E rieccoci qua. Come al solito, a riprovarci. Tenendo duro, non mollando mai, neanche quando i tempi sono i più difficili, i più cupi e i più tristi. I socialisti non mollano, ancora, nel 2011 vedono da lontano un sole sfocato. Un sole che, loro lo sanno, potrebbe presto tornare a brillare e splendere come una volta. Il sol dell’avvenire. E ripartono da Stella, in Liguria. Una delle capitali del socialismo italiano, patria del grande Presidente partigiano, il compagno Sandro Pertini. Vorrei ricordare in proposito un fatto capace di spiegare perfettamente l’animo ed il coraggio del Presidente di dire sempre ciò che pensava senza ”peli sulla lingua” anche rischiando, certe volte, il peggio: erano i mesi più ”caldi” e più brutti degli anni di piombo, uno dopo l’altro si susseguivano stragi ed eventi drammatici, attentati che provocavano tanti morti, molti innocenti, tutti firmati ”Br”; e Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, andò ai funerali di Guido Rossa, in cui, come ricorda Antonio Ghirelli intervistato in un documentario su Pertini ”La storia siamo noi”, il più ”moderato” era iscritto all’ala massimalista del PCI. Terminati i funerali, Pertini volle incontrare gli operai della FIOM (il sindacato di Guido Rossa), che allora era il più estremista. Si recò quindi in un capannone alla periferia di Genova dove c’erano non meno di 300 operai che, essendo tutti estremisti, vedevano non molto bene un socialista, per lo più Presidente della Repubblica italiana. Pertini cominciò a parlare con tono severo e autoritario, ma molto confidenziale e ”caldo”: Oggi è il compagno partigiano Pertini che vi parla, non il Presidente della Repubblica. Io conosco le VERE Brigate Rosse, ho combattuto al loro fianco durante la Guerra, noi ci battevamo assieme contro una vera ditattura, per la libertà che ci avevano tolto. Oggi non esiste più la dittatura, oggi siamo tutti democratici e la democrazia l’abbiamo conquistata noi. Quelli di oggi non sono le vere Brigate Rosse, sono dei codardi! ricordatevelo!”. Appena fini il discorso, come per miracolo, fu sommerso dagli applausi della gente in lacrime dalla commozione.
Questo era il Presidente Pertini.
L’evento si terrà dunque con questo entusiasmo, questa passione. Passione che ci ha sempre contraddistino e la stessa passione che ci continua a dare la forza di creare ancora questi momenti, momenti di incontro in cui non conta l’attuale area politica in cui si milita. Non conta di certo il partito politico che si è votato nelle ultime elezioni. No, quello che conta è il comune ideale socialista. Si è rimasti socialisti, anche senza un partito, senza una sede, senza circoli e senza bandiera. Questo è il legame che tutt’ora ci tiene uniti, ci fa chiamare ”compagni”, ci unisce tutti assieme, e ci fa partecipare a questi incontri. A Stella, il ”Socialisti Day” ci darà delle risposte. Vi aspettiamo, compagni!
Giuseppe Ferone

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