemmi che si migliorano i governi. Il problema è sempre la qualità della classe politica.
Non sono le leggi elettorali a migliorare i governi
Intervista al prof Felice Besostri, il giurista che ha “impallinato” il porcellum e, probabilmente, anche l’Italicum.

C’è una parte di verità in quello che dici, Marzio. Ma senza quei clic, più o meno distratti, si rischia l’autoreferenzialità (scusate per la brutta parola).
Sì, ma resta il fatto che in un tourbillon di articoli il dibattito tra i lettori si spenge, Poi direi che cliccare la pagina di un giornale on line non vale quanto il fedele acquirente quotidiano del foglio cartaceo, c’è tutt’altro peso e misura. Centomila visitatori distratti su internet non sono centomila acquirenti e sicuri lettori, e tanti girellano in internet come si girella in auto perché non si sa cosa fare intasando il traffico.
Come accade altre volte, la risposta di Marzio arriva quando ho pensato qualcosa di simile. Caro Nicola, a Pisa si dice “Ogni muta, una caduta”, non so se valga anche a Firenze. Mi pare come quando quel tale ristorantino che è perfetto cosi come è ha le albagie di ingrandire la baracca. Ingrandire, ingrandisce, ma non so perché, ogni volta perde il suo charme, e persino il livello si abbassa. La cucina poi non è piu la stessa se devi servire 40 clienti o cento. Basta fare un salto nella pagina online del Corriere della Sera, un incrocio ormai tra Novella 2000, Grazia e Stop. Quando si fermerà la macchina infernale dei video sulle cose le piu’ cretine? Gli ultimi, le smorfie del principe William che mangia una vongolona, e i balletti demenziali di quel Vacchi, invitato da altrettanta TV demenziale francese! I tempi in cui la Francia invitava una Ornella Vanoni, oppure che Atnavour veniva invitato in Italia, morti e sepolti. Ci puo’ essere una mediazione tra “4 amici al bar” e un giornale che contiene di tutto, di troppo? Nicola saprà ingrandire mantenendo lo spirito e la qualità, la sta la sfida, e ci riuscirà.
Caro Marzio,
non è quella attuale la prima modifica apportata a Pensalibero in tredici anni di vita. Ti ringrazio per la domanda che rivolgi evidentemente in forma retorica: abbiamo l’obbiettivo occulto di distogliere dal dibattito sul referendum? Magari avessimo tutta questa importanza (e influenza sui lettori). No, abbiamo solo l’ambizione di aumentare la qualità e quantità dei contenuti. L’aumento dei collaboratori con idee e linguaggio nuovi dimostra che questo è l’obbiettivo. Dovrei sottolineare anche l’aumento notevole dei lettori, ma non ci piace darci arie e soprattutto, potrebbe portare male…
Secondo me il percorso ancora non è completato perchè sarà funzionale per ciò che dobbiamo salvare e che tu chiami “il botta e risposta tra i lettori, che era il vero succo del giornale”, una più nitida veste grafica. Alla quale, mi pare, ci stiamo avvicinando….
Grazie per la tua segnalazione, della quale terremo conto.
Caro Nicola,
la decisione di trasformare Pensalibero da settimanale a quotidiano on line proprio ora non è stata opportuna o almeno è fuori tempo. Dico proprio ora perché ora si apre la grande e ridicola stagione del SÌ e del NO, nei prossimi mesi il dibattito non verterà su altro che non sia il tentativo di arginare la grancassa del buffone di Palazzo Chigi per il SÌ, il quale sfrutterebbe all’occasione, magari gli si desse, anche per inaugurare i nuovi cessi alla stazione di Empoli, con al seguito l’informazione untuosa, stomachevole e codina della Rai, dove i lecchini di Lardo De Gasperi si mostrano insuperabili. Il Pensalibero quotidiano diluisce e stempera il dibattito nella quantità di articoli fuori tema referendum, grazie pure alla caritatevole convinzione di tanti nel sentirsi giornalisti, anche se solo esprimono banalità risapute. Il Pensalibero quotidiano uccide il dibattito e il botta e risposta tra i lettori, che era il vero succo del giornale, altrimenti ridotto a un elenco di compitini sull’attualità, compitini ben fatti ma esangui. O è proprio questo l’obiettivo occulto del Pensalibero quotidiano, distoglierci dal referendum? Non voglio crederlo, e a mio avviso Pensalibero dovrebbe perciò tornare ad essere settimanale, col noto seguito di lettori incazzati che ne sono da sempre il sale.