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No all’ennesimo ricatto della “ultima spiaggia”

Proprio chi non ne ha avuto, ora si appella al senso di responsabilita’ per votare si ad una riforma indifendibile nel merito.

di Nicola Cariglia | 18 Settembre 2016

A volte sembra proprio di sognare. Anche i piu’ smaliziati, quelli che seguono le vicende politiche da decenni, fanno fatica a credere che sia vero. Il bombardamento a votare si al referendum sulle riforme costituzionali per “senso di responsabilita’”, non sta in cielo e nemmeno in terra.

Dunque: grazie ad una maggioranza acquisita in base ad una legge elettorale incostituzionale che ha dato un enorme premio ad un partito, il PD, “forte” di appena il 25 per cento dei suffragi, il Governo ha imposto una riforma elettorale e una serie di modifiche alla costituzione. Cio’ e’ stato reso possibile per il trasformismo di un numero incredibile di parlamentari smaniosi e illusi di prolungare o addirittura di imprimere una impennata alla loro carriera politica intesa come strumento di gratificazione personale. Altri uomini, in altri tempi, si sarebbero comportati con maggiore correttezza e prudenza vista la mancanza di una maggioranza espressa dagli elettori e di un loro esplicito mandato a riformare la Costituzione. Gli uomini di questi tempi, invece, sentendosi particolarmente furbi, non hanno sentito ragioni e si trovano ora in grave difficolta’.

Pensavano ad una marcia trionfale che grazie al combinato disposto riforma elettorale/modifiche costituzionali avrebbe garantito loro alcuni decenni di gloria. Ben remunerati sarebbero stati anche i circoli imprenditoriali e finanziari che questa avventura hanno alimentato e sostenuto con grande dovizia di mezzi e dispiego di visibilita’ mediatica.

Ma dalle pentole senza coperchi si ode ora un ribollire di paure, confusi aggiustamenti, strategie indefinite per correre ai ripari. Infatti le pasticciate e strumentali riforme si stanno ritorcendo contro chi le ha ideate. Quelle costituzionali se bocciate al referendum segnerebbero la fine dei sogni di gloria (inutile gingillarsi sfogliando la margherita, dimissioni,non dimissioni). Il similporcellum, cioe’ l’Italicum, pensato per garantire una facile vittoria, si e’ rivelata la piu’ controproducente delle trovate, cioe’ l’unico modo che potrebbe fare vincere i Cinque Stelle.

E dopo tutti questi pasticci, le manifestazioni di arroganza, l’Italia che e’ rimasta al palo, dovremmo lasciare passare al referendum le riforme costituzionali per senso di responsabilita? La solita solfa dell’ultima spiaggia? Guardate, il senso di responsabilita’ e’ cosa troppo seria per parlarne a vanvera. Non puo’ chiedersi a intermittenza e guardando solo da una parte. Dovremmo turarci il naso e fare passare un obbobrio di riforma costituzionale per assicurare lunga vita al governo che con la sua arroganza si e’ spinto oltre il dovuto? Dicono che alla maggioranza attuale non c’e’ alternativa perche’ il fronte del NO e’ eterogeneo e non in grado di dare vita ad una maggioranza alternativa. Verissimo. Dicono anche che le maggioranza che sostiene Renzi, qualora la riforma fosse bocciata, non contribuirebbe mai ad un nuovo governo, a tempo o di scopo, giusto per fare una nuova legge elettorale e portarci al voto. Ma qui casca l’asino, perche’ e’ come dire che solo alcuni sono tenuti ad avere senso di responsabilita’. Questo dovere non riguarderebbe, cioe’, proprio chi ha insistito su una riforma che l’elettorato ha dimostrato di non volere.

Ma questo significa che non di senso di responsabilita’ si tratta (che tutti dovrebbero avere) ma di altra cosa. E si chiama ricatto. L’ennesimo, nel nome della bufala dell’ultima spiaggia che e’ la negazione stessa della democrazia.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Il punto del DirettoreTag: Cinque Stelle, costituzione, democrazia, dimissioni, governo, illusi, italia, legge elettorale, nuova legge, nuovo governo, pd, referendum, renzi, riforma elettorale, riforme

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Raffaello Massiach

    19 Settembre 2016 alle 12:03

    Incredibile la leggerezza con la quale certi individui trattano i propri connazionali.
    Dopo l’esemplare figura fatta con l’Europa (non dimentichiamo che l’Italia è il terzo pese in ordine di importanza, dopo l’uscita dell’Inghilterra), la credibilità di quest’uomo e del suo governo, è pari a quello di Pippi Calzelunghe. Se non altro, Pippi divertiva i bambini.

    Rispondi
  2. Giampaolo

    19 Settembre 2016 alle 10:53

    Devo dare atto a Nicola Cariglia, pres di Pensalibero, di condurre una campagna antiRenzi, in modo corretto e coraggioso. Fa parte del suo bagaglio politico e culturale che non può essere abbandonato persone che hanno pensato solo e sempre al bene del Paese.
    Purtroppo la nuova “classe dirigente” che si è insediata ILLEGALMENTE sta operando come i barbari nella decadenza dell’impero romano. SACCHEGGIANO!

    Rispondi
  3. Giampaolo

    19 Settembre 2016 alle 09:57

    APRES MOI LE DELUGE. E’ proprio vero: quando la merda monta in scranno, o fa puzza o fa danno. Ma dove vuole arrivare questo “chierichetto” deve ancora imparare il latino……

    Rispondi
    • Giampaolo

      19 Settembre 2016 alle 09:59

      era “chierichetto? Deve ancora imparare il latino……..

      Rispondi
  4. Marzio Siracusa

    19 Settembre 2016 alle 09:08

    Parole sante, Nicola, e naturalmente anche quelle di Luigi. Il problema è sempre lo stesso, non saper riconoscere la mediocrità quando si è in tempo.

    Rispondi
    • paolo francia

      19 Settembre 2016 alle 11:05

      La nediocrità spesso paga nella vita Marzio, se tutti i mediocri che hanno approfitato del sistema per guadagnare bene, fossero rimandati a casa, sarebbe cosa giusta, ma la giustizia non è di questo mondo.

      Rispondi
  5. Luigi

    19 Settembre 2016 alle 07:53

    Renzi è un cretino.
    Quindi preso dal tipico senso di onnipotenza dei cretini che non sanno costruire nulla di nuovo, lo sfoga distruggendo il Senato e lo Stato di diritto, perchè se fin dai tempi di Roma questo è stato l’ultimo baluardo della democrazia, è sempre stato nemico dei Re etruschi in cerca di onnipotenza provinciale.
    Si sfoga disttruggendo MPS da cui scaccia tutti quelli che ispirati da Prodi avevano delle qualifiche accademiche ma non leccavano abbastanza con dei gran leccatori che lo fanno sentire meglio lì dietro.
    Direi che Renzi è un cretino e Firenze pagherà il conto, non per niente da Milano non hanno mai mandato nessuno a Roma, lo lasciarono fare a Arcore, che a mandare un cretino a fare il Dio a Roma, poi si paga il conto per sette generazioni.

    Rispondi

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