
L’America al bivio. E non solo l’America.
No King?
E io mi faccio incoronare come i sovrani nel Medio Evo e vi bombardo seppellendovi di liquami…
Gli USA nella giornata di sabato 18 ottobre 2025 sono scesi di nuovo in piazza e questa volta con una straordinaria partecipazione di popolo.
Non in cento città, non nelle sole metropoli liberal o progressiste che dir di voglia, non negli Stati a guida democratica.
No,no sono scesi in piazza in tutti gli Stati dell’Unione, compresi quelli del declino industriale che avevano votato l’aspirante sovrano in massa ed invano hanno aspettato sin qui i frutti amari della sua predicazione …
First America…
Make America Great Again…
Pace universale…
Reindustrializzazione forzata…
Sono rimasti gli affari personali dell’aspirante sovrano, la sua moneta digitale, gli aerei ricevuti in dono, i campi da golf e i grattacieli raccattati in giro per il mondo, la sua deriva autoritaria, il rischio di distruzione dell’Occidente, le crepe della democrazia, le guerre commerciali, l’internazionale nera del sovranismo…
Il cerbero che ha azzannato il mondo con le sue tre teste fameliche… con gli USA the First. La prima della tre teste.
Il cerchio magico fatto di magnati e parenti stretti…
La guerra alle università, la guerra alla libertà di stampa…
La guerra all’integrazione che, quella si, ha reso grandi gli USA…
La guerra alla sanità, quel poco di sanità pubblica rimasta….
E i cittadini americani, questa volta sono scesi in piazza. In massa. Come popolo e come nazione.
Lo hanno fatto in 2700 città, riferiscono le cronache.
In tutta l’America essi hanno urlato “No King”.
Un bel segnale anche per l’Europa e per l’Italia.
Finalmente, é il caso di dire…
Se si sovrappongono i contenuti della predicazione trumpiana a quelli dei governanti italiani si scopre la fedele, stupefacente, imbarazzante, corrispondenza.
Sanità, scuola, università, lavoro, stampa. L’elenco può continuare. Sino all’obiettivo condiviso dell’ internazionale nera del sovranismo mondiale.
…
La buona notizia è che gli anticorpi sono ancora lì… integri e, speriamo, forti.
Gli anticorpi che liberarono l’America dalle stragi e dal genocidio perpetrato in Vietnam. Gli anticorpi che portarono l’America a ribellarsi ai colpi di Stato della CIA in giro per il mondo, che costrinsero un Presidente a dimettersi.
Gli anticorpi che da sempre hanno portato quel paese in cima al crinale della libertà, nonostante derive e precipizi.
Gli anticorpi che hanno da sempre alimentato visioni d’avanguardia nella cultura, nella musica, nella società, nella tecnologia e nella scienza, nell’economia…
E bisogna sperare che quegli anticorpi si consolidino e si moltiplichino in fretta…
Il re finalmente si è ritrovato nudo sulle piazze americane ma non rinuncia alla sua ambizione di imporsi come messia del nuovo millennio che premia e punisce, bombarda e impone la sua la pace all’estero…e in patria manda l’esercito e la guardia nazionale, ad ogni buon conto.
Il cerbero ha trovato l’equilibrio tra le sue tre teste ed ha raggiunto la certezza di poter azzannare il mondo a piacimento.
L’abbandono dell’Ucraina al suo destino, la “pacificazione” di Gaza, l’adesione al desiderio dell’autocrate russo di incontrasi a Budapest umiliando in un colpo solo USA, Europa ed Occidente e misconoscendo la C.P.I. ( Corte Penale Internazionale) la dicono lunga sulle intenzioni ed i programmi dell’aspirante re d’America e presunto (presuntuoso) capo dell’internazionale Autoritaria, in realtà, dominata da Russi e Cinesi.
Bisognerà ricostruire la coscienza civica in Occidente e riportare in fretta le coscienze alla consapevolezza del loro essere parti insostituibili di altrettante comunità nazionali che rischiano di accartocciarsi nell’attuale incrocio della storia.
…
L’America in piazza è una buona notizia ma non è sufficiente.
