Adoro scrivere e generalmente mi viene facile. Non sempre al meglio.
Ma negli utimi giorni lo trovo faticoso.
I profughi avanzano a stento, quando non gli sparano addosso o li fermano e fanno tornare indietro lungo i corridoi umanitari. E noi, seduti sul divano o al pc ci sentiamo in colpa.
Che c’è ancora da dire mi chiedo. Abbiamo tutto sotto gli occhi. Bombe macerie bambini che piangono.
Ma ogni giorno qualcosa di nuovo. Comunicazioni choccanti.
Bombardato un ospedale pediatrico. Contrordine, sarebbe stato abbandonato da una settimana e reso agibile soltanto ai militari ucraini.
1000 le vittime, si dice da una parte. No! soltanto 17 feriti e nessuna vittima. Dall’altra parte.
Loro oppressi dalle bombe, noi dalle fake news, per ora. Infine si apprende che i feriti sarebbero 17 e le vittime 3. Veri morti, non fake.
“Ospedale pediatrico. All’inizio ci sono due versioni opposte che circolano. Due verità nessuna verità”. Metto un post su FB, chiedendo se qualcuno ha notizie con fonti certe.
Via via arrivano le condivisioni di contatti che comprendono il senso del mio post. Constatare che le notizie non sono mai chiare e attendibili. Nessun alibi per il criminale, e il suo esercito. Ovviamente.
Ma pensare al bombardamento di uno spedale pediatrico fa troppo male. Tanto da sperare in una bufala. Neppure il mostro, o chi per lui, potrebbe ordinare un così efferato crimine. Questo il mio pensiero, la mia speranza. Anche se un paio di amici mi accusano di difendere il sanguinario.
Non hanno capito nulla. Sto solo cercando la verità. Sperando nel fatto meno atroce. Magari accidentale.
Un bombardamento, comunque ripugnante, su un ospedale, assurdo e inimmaginabile, lo è maggiormente se le vittime sono, per scelta, bambini. E le loro mamme. E tutto il personale sanitario.
La verità è che vengono e verranno bombardati, o sono a rischio, altri ospedali in Ucraina.
Purtroppo è così.
Poi arriva la bella notizia. La donna incinta sulla quale è stata detta qualunque falsità,
ha dato alla luce una bambina, la sera del 10 marzo. Auguriamo buona vita a entrambe.
Sono stata insultata da un paio di “signori” solo perché mi sono fatta una domanda senza riuscire a darmi una risposta. Ma tanti altri hanno comunque compreso. Peccato che non mi leggano, dato che i due mi hanno bannato. Accusandomi di sostenere il sadico maniaco.
“Mi dispiace, ma molti sono poco inclini a riflettere prima di scrivere. Il contraddittorio serve anche per chi legge capire meglio e valutare”.
“Tranquilla oramai siamo alla follia. Stesso argomento mi hanno attaccata in malo modo. Effetto notizie”.
Qualcuno sostiene che “Sono tutti colpevoli tutti i Capi di Stato: tutti insieme dovrebbero chiedere un tavolo e riscrivere tutti i trattati che non hanno funzionato, dato che ci sono ancora guerre e bombardare chi non rispetta altro che sanzioni”.
E, poi, Putin apre i corridoi umanitari ma solo verso il proprio territorio.
E’ fake?
Non lo so. Amici che ne sanno più di me e conoscono strategie belliche, mi trasmettono la loro versione.
“Ma nooo!I rifugiati sono protetti da tutte le convenzioni! E almeno sono sicuri che non vengono rispediti a combattere come invece succede agli uomini che vanno verso ovest (fonti dirette)”. “No, è vero. Ma ha senso”.
“No… è neonazismo”. “Sì”.
Insomma si o no?
Qualcuno ha fonti sicure? Qui siamo fifty fifty.
“E vero, Carla. Il problema è che sono bombardati dagli irregolari ucraini che li considerano disertori”
“Ma basta dire falsità”.
“Nessun corridoio. E se ci fosse ..chi ci va??!”
Qualcuno la pensa diversamente, qui sopra. La notizia sentita in un tg mi pare la 5.
“Libertà di opinione, sostiene un vecchio giornalista”
Opinione. Ma questi sono fatti. La notizia o è vera o non lo è.
“Gli Ucraini votano anche coi piedi, verso la Russia ci sono corridoi di fuga, e 120 mila Ucraini ne hanno approfittato. Ma verso gli Ucraini fuggiti verso l’Europa sono già 2 milioni e 200 mila, nonostante che quei corridoi siano sotto il fuoco russo”.
Dopo qualche secondo di riflessione ho capito. Se i numeri sono veritieri. “Certo che lo sono!” Mi viene risposto.
“Non è fuoco russo ma ucraino”.
“Ma perché non leggete Limes o un quotidiano serio? BBC, CNN, oppure l’italiana il Post molto buono? Ma che ne sappiamo qua su fb se non quanto te?”
Più leggo e mi informo, più mi confondo. Non sono intelligente come altri, evidentemente..
Eppure gli amici qui intervenuti sono decisamente competenti. Nonostante ciò danno versioni diverse. Dunque?
“Credo che la Spiegazione stia nel fatto che circa il 40% della popolazione Ucraina è russofona e che questa parte dei profughi preferisca dirigersi verso la Russia”.
Ecco, questa posizione, , a mio avviso, può essere credibile.
“Putin è un vecchio folle, convinto che il futuro del suo Paese sia nel passato. Composto da zarismo e sovietismo mal bilanciati, all’origine di tragedie umane di ogni genere. Respinge un futuro pacifico e tecnologicamente avanzato con economie in crescita e alleate per il vantaggio comune. Crede come nel passato che i problemi si risolvano con il terrore, le conquiste territoriali, i genocidi. Lo sguardo privo di espressione esprime disprezzo verso qualsiasi valore umano. Non sappiamo fin dove vuole spingersi questo vecchio, alimentato per anni dal veleno del KGB”.
Per dirla con Toni Capuozzo, forse la più giusta, ma anche la più utopistica convinzione..
“La politica dovrebbe fare tutto il possibile per far cessare il fuoco. Non dobbiamo ragionare spingendo gli altri a fare gli eroi sul divano di casa nostra.”
Per chiudere con un tenue sorriso di auspicio e di speranza.
“Putin muore e va all’inferno, ma dopo un po’ di tempo gli viene concesso un giorno libero per buona condotta. Allora va a Mosca, entra in un bar, ordina un drink, e chiede al barista:
-La Crimea è nostra?
-Nostra
-E il Donbas?
-Anch’esso nostro
-E Kiev?
-Nostra
Soddisfatto, Putin beve, e chiede:
-Grazie, quanto ti devo?
-5 euro”
Carla Ceretelli

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