
Quando c’è Israele di mezzo la comunità internazionale perde ogni bussola morale. Sempre ammesso ne abbia mai posseduta una. È defatigante dover ogni volta spiegare i fondamentali, ma talvolta tocca. Gaza da ieri è sotto assedio. Per metà del proprio territorio, il resto confina con l’Egitto. Da cui potrebbe ricevere beni e a cui potrebbe spedire donne e bambini. Nessuna delle due cose avviene, e non certo per la minaccia di essere bombardati da Israele. Ma perché da 80 anni l’Egitto fa così: non ha mai dato la cittadinanza ai cittadini di Gaza quando li governava (anzi incoraggiava l’immigrazione dei propri cittadini). Quindi l’assedio non è “assoluto”. E dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che la Striscia di Gaza vive per gentile concessione di Gerusalemme.
Secondo tema, “la popolazione innocente soffre”. Parliamo dell’innocenza della popolazione. Il raid contro i Kibbutz non è stato compiuto solo da militanti di Hamas o delle sue brigate miliari. Secondo svariati testimoni c’erano pure civili. E sarebbero quelli che si sono macchiati dei crimini peggiori. Se la responsabilità penale è personale, quella bellica funziona in maniera diversa. Ce lo raccontano ogni 25 aprile, dopotutto. Allora cosa rende diverso il conto dei morti decapitati, bambini, donne, uomini Israeliani rispetto ai morti sotto le bombe.
La stessa che passa tra un passante ucciso mentre si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e il delinquente che viene ucciso nello scontro a fuoco con le forze dell’ordine. E i bambini palestinesi? Quelli stanno, da sempre, sulle coscienze dei criminali che li governano. Ricordiamo sempre ciò che Golda Meir disse: “Un giorno potremo perdonarvi per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci fatto uccidere i vostri”. Altri tempi, ma in ogni caso il punto regge: questo attacco, stupido, inutile, crudele, così assurdo da essere imprevedibile, farà decine di migliaia di morti. Palestinesi.
Perché stavolta non è come tutte le altre. Israele si fermerà solo dopo che ogni capo di Hamas, ogni schierano, ogni tirapiedi sarà morto. E se per ottenere questo risultato dovrà morire anche la famiglia, così sia. Amen non ci pare una parola terribile finché non capiamo alla fine di cosa possa essere pronunciata. Ci sono 300 mila soldati schierati, in silenzio, sul confine di Gaza. La nuova Gerico. Ogni ora arrivano più notizie. Bambini decapitati. Famiglie uccise con le granate in casa. Donne violate. Loro sono in schierati in silenzio e ascoltano. Quando finalmente risuonerà l’ordine di invadere, Hamas pagherà.
La comunità internazionale, nel chiedere proporzionalità, non capisce il danno che sta facendo. Non sta scritto vita per vita? E questo succederà. Moltiplicato per qualche ordine di grandezza. È scritto che avverrà. E nessuno spargerà mezza lacrima. Il futuro? O torna Fatah nella Striscia o la Striscia torna Israeliana. Non esiste alternativa. Non si può vivere con gente che decapita i bambini come vicini di casa. Se non lo volete accettare pazienza. Sarà quello che accadrà entro il prossimo Shabbath.
Luca Rampazzo

“E se per ottenere questo risultato dovrà morire anche la famiglia, così sia.”
Questa è una delle cose più abiette che si possano dire riguardo la tragedia che sta investendo quella terra. Forse la tua statura intellettuale, degna di un troglodita, non ti consente di cogliere la bassezza morale in cui sguazzi. Ti direi “vergognati” ma dubito che tu sia abbastanza evoluto in coscienza da poter compiere un’operazione così complessa. Non resta che augurarti di non avere mai come vicino di casa un palestinese che per qualche motivo finisca nel mirino del Mossad che, per colpire lui, butterebbe giù tutta la palazzina (ipotesi non così remota, in fondo è già successo durante l’operazione Ira di Dio che gli israeliani facessero vittime tra i civili in terra straniera pur di colpire presunti terroristi dell’OLP). Vediamo se in quel caso, dopo che ti sei ritrovato con casa e familiari sotto le macerie, hai ancora il coraggio di scrivere “se per ottenere questo risultato dovrà morire anche la famiglia, così sia.”
che schifo, violenza contro violenza non è umano
Ha ragione, ma oltre lo sdegno faccia la proposta, altrimenti non vale .
Speriamo che sia stato risparmiato lo strazio sui cadaveri almeno dei bambini
GIUSTO SIAMO TUTTI CON ISRAELE
Vero, non si tratta di assedio. L’ Egitto potrebbe davvero fornire la dovuta umanitaria assistenza , ma non lo vuole fare. D’altra parte, El Fatah non sarebbe d’accordo nel perdere lo scudo umanitario di cui dispone.
Vincenzo Nardi