
L’altra sera infine è stato trasmesso dalla Rai sulla terza rete il documentario premio Oscar 2025.
La violenza osservata con gli occhi delle vittime e, loro malgrado, dei carnefici.
Le storie di aggressioni e distruzioni perpetrate da uno Stato, quello di Israele, divenuto violento contro un Popolo inerme e indifeso, privo di ogni tutela, sono state documentate da un’opera cinematografica israelo-palestinese che mostra l’altra faccia della realtà.
Contrappasso della storia o Hybris?
Nell’un caso e nell’altro in agguato non può che esserci la Nemesi.
É terribile quanto incomprensibile, addirittura inconcepibile, la trasformazione delle vittime in aguzzini.
Un contrappasso inaudito della storia già annunciato a suo tempo da Radu Mihauleanu nel film sulla Shoah troppo in fretta rimosso dal titolo “Train de vie” del 1998.
Eppure è successo.
Impossibile continuare a chiudere gli occhi. Non voler vedere. Negare l’evidenza.
Quanti subirono violenza e odio ne stanno seminando in abbondanza.
Morte e distruzione, genocidio e apartheid rappresentano il loro orizzonte.
Di qua quanti, in forza di un presunto, aberrante, biblico privilegio divino, seminano morte, violenza, distruzione, discriminazione.
Di là quanti, privati di ogni diritto e, addirittura di ogni umana pietà, subiscono l’atroce destino della propria fine senza possibilità di riscatto.
Di qua Israele.
Di là Palestina.
Sullo sfondo l’Occidente complice che si nasconde dietro antichi sensi di colpa e persegue i suoi biechi interessi affaristici.
Altro contrappasso: a esibire i primi e perseguire i secondi sono gli epigoni autoritari, più o meno consapevoli, di quanti scatenarono nazismo e fascismo perpetrando odio e morte contro gli Ebrei, i diversi, i derelitti.
Oggi i dispensatori di violenza e distruzione possono contare su tecniche e strumenti assai sofisticati. Niente a che vedere con le rozze, vecchie procedure dei loro precursori e soprattutto possono contare su una rete di interessi affaristici e solidarietà politiche e di potere vaste quanto il mondo.
L’Europa, l’Africa, il vicino e medio Oriente, l’Asia e l’America del Sud con il Venezuela prossima vittima dedignata, la Groenlandia, il polo Nord ed il polo Sud ne sono gli scenari.
La distruzione del pianeta la prospettiva. Trivellazioni generalizzate, androidi in sostituzione degli uomini, e rotte artiche i segnali inconfutabili insieme alle rotte spaziali riservate, in caso di emergenza, ai padroni del mondo.
I diritti individuali e collettivi ovunque conculcati a favore dei privilegi di oligarchi, magnati ed ipercapitalisti assurti a signori di un incombente Medio Evo violento incapace di qualsiasi palingenesi, ne sono la cartina di tornasole.
Il cerbero si è diviso il mondo e ciascuna testa di esso può farne strame nell’area di sua pertinenza con il muto consenso delle altre.
Non resta che attendere il compimento del destino.
Quello immaginato dai Greci ed al quale nessuno potrà ribellarsi.
Esso si compie quando l’arroganza umana sfida le regole dell’armonia universale.
É quello il tempo della Hybris.
Della degenerazione di una parte dell’umanità contro il resto di essa. Della prevaricazione del potere e della forza contro l’umanità derelitta costretta a subirne le cinghiate, ad essere ridotta in povertà e schiavitù e, peggio, essere privata del suo stesso diritto ad esistere.
É il tempo della prevaricazione dei pochi contro i molti.
Della ricchezza contro la povertà.
Delle armi usate per sterminare inermi ed indifesi.
É il tempo della esaltazione dei potenti che aspirano all’eternità e si sostituiscono a dio invocandone il mandato.
Ma la Hybris chiama la Nemesi.
E proprio quando la prima avrà accecato i potenti, oscurato ogni diritto umano e cancellato ogni presenza divina, la seconda è vicina.
Sono infinite e non note agli umani le forme in cui essa si manifesterà.
In altri tempi si manifestò sotto forma di diluvio universale. In altri ancora sotto forma di pioggia di pece incandescente. E ancora sotto forme di glaciazioni o di terremoti o rivoluzioni o guerre devastanti…
Non si annuncia la Nemesi.
Essa poteva al massimo essere divinata dalla Sibilla o dal vecchio Tiresia.
Ma é fuori di ogni dubbio che arriverà senza annunciarsi e restituirà ai violenti la loro distruzione, ai dittatori la loro schiavitù, ai rastrellatori di ricchezza la loro povertà.
Ai seminatori di odio la morte ed ai dispensatori di ingiustizia la pena estrema. Magari quella preconizzata da Giovanni nel sogno apocalittico.
I segni attuali vanno tutti nella direzione di una Hybris planetaria.
La Nemesi sarà di conseguenza della stessa natura. Solo di segno inverso.
É tempo che l’umanità rimetta in piedi il mondo e ritrovi le ragioni della compassione, del rispetto, della solidarietà, della salvaguardia anche della terra e del ripristino della sua armonia primordiale prima che la Nemesi si compia.
No Other Land, un’opera corale nata dagli sguardi di chi la violenza la subisce suo malgrado di qua e di là dell’orizzonte, illumina con squarci di luce sinistra una realtà non oltre tollerabile.
Antonio Corvino

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