Gentile redazione,
accanto al dibattito sulla legge elettorale, che con l’abolizione delle preferenze ha rappresentato una svolta autoritaria e accanto al dibattito riguardante i sommovimenti che interessano i partiti politici italiani e le
loro manovre nel tentativo di darsi assetti più confacenti alla mutata situazione generale, metterei anche quello sulla difesa e sulla salvaguardia della Democrazia. Credo che qualunque democratico dovrebbe vedere negativamente e contrastare i processi di trasferimento del potere dalla periferia al centro, cosa che di fatto è avvenuta con l’abolizione del voto di preferenza, e dovrebbe battersi a favore dei processi di segno opposto,
avendo ben presente il fatto che il potere del centro è un potere delegato dalla periferia. Credo anche che questi aspetti, fondamentali per un equilibrato progresso democratico, trovino difficilmente ascolto e spazio
nei partiti in generale che mostrano una sempre maggiore difficoltà ad interpretare le sollecitazioni che provengono dai cittadini. Forse la soluzione sta nel promuovere in maniera forte l’associazionismo per far sì
che le istanze diffuse siano organizzate in domande (domanda di democrazia, domanda di sicurezza, domanda di pari opportunità, ecc.) di tipo “verticale”
e non si frastaglino in modo “orizzontale” e quindi inefficace, nel tentativo di trovare risposte nei diversi partiti. Forse la soluzione a favore del bene del paese non sta solo nella conquista del potere da parte
di quelli che ognuno di noi elettori reputa i migliori e i portatori delle idee nelle quali ci identifichiamo, bensì sta anche e soprattutto, nel dare strumenti ai cittadini al fine di organizzare le loro esigenze in domande,
cui poi il potere delegato è costretto a dare risposte.
Cordiali saluti.
Danilo Di Mambro

Gentili amici di Pensalibero,
a proposito di riunire le forze su iniziative specifiche, sarebbe necessario che nell’agenda della politica fosse inserita la questione della sicurezza stradale e delle vittime degli incidenti. Sembra assurdo che 7/8.000 morti ogni anno sulle strade italiane non costituiscano una priorità assoluta da risolvere, eppure non c’è un politico che affronta il problema al verso giusto, proponendo cioè modifiche allo stato di fatto, in grado di diminuire drasticamente quella atroce strage. In realtà avrei anche capito perché, in effetti i morti non votano e il cittadino che sarà vittima, quando va a votare ancora non sa che lo diventerà, evidentemente, quindi quei morti non sono elettoralmente interessanti, né rappresentano una categoria che può fare pressioni. Allora perché il politico dovrebbe proporre cambiamenti? Io oserei dire per civiltà, ma dato che la politica governa senza sentimenti posso comprendere (senza giustificarle) le scelte fin qui operate. Quello che non riesco proprio a capire è perché tutti noi, semplici utenti della strada e, purtroppo, potenziali vittime di incidenti (tocco ferro anch’io), non prendiamo posizione!? Perché tra le tante cose che si discutono, anche in rete, questa appare così poco!? La dimensione insufficiente del problema non può essere, allora sarà qualche altra cosa. Sarà forse che a forza di dirci che basta essere prudenti nella guida ci hanno convinto che i colpevoli siamo noi. Solo che io per esempio sono prudentissimo, ma i morti sono sempre lo stesso numero e non è ironia. E non riesco nemmeno a capire, non più da utente, ma da cittadino questa volta, perché non ci sono ambiti pubblici dove questo problema, ripeto gravissimo, venga discusso. Mi convinco sempre di più che chi è sensibile nei confronti di questa questione dovrebbe scendere sul piede di guerra. Non c’è possibilità, senza che dall’opinione pubblica si alzi fortissima la domanda di sicurezza stradale, che le autorità preposte riescano a risolvere il problema. Penso che la prima cosa da fare sia di respingere con forza e sempre la colpevolizzazione del conducente. E’ un alibi per chi dovrebbe fare e non fa e serve per reprimere quel po’ di domanda di sicurezza che nei cittadini c’è già. Questo è un appello a tutti, utenti e addetti ai lavori al di qua della barricata (al di là c’è chi dovrebbe fare le leggi), perseguiamo l’obiettivo di una “politica” unitaria, magari utilizzando di più la rete ed adottiamo il grido di battaglia “IO SONO UN CONDUCENTE PRUDENTE E RISPETTOSO E NON VOGLIO DIVENTARE UNA VITTIMA DELLA STRADA”. Una nova grande milizia dovrebbe nascere, altro che Templari, lo scopo? Salvare la vita alle 3.000 persone che altrimenti moriranno sulle nostre strade da oggi fino alla fine dell’anno e poi alle 7/8.000 cui toccherà la stessa sorte nel 2007 e così via per ogni anno a seguire. Sarebbe giustificata l’istituzione di un esercito (virtuale) che si dedicasse in modo specifico a questo scopo? In altre parole sono abbastanza le vite da salvare perché ci si attrezzi con tutte le energie possibili? Vi parrà strano ma io stento a trovare cose più importanti da fare per la nostra civiltà e mi turba molto il fatto che i nostri politici sull’argomento tacciono e noi cittadini comuni restiamo insensibili.
Cordiali saluti.
Danilo Di Mambro