
Ieri, seduta positiva a Wall Street con il settore finanziario in rialzo e con in evidenza Citigroup e JPMorgan, in rialzo rispettivamente del 2,6% e dell’1,5%. Giornata positiva anche per i tech, con Apple che e’ stato il migliore con un rialzo del 3,1%; Nvidia ha guadagnato l’1,2%, cosi’ come Amazon, reduce da nove sedute in calo, la serie peggiore dal 2006. Restano sotto pressione i titoli del software, a causa dei timori sul terremoto che l’AI sta portando nel settore, cosi’ come in quelli immobiliare e dei servizi finanziari. Il Dow Jones e lo S&P 500 sono entrambi reduci dalla quarta settimana in ribasso sulle ultime cinque. Il Nasdaq ha registrato la quinta settimana consecutiva in negativo, la piu’ lunga serie di perdite dal 2022. Gli investitori avevano mostrato segni di scetticismo sul fatto che l’aumento della spesa per infrastrutture di intelligenza artificiale da parte delle maggiori aziende tecnologiche statunitensi avrebbe portato a maggiori ricavi, innescando impennate delle valutazioni che hanno messo sotto pressione le mega-cap quest’anno.
LE MINUTE DEL FOMC.
Secondo i verbali relativi alla riunione del Fomc, pubblicati ieri sera, I funzionari della Fed sono divisi sul futuro andamento dei tassi di interesse, a dimostrazione di una tensione tra coloro che vogliono tassi fermi per combattere l’inflazione e chi invece vuole sostenere il mercato del lavoro attraverso una riduzione del costo del denaro, per favorire la ripresa economica. Diversi partecipanti hanno indicato che ulteriori riduzioni dei tassi sui fondi federali sarebbero probabilmente appropriate se l’inflazione continuasse a scendere in linea con le loro aspettative. Altri hanno sostenuto che potrebbe essere prudente mantenere stabile il tasso di riferimento per un certo periodo e alcuni hanno persino sollevato la possibilità che aumenti dei tassi possano rendersi necessari se l’inflazione rimanesse persistentemente al di sopra dell’obiettivo. Inoltre, la stragrande maggioranza dei membri del board ha ritenuto che i rischi al ribasso per l’occupazione si siano attenuati negli ultimi mesi, mentre permane il rischio di un’inflazione più persistente. La Fed ha lasciato il tasso sui fondi federali invariato nell’intervallo obiettivo del 3,5%-3,75% nella riunione di gennaio 2026, in linea con le aspettative, dopo tre tagli consecutivi dei tassi lo scorso anno.
VALUTE.
L’euro si è indebolito scendendo sotto quota 1.1800 e realizzando un minimo a 1.1782, in un contesto di debolezza di Euro dovuta anche alle voci di possibili dimissioni anticipate di Miss Lagarde. Secondo il Financial Times, Lagarde starebbe valutando la possibilità di dimettersi prima delle elezioni presidenziali francesi del 2027, sebbene non sia stata ancora fissata una data. Se dovesse andarsene prima del previsto, il presidente francese Emmanuel Macron, non eleggibile per un terzo mandato, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella scelta del suo successore. All’inizio di questo mese, alcune indiscrezioni indicavano anche che François Villeroy, governatore della Banca di Francia e ampiamente considerato un decisore accomodante, si dimetterà a giugno, ben prima della scadenza del suo mandato, prevista per ottobre 2027. Con l’inflazione nell’area dell’euro sostanzialmente sotto controllo, e sotto le aspettative, si prevede che la Bce possa ridurre il costo del denaro verso la fine del 2026. Sempre sul fronte cambi, segnaliamo la ripresa del UsdJpy, salito prepotentemente sopra 155.00 e possibili target verso 158.00 nuovamente, specie dopo le parole di Takaichi, intenta a sostenere un aumento della spesa pubblica per rilanciare l’economia giapponese. Salito anche l’EurJpy che torna verso 183.00 mentre il Cable crolla dotto 1.3500, spingendo EurGbp a 0.8740.Correzione delle oceaniche mentre UsdCnh torna sopra 6.9000.
USA, PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione manifatturiera negli Stati Uniti è aumentata dello 0,6% a gennaio 2026, il valore più alto da febbraio 2025 e superiore alle aspettative del mercato, pari allo 0,4%. La produzione manifatturiera di beni durevoli è aumentata dello 0,8%, con incrementi in quasi tutti i settori dei componenti, inclusi aumenti di almeno l’1% nella produzione di prodotti minerali non metalliferi, macchinari, computer e prodotti elettronici, beni durevoli vari e veicoli a motore e relativi componenti, che sono aumentati per la prima volta da agosto 2025. La produzione manifatturiera di beni non durevoli è aumentata dello 0,4%, con risultati contrastanti tra i settori dei componenti: gli aumenti nella produzione di carta, stampa e supporti, prodotti chimici e prodotti in plastica e gomma hanno più che compensato i cali nei restanti settori. L’utilizzo della capacità produttiva per il settore manifatturiero è aumentato di 0,4 punti percentuali a gennaio, attestandosi al 75,6%, un tasso inferiore di 2,6 punti percentuali rispetto alla media di lungo periodo (1972-2025).
Saverio Berlinzani

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