Carissimi amiche ed amici,
tra pochi giorni si terrà a Chianciano la riunione cosiddetta “Bertinoro2” alla quale parteciperò per motivi di lavoro soltanto nella giornata di domenica e vorrei esporvi qualche riflessione che mi è sorta in questi ultimi tempi. Molte cose si stanno muovendo nel panorama politico italiano e tutte riguardano da vicino il futuro ed il destino del nostro mondo laico, liberale e riformista. L’avvenimento che interesserà in maniera forte ed immediata il progetto che nacque a Bertinoro secondo me è la designazione a leader del Partito Democratico di Walter Veltroni. La figura stessa di Veltroni, il suo essere talmente ecumenico ed avvolgente da appianare qualsiasi contrasto, già da ora pone delle problematiche forti soprattutto per quei riformisti usciti dai DS in polemica sul modo in cui stava nascendo il Partito Democratico, esempio lampante le posizioni pro Veltroni da parte di Caldarola, ed inevitabilmente ora costoro si ritrovano attratti dalla prospettiva di aderire ad un Partito Democratico veltroniano tra le altre cose a parole molto vicino alle posizioni del New Labour. Stesse considerazioni presto o tardi attraverseranno gli amici dello SDI, i quali non bisogna mai dimenticarlo furono tra i primi a lavorare a prospettive del genere e che hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con Veltroni. In sintesi credo che le sirene veltroniane ammaglieranno presto o tardi gran parte di coloro che proveniendo dal mondo DS e SDI parteciparono a Bertinoro. Per di più credo che sia sempre più evidente che le famose, e da alcuni tra cui il sottoscritto, temute truppe ex DS di Mussi&C. stiano marciando verso altri lidi ben più rossi e bertinottiani. Discutere a Chianciano di Bertinoro2 senza tener presente questi avvenimenti sarebbe un po’ come discutere di geografia presupponendo che la Terra sia piatta. La novità Veltroni indebolisce indubbiamente, soprattutto nei prossimi tempi a livello numerico, il progetto Bertinoro ma questa seconda repubblica in grandissima crisi come ogni periodo di crisi lascia aperte altre possibilità. E’ di ieri il lancio del network liberale e volenteroso di Capezzone con alcune idee forti, molte per me condivisibili ed altre che mi lasciano perplesso, che potrebbe scuotere se ben sostenuto lo stagno della politica italiana. Capezzone, con i tutti i suoi pregi e i suoi difetti, è sicuramente una delle poche risorse di cui il nostro mondo dispone e perciò sarebbe un enorme errore cadere nel solito settarismo per ostracizzarlo in tutti i modi in stile pannellian-stalinista invece che cercare possibili convergenze. Infine, come ho detto altre volte, all’orizzonte piaccia o meno si intravede il momento della discesa in campo di Montezemolo che cambierà in maniera radicale lo scenario politico italiano: Montezemolo è l’unico che possa per carisma, notorietà e mezzi economici portare battaglia nel campo berlusconiano attraendo proprio quei voti laici, liberali e riformisti che oggi con scarsa convinzione, più in funzione anti Unione che altro, votano per Berlusconi. Non vedere questo elemento sarebbe una prova di fortissima miopia politica. Io resto convinto che in Italia ci sia spazio e necessità per un forte partito politico laico, liberale e riformista che porti avanti una politica estera occidentale senza se e senza ma, esattamente come fecero i partiti laici nella Prima Repubblica, oggi necessaria esattamente come ai tempi della Guerra Fredda e che si batta per realizzare la Rivoluzione Liberale in Italia: per farlo credo che si debbano tentare tutte le strade che mano a mano sembreranno percorribili e che prima di tutto si chiarisca una volta per tutte chi tra noi è davvero interessato a questa prospettiva e chi invece la vede come un parcheggio in attesa di altre destinazioni.
Mi auguro che a Chianciano si possa discutere con franchezza e lealtà di queste prospettive.
Fraterni saluti
Federico Baldini

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