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Noi e loro

Sul rapporto tra Occidente ed Islam, l’opinione del nostro collaboratore Stefano Casati secondo il quale crimini e barbarie caratterizzano la storia di entrambe le “civiltà”. Una nostra, sommessa, osservazione.

di Stefano Casati | 12 Settembre 2006

Il terrorismo è un’atrocità. Una barbarie. Il Male del nostro tempo. Su questo siamo tutti d’accordo. Invece l’Occidente è pacificato, democratico e civile. Esportiamo la democrazia, siamo fontana vivace di valori giusti, equi. Facciamo la guerra solo perchè siamo costretti; perché è il prezzo da pagare per ottenere la pace (così dicono). I nostri occhi sono rimasti sbarrati di fronte ai vili atti di terrorismo perpetuati da Al Qaeda. Ci siamo sdegnati davanti alla televisione che trasmetteva le decapitazioni degli ostaggi. Rimaniamo stupefatti nel vedere centinaia di islamici con i fucili in mano ad inneggiare ai propri leader, magari durante il funerale dell’ennesimo caduto di una guerra civile. “Ma che razza di gente è quella?” è la domanda che quotidianamente viene espressa dalle famiglie italiane alla visione di tali immagini ai telegiornali. Da qui, arrivare all’affermazione decisa della superiorità della nostra cultura, il passo è breve.
Siamo davvero sicuri di poterci ritenere superiori? Le decapitazioni sono barbare? Certo. Eppure le abbiamo introdotte noi occidentali con l’invenzione della ghigliottina. E con tanto di testa mozzata mostrata alla folla entusiasta. Le esecuzioni sono continuate fino al 1977.
La loro religione è troppo estremista? Oggi il Cristianesimo è cambiato ma basti qui ricordare le Crociate, delle vere e proprie guerre sante condotte contro gli “infedeli” ( questi termini mi ricordano qualcosa..). Basti ricordare il terrore diffuso dal tribunale dell’Inquisizione.
La nostra civiltà, figlia della rivoluzione francese, intrisa di valori quali libertà, uguaglianza e fratellanza, non è riuscita a impedire lo scoppio di due guerre mondiali che hanno causato circa 75 milioni di vittime. Per non parlare dell’Olocausto. Per non parlare dello sfruttamento economico perseguito nei confronti dei Paesi africani e sudamericani. Se guardiamo così la storia, le stragi causate dalle cellule del terrore islamico non mi sembrano delle novità assolute.
Quindi evitiamo di puntare il dito contro l’Islam accusandolo di arretratezza e inciviltà solo perché una parte estremista ha messo in moto una macchina terroristica. Ma soprattutto evitiamo di considerare i loro modi di fare come estranei ai nostri perché anche noi abbiamo avuto i nostri fondamentalismi e le nostre derive criminali.

Nessuno può negare quanto sostenuto da Casati. Ma guai a farne un alibi per contrastare con meno vigore la criminale serie di attentati dei vari filoni dell’estremismo islamico. Anche di fronte ad Hitler e a Stalin ci fu chi tenne atteggiamenti giustificazionisti con riferimento ai crimini che anche le democrazie dell’Occidente avevano compiuto nel corso della Storia. Ma la Storia si è incaricata di dimostrare che si trattava di comportamenti dettati da viltà, malafede o, nella migliore delle ipotesi, stupidità. (n. c.)

Pubblicato in : Dossier

Info Stefano Casati

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    13 Settembre 2006 alle 22:52

    Il ragionamento è lungo, ma può essere anche semplice: basta non confondere (come sono maestri i “nostri”) 1) la mafia con i mafiosi; 2) la droga con gli spacciatori; 3) la politica CON I POLITICI e continuando: i fanatici con i mussulmani. In tutte le questioni è importante associare ai fatti NOMI E COGNOMI, diventa molto più semplice risolvere le questioni (ammantate di fascino quando si riferiscono ad una moltitudine – magari virtuale).
    Certo che il giustificazionismo non può essere consentito a nessuno perché sono sempre pochi poi quelli che producono le maggiori nefandezze.
    Ha quindi ragione N. Cariglia.: guai ad abbassare la guardia. Il passo verso il baratro può diventare brevissimo.
    Per questo da sempre va dato fiducia agli uomini di BUONA VOLONTA’ di qualsiasi religione, cultura, o ideologia siano. purché animati da sincera BUONA FEDE!
    Se una colpa dobbiamo, senza paura, attribuire soprattutto ai dirigenti dei paesi “del petrolio” è che, con le royaltyes, hanno badato ad arricchire e rendere potenti se stessi, depauperando un patrimonio energetico in cassaforte da milioni di anni, senza trasferire benessere, lavoro cultura e altruismo ai loro popoli.
    Molto diversa la storia degli USA: fin dalla scoperta dei primi pozzi, oltre ad arricchirsi individialmente (la valle dell’Eden!) hanno reso potente il loro STATO FEDERALE (50 stelle), creando quella che è divenuta la più importante e libera democrazia del mondo, pur con tutti i propri difetti. Confrontiamo questi risultati senza puntare dita, ma facendo riflettere!

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