Insomma rappresentare i Sindaci come ossessionati dalla volontà di aumentare le tasse a tutti i costi è falsa e anche offensiva. Semmai bisognerebbe apprezzare il fatto che gli incrementi fiscali sono stati contenuti in misura inferiore ai tagli subiti.
Non siamo ladri ne tanto meno taglieggiatori a suon di tasse, i sindaci si ribellano.
“Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che venga punito secondo la legge. Ma non si può pensare che per un sindaco o un assessore che utilizza in modo sbagliato le risorse o ottiene vantaggi personali si possa dare una immagine negativa di tutta una classe di amministratori locali”.
Non ci stanno a passare per ladri, per incompetenti e “taglieggiatori” dei cittadini a suon di tasse, soprattutto perchè a differenza dei politici di primo piano (parlamentari e senatori) ci mettono la faccia e vanno casa per casa a chiedere i voti personalmente e non godono il privilegio di far parte di liste bloccate ottenendo i favori del potentato di turno. Sono sul piede di guerra i sindaci italiani di ogni schieramento dopo le varie bufere giudiziare che in ordine sparso e senza guardare il colore politico hanno “toccato” sindaci di diverse città e province italiane in casi e situazioni molto differenti l’una dall’altra. E lo fanno per voce del coordinatore dei giovani sindaci italiani dell’Associazione nazionale dei comuni italiani e per quella del presidente degli 8500 amministratori in fascia tricolore.
“Noi sindaci ed amministratori locali ci troviamo ogni giorno a lavorare per risolvere i problemi delle nostre comunità con sempre meno risorse economiche ed umane. Lo facciamo con entusiasmo, spirito di servizio e voglia di cambiare. Purtroppo quando ci sono attacchi gravi, o le intimidazioni sia a Sud che a Nord, non vediamo un supporto concreto. Anzi troppo spesso si usano altre situazioni per polemizzare e mettere alla berlina tutta la classe politica degli amministratori locali”. E’ l’amara considerazione del coordinatore nazionale di Anci Giovani, Gianluca Callipo, che sottoscrive in pieno l’appello bipartisan promosso da alcuni sindaci per sottolineare il difficile compito dei primi cittadini.
Tutto questo in un momento in cui il loro ruolo è criticato a dispetto degli enormi sacrifici dei Comuni per garantire i servizi in una stagione di dolorosi tagli ai bilanci. “Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che venga punito secondo la legge”, sottolinea Callipo riferendosi alle indagini che hanno lambito alcuni amministratori locali. “Ma non si può pensare che per qualcuno che utilizza in modo sbagliato le risorse o ottiene vantaggi personali si possa dare una immagine negativa di tutta una classe di amministratori locali”.
Anche perché “danneggiarli – argomenta il coordinatore Anci – significa danneggiare una parte importante delle istituzioni, soprattutto quel livello che si confronta ogni giorno con i cittadini e che ha bisogno di forza e credibilità fondamentale per la democrazia”.
E a rafforzare le testi di Callipo arriva la posizione ufficiale del sindaco di Torino Piero Fassino, presidente nazionale dell’Anci.
“Continuano a circolare sul tema della fiscalità locale cifre, analisi, giudizi spesso inesatti e anche strumentali, che quasi mai tengono conto dei molti cambiamenti normativi che sono piovuti addosso ai Comuni e che sono intervenuti nel corso di pochi anni nella tassazione sulla casa, passata – in poco tempo- da ICI a IMU a TASI. Con continue modifiche di aliquote e modalità applicative. Ma soprattutto non si può seriamente parlare degli incrementi della fiscalità locale senza contemporaneamente fornire i dati relativi ai tagli subiti in questi anni dai Comuni, i quali dal 2010 a oggi hanno visto ridotte le loro risorse per circa 18 miliardi di euro, cifra in alcun modo compensata dagli incrementi molto più bassi della fiscalità locale.
Per altro andrebbe sempre ricordato che gran parte dell’introito fiscale su casa e beni immobili viene incamerato dallo Stato, lasciandone ai Comuni una esigua parte.
Insomma rappresentare i Sindaci come ossessionati dalla volontà di aumentare le tasse a tutti i costi è falsa e anche offensiva. Semmai bisognerebbe apprezzare il fatto che gli incrementi fiscali sono stati contenuti in misura inferiore ai tagli subiti.
Insomma rappresentare i Sindaci come ossessionati dalla volontà di aumentare le tasse a tutti i costi è falsa e anche offensiva. Semmai bisognerebbe apprezzare il fatto che gli incrementi fiscali sono stati contenuti in misura inferiore ai tagli subiti.
E se i Comuni hanno continuato a garantire asili, scuole materne, assistenza agli anziani, trasporto pubblico, sostegni ai disabili, contrasto alle povertà e altre politiche al servizio dei loro concittadini, ciò è avvenuto perché ogni Sindaco ha riorganizzato il proprio bilancio, razionalizzato la propria macchina comunale, ha ridefinito le priorità della propria spesa, operando ogni giorno con oculatezza per non scaricare sui propri cittadini i tagli decisi dal governo nazionale.
Quando ha dovuto ricorrere a incrementi fiscali, lo ha fatto nella misura minima necessaria e proprio perché non era possibile garantire i servizi in altro modo.
