
La necessità di un decreto antisemitismo da parte del governo, dimostra la debolezza di fondo nell’affrontare un fenomeno ben radicato nella società italiana, l’unica, con quella tedesca, ad aver codificato delle leggi razziali nel mondo europeo. La Francia di Vichy, come la Spagna franchista, la stessa Unione sovietica, commisero episodi orribili di antisemitismo, guardandosi bene di elevarli a leggi dello Stato. Questo fu per evitare quella responsabilità collettiva della nazione che la Germania e l’Italia orgogliosamente si assumevano. Sotto un certo profilo è persino comprensibile che un governo della Repubblica, legato alla nefasta memoria dei giorni di Salò, espii attraverso un contro provvedimento legislativo come quello presentato alle Camere. Ciò non toglie che un paese moralmente sano, che non ha mai distinto la razza umana su una base legale, non senta il bisogno di un simile provvedimento. La stessa Germania oggi non discute misure legali. Prende i manifestanti pro pal e li espelle dal territorio nazionale direttamente. Bisogna riconoscere ai tedeschi una maggior coscienza degli italiani, sinceramente convinti di non avere nessuna responsabilità nell’olocausto. La responsabilità italiana invece è più grave di quella tedesca dal momento che Mussolini non era antisemita. Era un ipocrita.
La nazionale irlandese di calcio, dovendo giocare con la nazionale israeliana, ha messo il lutto al braccio e chinato la testa agli inni nazionali. Anche se molti irlandesi hanno sostenuto il nazismo, possono giustificarsi con la loro resistenza all’occupazione britannica. Se calciatori italiani o tedeschi assumessero lo stesso atteggiamento, sarebbe intollerabile. I loro bisnonni perseguitavano e gasavano gli ebrei con un atto pienamente legale. Lo conferma il fatto che ancora oggi nelle piazze si distingua l’antisemitismo dall’ antisionismo, che sono lo stesso. In più, il sionismo è stato rafforzato dalle misure razziali prese nei paesi europei, quando allora gli ebrei erano principalmente integrati.
Fa un certo effetto questa discussione sulla possibilità di integrare popolazioni provenienti da altri continenti nel nostro, quando usi, costumi e religioni, appaiono tanto diversi. Non è possibile che si rinunci ai propri valori originari per assimilarsi a quelli cristiani dell’occidente e che soprattutto si possa farlo. Gli ebrei per gran parte vi riuscirono. Ci furono ebrei eroi della prima guerra mondiale sia in Germania che in Italia e famiglie perfettamente assimilate che mandavano i loro figli a messa tutte le domeniche. Furono respinte lo stesso. Lo Stato di Israele nacque per ovviare a questo torto subito e nacque male, su un territorio nettamente insufficiente per le rivendicazioni storico geografiche del popolo ebraico e con un altro Stato arabo pronto a minarlo dal primo momento. In ogni caso nessun arabo voleva un altro Stato arabo, gli bastano ed avanzano quelli che già c’erano e subito ci si scagliò tutti, contro il pur angusto territorio di Israele.
Per capire quale fondamentale ruolo abbia svolto l’Onu negli anni, basta ricordare la presidenza Kurt Weldehim, una ex SS. Poi è arrivata la signora Albanese, inviata per il medio oriente. Questa era convinta che Muselmann, il termine con cui i nazisti chiamavano i moribondi dei campi, derivasse dall’odio razziale verso ogni popolo semita. La signora Albanese non sa che Hitler era amico personale del Gran Mufti di Gerusalemme, che Himmler fondò le SS arabe, che Nasser era nella gioventù hitleriana, che ex SS armarono lo Fln contro i francesi, altri si arruolarono in Siria e così via. Che gli attori del cinema italiano ignorino cosa siano antisemitismo e antisionismo, si può giustificare. Che un funzionario dell’Onu non sappia cosa voglia dire Muselmann, è indecente.
L’attivista Greta Thunberg ha ottenuto un grande successo nelle sue manifestazioni di solidarietà espresse verso gli abitanti di Gaza. Appena Greta ha fatto da sponsor ai Saharawi, che pure vivono una situazione molto poco allegra, non se l’è filata nessuno. D’altra parte sono cinque anni che Putin bombarda l’Ucraina e a suo tempo commise uno sterminio in Cecenia. Ora vorrebbe replicarlo su larga scala colpendo città, ospedali, scuole e centrali elettriche. La Russia fece morire tre milioni di ucraini lasciandoli al freddo nel 1936, Putin vuole replicare. A qualcuno in Italia interessa? Vedremo delle grandi manifestazioni di massa per ricordare i bimbi ucraini morti sotto le bombe e al gelo? Scordatevelo. Piuttosto Putin gode della simpatia di moltissimi italiani e non perché palestinese. Perché non è ebreo, non frequenta ebrei, non ha ministri, o collaboratori, o mogli ebree. Putin è il nuovo campione della razza bianca.
Riccardo Bruno

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