I miei capelli sciolti e la mia gonna, le due ragioni per cui appartenevo al recinto delle prostitute (un recinto che evidentemente quelli frequentavano assiduamente). Casomai, ero una prostituta (acculturata) che sapeva far di conto e da cui attendersi utili consigli per redigere un bilancio (ma pur sempre una prostituta). La loro gentile collega araba, dai capelli coperti e dai pantaloni blu (con la righetta nel mezzo), era nel recinto delle donne perbene (e ubbidiva ad occhi bassi). In quella importante azienda, a dirigere il traffico tra recinti era un gruppetto di maschietti imbellettati e profumati di dolce. Ominicchi di cui avere paura e pena allo stesso tempo.
Visto quanto sono radicati certi costumi, anche a una chiacchierona come me, appare chiaro che l’esportazione della democrazia non sia praticabile. Sarebbe però doveroso non importare (almeno) la barbarie. E per non importarla, occorrerebbe esserci sul piano degli ideali. Forse occorrerebbe ricordare quelle parole che i nostri nonni (compresi i nonni di quei maschietti imbellettati e profumati di dolce) hanno sottoscritto un giorno di cinquantasei anni fa circa. E occorrerebbe ricordarlo con la stessa intensità con cui (io, e mille altre) inchiodiamo alle proprie responsabilità le controparti che firmano impegni e contratti. Occorrerebbe ricordarlo con la stessa intensità con cui ricordiamo ai clienti una fattura da pagare. Come ricordiamo ai nostri quasi-fidanzati che siamo in due (non solo loro) a decidere i confini in cui essere amate.
Se non fossimo più in grado di fare questo, non saremo in grado di riportare in alto la superiorità morale ed etica di quelle parole rispetto a qualsiasi altra cultura, sotto cultura, sub cultura umana (e avremo perso tutto).
Di quelle parole (firmate dall’intero mondo) ricordo i primi due Articoli, che, ad una giovane donna come me, bastano ed avanzano.
Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. (…)
Articolo 2: ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. (…).
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 10 dicembre 1948.
Detto questo, ho chiesto ai colleghi di maggiorare (a quei maschietti imbellettati) del trenta percento la nostra fattura. Farli pagare un po’ di più per avere dovuto assistere allo spettacolo di una loro collega (e mia coetanea) transitare ad occhi bassi tra una scrivania e l’altra (tra uno stronzetto e l’altro), mi sembra giusto. Se poi penso ai loro (molto probabili) cattivissimi pensieri (e cattivissimi giudizi di costume) che hanno avuto su di me ed una mia (bonazza) collega occidentale, allora mi sembra che il sovraprezzo sia davvero il minimo.
Anche se, visti i tempi, potrei applicare sovrapprezzi (causa scabrosi pensieri) ad altre consulenze in Europa. Avrei un tedesco ed un paio di francesi…
Non esportare la democrazia, senza importare la barbarie
Farli pagare un po’ di più per avere dovuto assistere allo spettacolo di una loro collega (e mia coetanea) transitare ad occhi bassi tra una scrivania e l’altra (tra uno stronzetto e l’altro), mi sembra giusto.

Buonasera
Vorrei ricordare che tuti gli Stati a maggioranza musulmana non hanno firmato la Dichiarazione Universale dei Dititti Umani, ma bensi la Dichiarazione dei Diritti Islamici dove é contenuta la sottomissione delle donne all’uomo, e della non osservanza delle leggi (ad esempio in Europa) che contrastano con il Corano. Quindi i musulmani islamici che arrivano in Europa, sono tenuti ad osservare il Corano ma non le leggi europee, o meglio quelle leggi che contrastano con le leggi islamiche. Ecco perché una musulmana non ottiene i documenti dal suo Stato se volesse sposarsi con un europeo di fede diversa o ateo (chi si sbatezza). Mentre un uomo musulmano in virtu della sua superiorità (secondo gli islamici) puo sposare una non musulmana perché di condizione inferiore. Parecchi casi anche in Italia, di fidanzati cristiani, piu o meno osservanti, ai quali i genitori della ragazza musulmana hanno rifiutatao il matromonio anche con conseguenze dramamtiche per la ragazza stessa.
Buona Eurabia a tutti voi.