Che volessero attirare l’attenzione, era più che palese. Il punto è che se per far parlare di sé bisogna sempre mettere in campo le solite provocazioni, quelle che fanno leva sugli istinti animaleschi dell’essere umano, beh, allora diciamo pure che tutti questi presunti geni del settore pubblicitario, altro non sono se non giradischi rotti! Di cosa si stia parlando? Della pubblicità del marchio d’abbigliamento Francomina, ultimamente sbarcato sul territorio dell’intera penisola con una campagna pubblicitaria che non ha mancato di sollevare molteplici cori di protesta. Fin qui, però, tutto regolare: la gente si guarda intorno, scorge un cartellone ‘osè’ e, giustamente, protesta. Ma il punto è: se certi cartelloni risultano così palesemente ‘volgari’ alla gente comune, quella che, magari, non ha neanche studiato in prestigiosi Atenei a caccia di altisonanti titoli, come mai le Authority o, comunque, gli Enti coinvolti non muovono foglia a priori, alias prima che quelle pubblicità tappezzino intere città o flotte di bus?
‘Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile’: questo il testo di uno dei cartelloni pubblicitari incriminati, seguito dall’imago di una quanto mai svenevole ‘Maddalena’, che ha già fatto sgranare gli occhi a romani, torinesi, pugliesi, napoletani e, negli ultimi giorni anche bolognesi. Sul Web non sono mancate le voci di protesta sottoforma di catene di Sant’Antonio incitanti l’inoltro di lettere indignate ai Primi Cittadini coinvolti piuttosto che pagine Facebook al vetriolo.
Ordinanza del Primo Cittadino romano per far rimuovere o coprire le immagini in capitale e, in risposta, ricorso al Tar dell’azienda incriminata; scontri tra la richiesta di censura dell’intera campagna pubblicitaria tra l’Assessore alle Pari Opportunità Maria Cristina Spinosa del Comune di Torino e il Presidente di Radicali Italiani Silvio Viale che ritiene tutte le frasi della campagna Francomina ‘equilibrate’ e non meritevoli di condanna; reazione indignata da parte del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha puntato il dito, in particolare contro lo slogan ‘Sono Maria, non sono vergine e ho una forte spiritualità’, offensivo per i credenti, ma nessun commento, invece, almeno finora, da parte del Vaticano (forse perché sui bus che circolano nei paraggi, non siano stati esposti i cartelloni incriminati? Chissà…)
Insomma, una vera e propria tempesta di sabbia, più che un banale polverone.
L’unico dato positivo in tutto ciò, è che, considerati i tempi, qualcuno che ha la forza di scandalizzarsi, reagire, opporsi a certi messaggi, c’è ancora. Perché capisco che ‘Sono Emma, ho tre figli e a lavoro comando io’ (sempre tratta dalla medesima campagna pubblicitaria), possa risultare un bell’esempio di quell’evoluzione della femminilità che la campagna pubblicitaria stessa voleva, almeno negli intenti, ripercorrere, ma osannare figure come le Escort in mega cartelloni pubblicitari per poi tacciare e perseguire le cosiddette ‘belle di notte’ agli angoli bui-e-non delle grandi città, beh…questo ha sicuramente di più il sapore di un Paese allo sbando, senza regole e dalla dubbia moralità, dove sembra che fare certe professioni paghi molto di più di quegli stessi titoli accademici maturati, magari, proprio da coloro che hanno firmato una tale campagna pubblicitaria.
Rossella Regina

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