• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

NON SI PUO’ ESSERE TRUMPIANI CRITICI

C’è geometria variabile nel rapporto tra i leader dei Paesi occidentali e la presidenza Trump, anche con venature psicoanalitiche, perché nella relazione intervengono fattori come la paura di essere maltrattati personalmente in mondovisione ed essere responsabili di ritorsioni economiche. L’Italia, in questo quadro, ha un comportamento del tutto particolare, in bilico ambiguo tra i due lati dell’Atlantico, con la premier molto attratta in chiave ideologica dal padrone della Casa Bianca, ma anche sempre intenta a rassicurare i partner europei. L’atteggiamento del presidente americano verso l’Europa, in verità, è brutalmente chiaro e non fa sconti neppure alle amiche, riassumendosi nella convinzione che l’esistenza stessa dell’Unione Europa sia stato un inganno costruito apposta per “fregare” gli Stati Uniti. I nostri Padri fondatori, da De Gasperi a Schuman sarebbero stati dei gran furbacchioni che tramavano alle spalle dello zio Sam.

di Beppe Facchetti | 18 Febbraio 2026
US President Donald Trump meets with Italian Prime Minister Giorgia Meloni as Vice President JD Vance (R) looks on in the Oval Office of the White House in Washington, DC, on April 17, 2025. Italy’s Prime Minister Giorgia Meloni meets with Donald Trump Thursday in Washington, hoping a personal charm offensive can help convince the US president to cut a more favourable deal on EU tariffs.

C’è geometria variabile nel rapporto tra i leader dei Paesi occidentali e la presidenza Trump, anche con venature psicoanalitiche, perché nella relazione intervengono fattori come la paura di essere maltrattati personalmente in mondovisione ed essere responsabili di ritorsioni economiche.

L’Italia, in questo quadro, ha un comportamento del tutto particolare, in bilico ambiguo tra i due lati dell’Atlantico, con la premier molto attratta in chiave ideologica dal padrone della Casa Bianca, ma anche sempre intenta a rassicurare i partner europei.

L’atteggiamento del presidente americano verso l’Europa, in verità, è brutalmente chiaro e non fa sconti neppure alle amiche, riassumendosi nella convinzione che l’esistenza stessa dell’Unione Europa sia stato un inganno costruito apposta per “fregare” gli Stati Uniti. I nostri Padri fondatori, da De Gasperi a Schuman sarebbero stati dei gran furbacchioni che tramavano alle spalle dello zio Sam.

La gente comune è più tranchant, oscillando in gran maggioranza, così dicono i sondaggi, tra lo sbigottito e lo sconsolato, con una frangia minoritaria di ammiratori del metodo del tycoon, “uno che le dice chiare”.

E’ il grande vantaggio competitivo degli autocrati rispetto ai liberaldemocratici: appaiono decisionisti, netti, coerenti.

Per chi ha responsabilità di governo, il contrasto non può però essere risolto mandandolo al diavolo.

In giro per il mondo, qualche boomerang ha peraltro funzionato. Ne sanno qualcosa i liberali canadesi e i laburisti australiani che hanno vinto elezioni date per perse, proprio per reazione a Trump. All’argentino Milej è andata bene perché con un metodo simile a quello del Comandante Lauro di un tempo, l’America ha promesso finanziamenti condizionati al voto per il re della motosega, e quest’ultimo l’ha spuntata. In Ungheria (100 miliardi di aiuti da Bruxelles per ricattare l’UE), potrebbe saltare ad aprile il pilastro trumputiniano di Orban, ma è partito un soccorso trasversale da Rubbio (e si capisce) a Meloni e Salvini, con quali vantaggi per l’Italia non si coglie bene.

Dopo il trattamento Zelensky che mandava in frantumi qualsiasi regola di relazione diplomatica e di rispetto personale, ciascuno ha scelto comunque la sua sfumatura di opportunità.

 Più coraggiosi e con la schiena dritta Macron e Sanchez, del tutto piegato a 90 gradi il segretario Nato Rutte, desolante Von der Lyen andata a ringraziare Trump a casa sua per aver quintuplicato i dazi per l’Europa.

In questo senso, si può dire che Trump abbia sempre confermato gli obiettivi antieuropei dichiarati, ma aver spinto il Regno Unito nelle braccia dell’Europa è un risultato molto poco lungimirante per lui, ottimo per noi. Somiglia a quello di aver portato Svezia e Finlandia nella Nato del suo amico Putin. Trump naturalmente ritiene di aver fatto cose straordinarie per gli americani, ma dopo dazi e dollaro più debole i sondaggi interni stanno andando molto male e le elezioni di novembre potrebbero essere catastrofiche, aprendo – con una nuova maggioranza parlamentare – persino il baratro dell’impeachment.  Si parla per questo addirittura di un tentativo di bloccare le elezioni, ultimo anello di un percorso eversivo iniziato con l’attacco a Capitol Hill.

Di fronte a tutto questo, per Giorgia Meloni i problemi sono seri, volendo fare surf in Europa ma continuando ad evitare l’impressione stessa di una critica alla Casa Bianca, anche a costo di “osservare” il consiglio di amministrazione dei dittatori per Gaza. Scivola sul ghiaccio meglio che alle Olimpiadi, ma qualche incongruenza grave è già emersa. Per 48 ore, poco più, ha mollato le intese con l’odiata Francia ed ha varato uno stretto legame con Merz e la Germania.  Non parliamo di asse Roma-Berlino per carità di Patria, ma tutto è saltato non appena il Cancelliere ha fatto notare che la politica MAGA da Marchese del Grillo non gli piace. La sovranista Meloni ha subito mollato l’intesa preferenziale.

Molti nodi rischiano ora di sciogliersi. Non si può essere troppo a lungo europeisti e nazionalisti, pro Orban, pro Vox e percettori del Pnrr. L’Italia delle convergenze parallele è finita da tempo. Con uno come Donald non resistono i trumpiani critici.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : Apertura

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti