Una mia amica qualche giorno fa mi ha detto su un post qualsiasi che ora non ricordo, che non sarebbe andata a votare perché : “NESSUNO MI RAPPRESENTA”.
Cosa un politico, un parlamentare può rappresentare?
L’individuo è un caleidoscopio di colori, le sue sfaccettature sono molte di più di quelle di un diamante.
E un partito, un politico può rappresentare un individuo nella sua essenza, nella sua globalità?
Ma nemmeno per scherzo! Non è possibile. Non è mai successo. Mai nemmeno nei prodromi della democrazia greca.
Un vecchio comunista quando votava PCI lo rappresentava Togliatti o Ingrao, o nessuno dei due?
Un vecchio socialista lo rappresentava Craxi o Lombardi, o nessuno dei due?
Un vecchio democristiano lo rappresentava Fanfani o Rumor, o nessuno dei due?
E i grillini (oggi non più grillini) chi li rappresenta Grillo, Casaleggio o Di Maio,o nessuno dei tre?
Un partito, un politico, non possono essere e non saranno mai uno specchio integro nel quale specchiarsi compiutamente. Saranno, quando va bene uno specchio in frantumi dove riesci a scorgere appena appena qualche tua rifrangenza, qualche tuo riflesso.
Del resto un partito se rappresentasse solo te non potrebbe rappresentare la tua amica, o tuo figlio o la tua collega di lavoro! Troppo diversi siete per essere rappresentati nella vostra interezza.
Ma oggi va di moda la parola “Portavoce”. E quale voce si dovrebbe “portare”? Quella dei cittadini mi si dice.
Di quali cittadini? Di tutti o di coloro che ti votano. E coloro che ti votano non hanno forse centinaia di voci diverse? E centinaia di tonalità pur nella stessa voce?
E con quale voce dovrebbe cantare un politico o un partito se coloro che dovrebbe rappresentare sono molto più variegati di un coro polifonico? Si può, e nello stesso tempo, cantare da baritono, da soprano, da basso e da voce bianca? Non credo.
E allora amica vai a votare comunque. Il voto specialmente per te donna, è stato conquistato con le lotte e con il sangue, non rinunciarci anche se non vedi il tuo volto nitido in coloro che ti appresti a votare. Guarda, medita, studia ma vai a votare comunque il 4 marzo. Cerca un tuo riflesso, una tua rifrangenza. Queste bastano perché il volto intero non potrai mai trovarlo, nessuno lo ha trovato nemmeno nell’Agorà di Atene.
E “il meno peggio” in politica non è dispregiativo. In politica “il meno peggio” vuol dire assolutamente il meglio.
Non ci può essere niente di meglio del meno peggio.
Vai a votare.
Mario Rigli

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