L’autocrate americano ha risposto alle proteste dei cittadini americani con due video realizzati con A.I. ( Intelligenza Artificiale) e postati sulla sua piattaforma social.
Nel primo é rappresentata la sua incoronazione in stile medio evo.
Nel secondo il neo sovrano degli USA, alla guida di un aereo militare, scarica sui manifestanti il suo carico di liquami.
Si tratta di messaggi che vanno al di là della supponenza e trivialità del personaggio travestita da trovata goliardica, come pure la si vuol far passare.
Il messaggio è molto più inquietante. Probabilmente frutto velenoso di chi ne feconda volontà e comportamenti in cambio dell’esaltazione della sua sfrenata ambizione e della sua bulimica voglia di arricchirsi.
In palio vi è la sopravvivenza del trumpismo al suo testimonial che difficilmente imboccherà la strada del potere eterno come progettato dal suo omologo di Mosca.
Ma perché il trumpismo sopravviva é necessario distruggere proprio quegli anticorpi riapparsi in questi giorni nelle 2700 piazze americane.
Non c’è posto per la democrazia nel trumpismo e non c’è possibilità di sopravvivenza del trumpismo nella democrazia. Questo lo sanno bene gli strateghi che stanno costruendo l’internazionale sovranista.
E dunque quei due video sono la risposta subdola e addirittura sofisticata al movimento spontaneo delle 2700 piazze schieratesi contro chi vuole distruggere la democrazia e trasformarla in dittatura sia pure per il tramite di un presidente eletto che gigioneggia con la corona regale.
Con il primo video gli strateghi della comunicazione trumpiana hanno alzato il livello del grottesco con lo scopo non dichiarato ma evidente di banalizzare la protesta.
Tutto viene spostato sul ridicolo…
La mobilitazione per la democrazia? Effetto di uno stupido strabismo di gente vittima di visioni vetero intellettuali fuori tempo e fuori luogo.
In realtà, insinuano gli ispiratori del video non esiste nessun pericolo concreto per la democrazia americana.
E tale non può essere considerato l’innocuo atteggiamento goliardico di un presidente ottuagenario che gioca con sé stesso a fare il re prima che con gli altri.
La conclusione?
Non c’è nessun re in arrivo per davvero e quindi le manifestazioni sono il segno di un’ottusa visione, questa sì pericolosa in quanto fuori da ogni realtà.
Pertanto l’aspirante re, tranquillizzato il popolo, può continuare la sua scalata al potere monocratico che si concluderà con il trionfo della dittatura post trumpiana.
La combutta con l’autocrate russo per portare alla resa l’Ucraina, la destabilizzazione dell’Europa e la cancellazione di ogni giurisdizione internazionale ne sono, tutti, altrettanti tasselli fondamentali, al pari del Genocidio dei Palestinesi, della occupazione di Gaza e della sua trasformazione in miniera immobiliare oltre che della definitiva cancellazione della Palestina da ogni carta geografica.
Il tutto nell’acquiescenza generale che sarà garantita dal convincimento dei cittadini statunitensi che non vi é in agguato nessun re e nessun trono viene preparato…
Con il secondo video si sporca la protesta dei manifestanti inondandoli di liquami… così i seguaci sovranisti sentiranno salire a mille l’adrenalina e l’odio monterà inarrestabile contro i loro nemici che certo non ci pensano proprio a contrastare una eventuale guerra civile.
“Intanto li copriamo di ridicolo” pensano “e li costringeremo a ritirarsi o a saltare il fosso della convivenza civile, con tutto quel che ne consegue”.
Dunque?
Oggi più che mai è necessario opporsi alla deriva autoritaria, rifiutare la banalizzazione in chiave pseudo goliardica del movimento e del suo portabandiera, non cedere al ricatto ed ai tentativi di discredito che si succederanno con intensità sempre più evidente e ribadire con forza ed in ogni modo la scelta in favore della libertà degli individui e la volontà democratica dei popoli e delle nazioni.
Negli USA, in America, in Europa ed in tutti i paesi dove la democrazia è minacciata, Italia Compresa…
Antonio Corvino

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