Questa è la verità completa e questa va spiegata in ogni momento e in ogni occasione in cui si rappresenta ai cittadini il ruolo impegnativo dei Comuni e le loro politiche anche contributive, al servizio delle comunità e non contro di loro”.

Buongiorno vice Direttore Dr. Mannucci,
Ho sentito questa mattina nel notiziario di RMC ( emittente cui editori Hazan si dichiarano di sinistra) che TUTTO il ‘popolo’ austriaco ha legittimamente votato contro la prospettiva di avere una destra xenofoba al governo. Premiando la coalizione dei Verdi. Mi risulta che la differenza dei voti scrutinati sia di circa 30.000 voti pari allo 0, 6 %.
Ne deduco che il famoso popolo austriaco sia quindi esattamente diviso al 50 % . Le domando: ma come è possibile che certi media abbiano il coraggio di sparare considerazioni simili ????
Cordialità
MAURIZIO Oberti
Lei Oberti ci pone la classica domanda da un milione di dollari….che tocca il cuore e la mente di un giornalista che crede e ama la sua professione. Esiste nel nostro Paese una informazione libera, competente che ponga la ricerca della verità prima di tutto quale Stella Polare nel rapporto con i propri lettori? Noi su queste colonne, grazie all’intuizione del direttore Nicola Cariglia e del “Gruppo i 101” che sostengono la testata che guarda caso si chiama proprio “Pensalibero”, ci proviamo tutte le settimane con la nostra singolare “ricetta”. Un giornale, un giornalista è ovvio che non possa e non debba avere la pretesa di detenere con se la verità assoluta, ma opinioni e soprattutto i fatti devono essere rappresentati a nostro avviso con precisione e onestà in modo da lasciar libero il lettore di sviluppare una sua idea e un suo convincimento sulle cose. Le riporto testualmente ciò che è scritto nel nostro “Chi siamo”: “Solo su questo Pensalibero rispetta una coerenza maniacale. Su tutto il resto nessuno si sorprenda di leggere articoli che contengono giudizi e soluzioni differenti per gli stessi problemi. Il giornale non ha da imporre alcuna linea. E, per quanto possa interessare, non è in obbligo con alcuno che una qualsiasi linea possa o voglia imporgliela”. Detto questo Le pongo io una domanda. Le pare normale che nel nostro Paese la concentrazione dei poteri forti, imprenditoriali, economici e politici detenga il monopolio dell’informazione, cartacea, televisiva pubblica e privata? Metta insieme le due cose e avrà presto una risposta. La prego solo di una cosa, continui a leggerci, interrogarci con le sue brillanti missive e diffonda più che può tra i suoi amici il “Suo e il Nostro” Pensalibero.
Alla prossima.
Suo Cesare Mannucci
Caro DR. Mannucci
il Suo editoriale ancora una volta ha colto nel segno. Fare di tutta un’erba un fascio quando si considera, in modo prevenuto, che tutti i Sidaci siano approfittatori e “furbetti” è sbagliato. La mia professione di Amministratore condominiale è simile, per tanti versi, a quella di un Sindaco. Anche qui si tratta di amministrare i beni comuni con oculatezza e precisione. Tuttavia , come succede spesso nei condomini, alcuni condomìni che lo compongono non pagano le spese . ( volutamente o no) e questo impedisce di attuare parte degli interventi programmati ( e sottoscritti), peraltro a discapito di chi, al contrario, ha mantenuto fede a quanto era tenuto a versare. Questo è in piccolo e secondo me, la situazione che un Sindaco si trova nella gestione del suo paese o città. In definitiva se tutti rispettassero gli impegni si avrebbero le risorse necessarie per portare avanti quanto programmato, con evidente positività per tutta la comunità . ( Sindaco compreso )
La saluto cordialmente
Maurizio Oberti
Carissimo Oberti,
mi passi la battuta lei milanese doc e per professione immagino quindi sia stato un grande elettore dell’amministratore di condominio di Milano, Gabriele Albertini nei suoi due mandati a palazzo Marino. A parte gli scherzi ha colto nel segno i sindaci come Lei ben immagina da diversi anni a questa parte si trovano sempre di più con la coperta corta. I tagli dei trasferimenti statali, il rigido rispetto del Patto di Stabilità interno, i pochi oneri d’urbanizzazione derivanti dagli interventi edilizi sempre più ridotti a causa della crisi, fanno si che i primi cittadini si trovino costretti a far leva sulle tasse locali per far quadrare i conti per mantenere il solito “tran, tran”. E’ verissimo quello che dice Lei che se ci fosse più onestà da parte di tutti molte risorse finanziare si potrebbero trovare per finanziare gli importanti interventi e servizi che ogni comunità attende. Ha dimenticato solo un piccolo ma non trascurabile particolare nella sua attenta analisi. Forse anche all’interno delle Amministrazioni comunali bisognerebbe fare più attenzione agli inutili sprechi e controllare meglio l’efficacia, l’efficienza e l’onestà dei propri dipendenti. Non immagina quanti soldi in più si troverebbe un sindaco a gestire ogni anno.
Con viva cordialità
Cesare Mannucci