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Nomos e caos

Oggi più di ieri, abbiamo piena consapevolezza che la realtà è sempre più complessa di una qualsiasi teoria.

di Angelo Giubileo | 20 Dicembre 2015

Sintesi, ritengo, perfetta quella di Marco Onado, venerdì, su Il Sole 24 Ore: “Insomma, la Fed festeggia giustamente la sua decisione come il ritorno al ‘new normal’, che è anche l’espressione della forza vitale dell’economia americana … Ma ‘new normal’ significa anche che le banche centrali smettono di cavare le castagne dal fuoco a governi incapaci di realizzare le politiche necessarie per aumentare stabilmente il potenziale di crescita delle rispettive economie”.

Da dove viene la crisi? Cos’è accaduto negli anni della crisi? E cos’è stato fatto in tutti questi anni, da governi e banche centrali? E, infine, cosa c’è da aspettarci sia nel presente che, ancor più, per il futuro che sarà?

Gli eventi di governo, com’è normale che sia, si svolgono sempre nell’ambito di uno spazio di territorio corrispondente. A partire dalla seconda guerra mondiale, lo spazio si è ingigantito sempre più, fino a considerare l’ipotesi di uno spazio globale governato da un potere globale. Nell’ambito di un tale discorso, già efficacemente prefigurato da Carl Schmitt, il brillante teorico tedesco ipotizzava la nascita di un governo mondiale, per se stesso nihilista, angloamericano; nell’ipotesi elaborata da egli stesso, fronteggiato da un governo dell’Europa, dapprima ripiegata su se stessa ma potenzialmente rivendicatrice di un proprio spazio autonomo di governo. Pertanto, uno spazio aperto; ma, nella prospettiva di Schmitt, laddove non è possibile che sia il governo di uno spazio globale, altrimenti dominato dal nulla. Uno spazio, quindi, in cui l’ordine del nomos avrebbe prevalso o prevarrebbe sul nulla anomico di matrice globale.

Questo, è l’antefatto delle più recenti crisi di governo; che, per comodità di analisi, l’odierna storiografia geopolitica fa risalire all’implosione del sistema di governo mondiale fondato sulla logica dei due blocchi di potere della Nato e del Patto di Varsavia (cfr. per tutti, Sergio Romano In lode della guerra fredda 2015). Sistema, la cui origine risale fino alla caduta dell’Impero romano e alla conseguente divisione del territorio per l’appunto in due spazi di governo, l’uno d’Occidente e l’altro d’Oriente. In questi stessi anni, conseguenti all’abbattimento del Muro, si sono susseguiti vari eventi, su scala anche globale, ma, lo dirò forse in maniera anche banale, non tali da giustificare, forse solo ipotizzare, il pericolo “schmittiano” di un ordine unico mondiale. In argomento, sappiamo tutti infatti come sia andata a finire la tesi della fine della storia (1992)dell’economista Francis Fukuyama; anche se, molto più di recente (2014), in particolare l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger ha riproposto la tesi della costruzione di un nuovo ordine mondiale affidato alla regia degli Stati Uniti d’America.

Oggi più di ieri, abbiamo piena consapevolezza tuttavia che la realtà è sempre più complessa di una qualsiasi teoria. E negli anni di crisi, originate da un travaso di debiti di un’economia sempre più globale e finanziarizzata, le banche centrali non hanno potuto fare altro che servirsi degli strumenti di cui disponevano. Sotto l’egida, spesso parassitaria della politica, come potuto e talvolta non dovuto, hanno controllato bilanci, agito sui cambi e iniettato liquidità ai sistemi. Per quanto e fino a quando ciò sia reso possibile, fino a quando cioè il destino di una crisi finanziaria non divenga manifesto e sia comunque conseguente ad una trappola di liquidità, purtroppo ricorrenti nella storia di quest’ultimo mezzo secolo.

Per qui finire, una realtà globale, quella odierna, che si diceva complessa. Sia pure non originata da unnomos, tuttavia impossibilitata a sprofondare nel nulla, così come viceversa profetizzato da Schmitt. Logicamente ed essenzialmente, una realtà che nasce, forse anche in prevalenza, dal caos. Il caos, in quanto espressione delle attuali tesi geopolitiche, ma soprattutto antica rappresentazione di ciò che i filosofi greci definivano “uno spazio originario aperto” (Esiodo). Poi – e prima ancora di ogni singolo stato o comunità internazionale -, ristretto allo spazio e al governo della polis, oltre i cui confini stanziavano i barbari.

Pubblicato in : MetamorfosiTag: anni, banche, banche centrali, comunità internazionale, crisi, crisi di governo, crisi finanziaria, discorso, espressione, filosofi, finanziaria, francis fukuyama, futuro, governo, guerra mondiale, nato, seconda guerra mondiale, stati uniti

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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